Giornata mondiale per il lavoro dignitoso

A cura del gruppo Lavoratori del CESE

Quest'anno la celebrazione della Giornata mondiale per il lavoro dignitoso assume una rilevanza del tutto particolare. La pandemia di Covid-19 ha esacerbato le inadeguatezze delle nostre società, in particolare in tema di lavoro, salari e redditi dignitosi. Ancora una volta, determinati gruppi di persone, che erano già tra i più vulnerabili, sono stati colpiti oltre misura: giovani in lavori precari, donne rappresentate in misura sproporzionata nei settori più colpiti oppure donne che rimangono a casa per occuparsi della scolarità dei figli e assistere altri membri della famiglia, lavoratori autonomi e lavoratori delle piattaforme, lavoratori con bassi salari, persone in lavori non dichiarati e migranti.

Nella Giornata per il lavoro dignitoso, il gruppo Lavoratori si è unito alla Confederazione Sindacale Internazionale (CSI) e alla Confederazione europea dei sindacati (CES) nella richiesta di un Nuovo contratto sociale per la ripresa e la resilienza, con l'obiettivo di contrastare gli effetti della crisi causata dalla pandemia di Covid-19 in modo sostenibile, dando finalmente una risposta ai bisogni delle persone. Un rinnovamento autentico del progetto europeo esige robusti investimenti sociali per integrare le politiche economiche, grazie a un'attenzione specifica alla conservazione e alla creazione di posti di lavoro di alta qualità, a retribuzioni eque e all'eliminazione del lavoro precario.

È urgente che la Commissione prosegua il processo di attuazione del pilastro dei diritti sociali e in particolare porti avanti le iniziative relative ai salari minimi, al reddito minimo, alla trasparenza delle retribuzioni e al rafforzamento delle normative riguardanti la salute e la sicurezza sul lavoro. A tale riguardo, occorre garantire la contrattazione collettiva e gli interessi dei lavoratori precari e vulnerabili. È inoltre fondamentale assicurare l'equità nel settore delle piattaforme, che genera enormi profitti per le imprese, mentre le persone che vi lavorano si trovano in una situazione estremamente precaria in termini di diritti del lavoro, salari e condizioni di lavoro.