I contributi delle sezioni

La sezione ECO avverte che gli effetti sugli Stati membri dell'UE saranno asimmetrici e rivolge pertanto un appello alla solidarietà, invocando una rispLeggi

La sezione ECO avverte che gli effetti sugli Stati membri dell'UE saranno asimmetrici e rivolge pertanto un appello alla solidarietà, invocando una risposta europea comune per mitigare le difficoltà economiche e sociali e garantire equità per i cittadini e per le imprese europei.
Se è difficile stimare con precisione la portata delle conseguenze della guerra in Ucraina e delle sanzioni adottate in risposta all'aggressione russa, tuttavia è chiaro che il sistema economico e finanziario europeo non rimarrà inalterato da questi sviluppi. Inoltre, poiché gli effetti sugli Stati membri dell'UE saranno asimmetrici, per mitigare le difficoltà economiche e sociali sarà cruciale dar prova di solidarietà e adottare una risposta europea comune. Mettere l'economia europea sulla buona strada della crescita, dell'occupazione, della coesione e di una convergenza duratura, portando prosperità ed equità ai cittadini e alle imprese europei, dovrebbe rimanere la massima priorità della politica economica dell'UE nei prossimi anni.

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Secondo le stime della sezione INT, la crisi ucraina mette in risalto la necessità di abbattere una serie di ostacoli e di rafforzare il mercato interno e il suo funzionaLeggi

Secondo le stime della sezione INT, la crisi ucraina mette in risalto la necessità di abbattere una serie di ostacoli e di rafforzare il mercato interno e il suo funzionamento.

Sempre secondo le suddette stime, la crisi ucraina sottolinea la necessità di abbattere una serie di ostacoli e di rafforzare il mercato interno e il suo funzionamento. Dobbiamo accelerare lo sviluppo di un'autonomia strategica per l'Europa. L'Europa deve ribadire la sua unità e la sua determinazione e diventare una potenza più indipendente e sovrana in termini economici ed energetici. In questa prospettiva, dobbiamo approvvigionarci a nuovi mercati, in modo da poterci rendere indipendenti dalla Russia, dalla Cina e dagli Stati Uniti. Inoltre, dobbiamo diversificare le fonti energetiche utilizzate dagli Stati membri.

La sezione INT insiste sulla necessità di compensare le perdite subite dalle imprese europee in conseguenza delle sanzioni. Dobbiamo proteggere le nostre imprese. La maggior parte di esse si è ritrovata più fragile dopo la pandemia, con un fatturato in calo, meno liquidità e più debiti, e adesso incontra problemi con le forniture a causa della guerra e delle sanzioni.

Inoltre, dobbiamo mantenere i posti di lavoro e agevolare l'integrazione dei profughi nel mercato del lavoro. Al riguardo un potenziale enorme, anche in termini di contributo all'integrazione dei profughi, è rappresentato dall'economia sociale, il cui modello economico si è dimostrato molto resiliente in tempi di crisi ed è noto per la sua efficacia nel creare posti di lavoro di qualità con l'obiettivo di non lasciare indietro nessuno.

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La sezione TEN esorta a intraprendere tutte le azioni diplomatiche e umanitarie atte ad aiutare il popolo ucraino a mantenere l'accesso ai servizi essenziali, compresa l'erogazioLeggi

La sezione TEN esorta a intraprendere tutte le azioni diplomatiche e umanitarie atte ad aiutare il popolo ucraino a mantenere l'accesso ai servizi essenziali, compresa l'erogazione di acqua e di energia elettrica. Esprime preoccupazione per la sicurezza nucleare, richiama l'attenzione sulla situazione di emergenza di parti significative del settore dei trasporti e chiede un piano praticabile per diversificare le fonti energetiche e garantire la sicurezza e la sostenibilità dell'approvvigionamento energetico nell'UE.

Il 10 marzo 2022 la sezione TEN ha tenuto un dibattito sulla guerra in Ucraina e sulle sue implicazioni per i propri lavori. Al dibattito hanno partecipato due oratori ospiti:

•    Zsolt Hetesi, ricercatore senior presso l'Università nazionale ungherese della pubblica amministrazione ed esperto di questioni energetiche, il quale ha illustrato le implicazioni della guerra in Ucraina per la sicurezza energetica e i prezzi dell'energia,
•    e Serhii Prokopenko, giovane specialista per l'innovazione e l'imprenditorialità in Ucraina, consulente e ricercatore nel campo della nuova economia della regione di Kharkhiv (Ucraina), il quale ha portato la sua testimonianza diretta sulla drammatica situazione del suo paese e in particolare sugli attacchi subiti da quella città.

Dal dibattito della sezione TEN sono emersi i seguenti punti chiave:

la sezione esorta a intraprendere tutte le azioni diplomatiche e umanitarie atte ad aiutare il popolo ucraino a mantenere l'accesso ai servizi essenziali, e in particolare all'erogazione di acqua e di energia elettrica. Bisogna che i profughi che si dirigono verso l'Unione europea ricevano il dovuto sostegno, e occorre adottare tutte le misure necessarie per garantire loro alloggi e infrastrutture adeguati nei paesi ospitanti.

L'occupazione delle centrali nucleari ucraine sta suscitando preoccupazioni in merito alla sicurezza per la popolazione locale e per l'Europa nel suo complesso. La sezione TEN invoca una piena cooperazione tra tutti gli attori coinvolti e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica al fine di monitorare la situazione e prevenire ogni possibile fuga di radioattività.

La situazione in Ucraina incide sulla già pressante crisi energetica. Per superare gli effetti negativi di tale crisi sulle economie degli Stati membri, è necessario adottare misure concrete per progredire verso un'autonomia strategica che riduca la dipendenza energetica. Pertanto, la TEN chiede di adottare un piano concretamente realizzabile per diversificare le fonti energetiche nell'ambito del mix energetico degli Stati membri.

La sicurezza e la sostenibilità dell'approvvigionamento energetico possono essere pienamente conseguite a lungo termine solo promuovendo l'uso di fonti di energia a basse o zero emissioni di carbonio. Per garantire al sistema energetico dell'UE un futuro resiliente e sostenibile, la sezione raccomanda di accelerare gli investimenti nella ricerca volta a sviluppare nuove tecnologie pulite.

La sezione TEN è preoccupata per la situazione di emergenza in cui versano parti significative del settore dei trasporti, dovuta ai costi estremamente elevati dei combustibili e dell'elettricità, a loro volta causati dall'aumento del prezzo degli idrocarburi. Quest'ultimo era elevato già prima della guerra in Ucraina, ma, dall'inizio di essa, ha raggiunto livelli senza precedenti, determinando una situazione in cui molte imprese di tale settore rischiano il fallimento.

La sezione TEN invita pertanto la Commissione a dedicare la dovuta attenzione alla questione urgente della crisi del settore dei trasporti, nell'elaborare il quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato annunciato nella comunicazione REPowerEU: azione europea comune per un'energia più sicura, più sostenibile e a prezzi più accessibili.

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La sezione SOC si impegna a sostenere pienamente e a lungo termine i profughi ucraini ed esprime apprezzamento per la solidarietà dimostrata dalle organizzazioni della società civile e per la loro Leggi

La sezione SOC si impegna a sostenere pienamente e a lungo termine i profughi ucraini ed esprime apprezzamento per la solidarietà dimostrata dalle organizzazioni della società civile e per la loro azione incessante fin dall'inizio dell'aggressione russa.

Insiste sull'imperativo che tutti coloro che fuggono dalla guerra in Ucraina, indipendentemente dalla loro nazionalità, ricevano protezione e abbiano accesso a infrastrutture adeguate, e che si provveda in maniera adeguata alle necessità specifiche delle persone vulnerabili, in particolare le donne, i bambini, gli anziani e le persone con disabilità. In molti paesi la società civile si è mobilitata in tempi rapidissimi e collabora con le autorità per aiutare gli ucraini fuggiti dalla guerra.

L'UE deve fornire sostegno finanziario sia ai paesi vicini dell'Ucraina, per aiutarli a far fronte a flussi di profughi senza precedenti, sia alla società civile, affinché possa svolgere il suo ruolo essenziale in termini di aiuti umanitari e misure di integrazione.

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La sezione NAT sulla guerra in Ucraina e sulla necessità di fornire assistenza umanitaria, economica, tecnica e ambientale.

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La sezione NAT sulla guerra in Ucraina e sulla necessità di fornire assistenza umanitaria, economica, tecnica e ambientale.

Assistenza (economica, tecnica, umanitaria, energetica, in materia di sicurezza ecc.) all'Ucraina

  • È necessario che i governi facciano tutto il possibile per garantire l'approvvigionamento e la sicurezza alimentari della popolazione ucraina, fornendo cibo e acqua pulita nelle zone di guerra e rafforzando la protezione sociale per tutelare le persone vulnerabili dall'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.
  • Il CESE accoglie con favore il fatto che l'UE abbia già attivato il meccanismo unionale di protezione civile e creato poli logistici nei paesi vicini per convogliare gli aiuti verso l'Ucraina.
  • Anche le OSC di ogni parte d'Europa, comprese le associazioni di agricoltori, si stanno mobilitando per inviare donazioni alimentari alla popolazione ucraina. Le banche alimentari svolgono un ruolo importante in tale contesto.

Possibili conseguenze per l'UE della guerra e delle misure imposte dall'UE stessa in questi ambiti

  • L'Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile è innanzitutto un programma di pace e sicurezza. Le misure volte a contrastare gli effetti della guerra non dovrebbero andare a scapito dell'azione per il clima e della sostenibilità. Dobbiamo infatti progredire verso l'attuazione di tale Agenda con un Green Deal europeo ambizioso, specie alla luce degli avvertimenti contenuti nell'ultima relazione dell'IPCC sulle gravi conseguenze dell'emergenza climatica. Non possiamo rinviare le misure necessarie a garantire la sostenibilità e la neutralità climatica; eventuali deroghe possono essere concesse soltanto in casi eccezionali e per un periodo di tempo limitato.
  • L'UE dipende fortemente dai due paesi in guerra per quanto riguarda l'importazione di cereali e fertilizzanti, ed è uno dei principali esportatori di pollame e carni suine verso l'Ucraina, mentre la Russia rimane il sesto partner commerciale dell'Unione. Di conseguenza, il conflitto avrà inevitabilmente gravi ripercussioni per il settore agroalimentare dell'UE. La situazione degli agricoltori, direttamente colpiti dagli enormi aumenti dei prezzi dei fertilizzanti, dell'energia e dei mangimi, è preoccupante già da alcuni mesi e non è destinata a migliorare, ragion per cui sarà necessario garantire un sostegno supplementare.
  • Il CESE ritiene che, benché la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare dell'UE non desti immediate preoccupazioni, il fatto che l'UE importi gran parte dei cereali, dei mangimi e dei fertilizzanti dall'Ucraina e dalla Russia debba indurre l'Unione a impegnarsi maggiormente per realizzare sistemi alimentari sostenibili garantendo nel contempo l'accessibilità economica di alimenti di qualità per tutti.
  • La crisi dovrebbe diventare un'opportunità per ridurre la dipendenza dell'UE dai combustibili fossili, nonché dalle materie prime e dai fertilizzanti d'importazione, proteggere le risorse alimentari strategiche dell'UE e garantire un approvvigionamento alimentare equo, sano, sostenibile e resiliente. Questa dipendenza è il risultato delle politiche fallimentari e dell'inerzia degli ultimi anni. L'UE deve ora adoperarsi per conseguire un'autonomia strategica aperta dei propri sistemi alimentari, nonché accelerare la transizione verso le fonti di energia rinnovabili e accrescere più celermente l'efficienza energetica.
  • Il CESE considera che gli impatti ambientali del conflitto in corso (bombardamenti di stabilimenti chimici o centrali nucleari, in particolare in connessione con fuoriuscite di petrolio e fughe di gas) destino grande preoccupazione sia per la popolazione ucraina che per quella dell'UE. L'UE deve aiutare a prevenire e riparare i danni ambientali causati dalla guerra e a punire i reati ambientali commessi, in quali avranno inevitabilmente conseguenze durature.

 

 

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La sessione pomeridiana della riunione della sezione REX del 9 marzo è stata dedicata a un dibattito sull'Ucraina con la partecipazione di tre membri ucraini della piattaforma della società civile Leggi

La sessione pomeridiana della riunione della sezione REX del 9 marzo è stata dedicata a un dibattito sull'Ucraina con la partecipazione di tre membri ucraini della piattaforma della società civile UE-Ucraina:

  1. Alexander Shubin, della Federazione dei sindacati ucraini
  2. Olena Pavlenko, del gruppo DiXi, firmataria della dichiarazione di Kiev
  3. Vasyl Andreyev, del Sindacato ucraino dei lavoratori del settore edile e dei materiali da costruzione

i quali hanno presentato quattro richieste principali:

  1. sostegno e assistenza costanti agli ucraini, sia all'interno che al di fuori del loro paese
  2. sostegno al processo di adesione dell'Ucraina all'UE
  3. divieto di sorvolo dello spazio aereo ucraino
  4. riduzione significativa della dipendenza energetica dell'UE dal regime autoritario russo

Nel dibattito seguito alla presentazione di tali istanze, i membri della sezione Relazioni esterne hanno convenuto sull'importanza di intraprendere azioni concrete nei seguenti ambiti:

1) Sostegno e solidarietà all'Ucraina ed al suo popolo

  • invio di aiuti umanitari attraverso le organizzazioni di appartenenza dei membri, in linea con le esigenze più pressanti del popolo ucraino
  • cooperazione costante con la società civile ucraina tramite canali consolidati – come la suddetta piattaforma – e attraverso contatti bilaterali, al fine di rispondere meglio alle attuali necessità della società ucraina

2) Sanzioni e ulteriore isolamento della Russia

  • sospensione della cooperazione con la Camera civica della Federazione russa
  • sostegno alla sospensione della partecipazione alle reti internazionali delle OSC russe collegate al regime di Mosca
  • elaborazione della proposta di un'iniziativa globale contro la disinformazione, da attuare per combattere la propaganda del Cremlino

3) Autonomia strategica e difesa

  • rivisitazione del Green Deal e diversificazione delle fonti di energia all'interno degli Stati membri
  • promozione dell'attuazione di una strategia di difesa comune ed efficace
  • rafforzamento dell'alleanza transatlantica
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La CCMI si è occupata delle conseguenze dell'invasione russa dell'Ucraina per diverse industrie strategiche, tra cui quella della difesa e quella della produzione di microchip.
Molti settoriLeggi

La CCMI si è occupata delle conseguenze dell'invasione russa dell'Ucraina per diverse industrie strategiche, tra cui quella della difesa e quella della produzione di microchip.
Molti settori industriali risentiranno fortemente dell'invasione russa e delle sanzioni imposte alla Russia e alla Bielorussia. La Russia e l'Ucraina hanno un peso significativo nelle importazioni verso l'UE non solo di energia, ma anche di metalli quali nichel, rame e ferro e di materie prime essenziali come il neon, il palladio, il titanio e il platino. Si tratta di risorse cruciali per diversi settori strategici, tra i quali quello della difesa e quello della produzione di microchip.
La CCMI ritiene che l'UE debba continuare a lavorare al duplice obiettivo delle transizioni verde e digitale dei suoi ecosistemi industriali. Ciò ridurrà la dipendenza dell'UE dalle importazioni di energia e di materie prime, nonché le sue vulnerabilità nello spazio digitale. Inoltre, la CCMI reputa che l'UE debba moltiplicare gli sforzi in direzione di un'autonomia strategica aperta, la quale le consentirà di essere più forte a livello sia economico che geopolitico.

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