European Economic
and Social Committee
Sandra Parthie: Elaborare una nuova strategia europea per il mercato interno
Tra il momento in cui è nata l'idea di un mercato unico europeo negli anni '80 e la sua concezione e il suo lancio nei primi anni '90, sono stati molti i cambiamenti storici che si sono succeduti sul nostro continente e nel resto del mondo. Da allora le dimensioni dell'Unione europea e il numero dei suoi Stati membri sono più che raddoppiati e l'UE si è trovata ad affrontare crisi, conflitti e sfide naturali, economiche, sociali e tecnologiche.
Da allora anche la situazione geopolitica è cambiata radicalmente, con l'emergere in Asia di una nuova superpotenza che si è trasformata in un rivale sistemico dell'UE a diversi livelli. Nel corso degli anni i principi del mercato interno, vale a dire la libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e dei lavoratori, hanno permesso di migliorare le prestazioni economiche dell'UE. Tuttavia, il mercato unico è lungi dall'essere perfetto.
E questo a causa dell'attuazione piuttosto frammentaria delle norme concordate, del moltiplicarsi delle prescrizioni amministrative e delle capacità di vigilanza del mercato estremamente limitate. Inoltre, il mercato unico si trova attualmente ad affrontare obiettivi contrastanti: le richieste di sovvenzioni da parte dell'industria, ma anche di altri attori a livello nazionale, sono incompatibili con le richieste di limitare gli aiuti di Stato e di mantenere condizioni di parità in tutti gli Stati membri; i requisiti in materia di produzione locale per mantenere la creazione di valore e l'occupazione in Europa sono in contrasto con la richiesta di promuovere l'apertura e l'accesso ai mercati, al fine di rimanere competitivi sotto il profilo dei costi rispetto ai concorrenti globali e di fornire ai consumatori prodotti a prezzi accessibili; l'accesso alle materie prime indispensabili per la produzione di beni (dalle automobili, le turbine eoliche o i pannelli solari, agli elettrodomestici da cucina o gli attrezzi da giardino) non è compatibile con le condizioni di approvvigionamento di tali risorse, come la garanzia di norme in materia di lavoro e ambiente e la gestione dei concorrenti per tali risorse.
L'apertura dei mercati e delle frontiere dell'UE, un aspetto cruciale alla base dell'idea del mercato unico, è ormai insufficiente in un mondo che non rispetta più le norme commerciali internazionali concordate a livello multilaterale. In effetti, rischia di trasformarsi in un punto debole per l'UE se non prevede alcune garanzie, quali una rigorosa sorveglianza della qualità e della sicurezza dei prodotti che entrano nel mercato dell'UE o il controllo degli investimenti e dei relativi obiettivi da parte degli investitori. In un mondo che si sta allontanando dai sistemi multilaterali fondati su regole per avvicinarsi a Stati che limitano o impongono restrizioni all'accesso alle risorse sulla base dei loro interessi nazionali, l'economia della globalizzazione e delle catene di approvvigionamento integrate a livello internazionale non funziona più.
Un mercato interno basato su tali regole necessita pertanto di una nuova strategia, che dovrebbe concentrarsi su diversi aspetti: una politica industriale europea, un quadro favorevole per le imprese e le PMI, le imprese dell'economia sociale, il sostegno pubblico al progetto europeo, servizi di interesse generale adeguatamente organizzati ed efficienti e misure per preservare e sviluppare il nostro modello sociale.
Secondo il CESE, il completamento del mercato dei capitali dell'UE è fondamentale per l'approfondimento del mercato unico. Il mercato dei capitali dovrebbe essere orientato al finanziamento della produzione, dell'acquisto e del flusso di beni e servizi, in particolare sostenendo la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione delle imprese e i servizi di interesse generale, e incoraggiando l'imprenditorialità.
Inoltre, è necessario dare priorità alle politiche che forniscono un quadro per l'innovazione da parte delle imprese private e favoriscono l'innovazione attraverso l'accesso al capitale di rischio e la cooperazione tra l'industria e la scienza. L'applicazione dell'acquis deve pertanto essere un'ulteriore priorità per rafforzare il mercato interno. Purtroppo, molte di queste norme non sono state recepite a livello nazionale, oppure sono applicate in maniera o misura molto diversa, e questo costituisce un ostacolo grave e sostanziale al buon funzionamento del mercato interno.