European Economic
and Social Committee
Il successo dell'allargamento del 2004 apre la strada alle future adesioni all'UE
Nella sessione plenaria del Comitato economico e sociale europeo (CESE) dello scorso maggio si è tenuto un dibattito sugli insegnamenti tratti dall'allargamento dell'UE nel 2004. L'attuale quadro geopolitico e di sicurezza fa sì che un nuovo allargamento diventi una missione ancora più urgente per l'Europa.
Nel dibattito alla plenaria del CESE dedicato al grande allargamento del 2004 sono intervenuti oratori che all'epoca avevano svolto un ruolo significativo nei negoziati, e tra questi l'ex sottosegretario di Stato polacco responsabile dell'adesione all'UE Jarosław Pietras, il segretario generale della Fondazione europea di studi progressisti (FEPS), l'ungherese László Andor, e l'ex commissario europeo per la Repubblica ceca responsabile dell'Allargamento Štefan Füle.
Nel corso della discussione i partecipanti hanno sottolineato che l'UE — che solo di recente ha ripreso a guardare con interesse a un nuovo allargamento — deve offrire ai paesi candidati una chiara tabella di marcia verso l'adesione: se li lasciamo troppo a lungo in attesa sulla soglia, infatti, il processo di allargamento potrebbe non risultare più credibile.
Il Presidente del CESE Oliver Röpke ha dichiarato: "Questo 20° anniversario non solo segna una tappa importante, ma celebra anche il successo costante del processo di allargamento dell'Unione, con un maggior numero di paesi che ambiscono a farne parte".
Pietras ha aggiunto: "L'allargamento è un processo di trasformazione che va nelle due direzioni, poiché reca benefici non solo ai paesi candidati ma anche agli attuali Stati membri".
Füle, che oggi presiede la task force del Centro di politica europea (EPC) sull'allargamento dell'UE, ha fatto presente che "dobbiamo preparare sia i paesi candidati che gli Stati membri dell'UE alla nuova ondata di adesioni".
Nel suo intervento dedicato alla forza trainante che fu alla base del processo del 2004, Tinatin Akhvlediani, ricercatrice presso l'unità Politica estera dell'UE del Centro per gli studi politici europei (CEPS), ha insistito sugli aspetti economici dell'allargamento, dato che all'epoca i paesi candidati versavano in condizioni finanziarie precarie. Oggi però la motivazione principale del futuro allargamento è la questione della sicurezza.
Secondo Andor, il rispetto dello Stato di diritto è uno dei punti deboli dell'allargamento di vent'anni fa, e l'UE non è riuscita a creare gli strumenti giusti per rimediare al problema. Ecco perché è stata da poco introdotta una condizionalità dello Stato di diritto.
A settembre il CESE organizzerà un vertice della società civile sull'allargamento, e per la prima volta inviterà a partecipare a una sua sessione plenaria tutti i "membri di paesi candidati all'adesione".