Nella sessione plenaria di marzo il Comitato economico e sociale europeo ha adottato un parere in cui propone di sostenere gli investimenti nell'esplorazione ed estrazione delle materie prime critiche e nell'utilizzo di materiali secondari provenienti dai rifiuti, in quanto ciò è essenziale per la transizione verde nell'UE.

Nel settembre 2020 la Commissione europea ha adottato il suo piano d'azione per le materie prime critiche con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dalle materie prime essenziali primarie e di rafforzare l'approvvigionamento interno di materie prime nell'UE. Il parere adottato dal CESE accoglie favorevolmente questo approccio, in quanto sostiene pienamente la transizione verde e considera fondamentale l'estrazione delle materie prime necessarie per la diffusione delle tecnologie verdi.

Il CESE chiede tuttavia ulteriori misure per rendere possibile tale approccio, dal momento che l'esplorazione e l'estrazione sono attività ad alto rischio. Il relatore Dumitru Fornea sottolinea questa posizione: "È essenziale incentivare l'approvvigionamento primario e secondario e quindi dobbiamo sostenere gli investimenti nel settore estrattivo e accelerare l'analisi dei rifiuti che possano contenere materiali utili".

Il correlatore Michal Pintér spiega che sostegno potrà assumere forme diverse: "È necessario sostenere gli investimenti attraverso garanzie sui prestiti, regimi di ammortamento e aiuti di Stato, ma anche sviluppando un processo di autorizzazione semplificato per le attività minerarie".

Il parere sottolinea inoltre l'importanza di ampliare la definizione di materie prime critiche, tradizionalmente intese come materiali provenienti dal settore minerario. Il CESE ritiene questa definizione sia troppo limitata e ostacoli la crescita delle energie verdi, in quanto i materiali a base di legno possono essere utilizzati in modo efficiente e in molte più applicazioni rispetto al passato.

Il settore delle materie prime ha un potenziale economico enorme. Fornisce circa 350 000 posti di lavoro all'interno dell'UE e oltre 30 milioni di posti di lavoro nelle industrie manifatturiere a valle dipendono da un accesso affidabile e senza ostacoli alle materie prime minerali. Secondo le previsioni dell'OCSE, l'uso globale di materiali raddoppierà entro il 2060 e, in particolare, l'uso di metalli aumenterà del 150 %. È molto probabile che ciò faccia crescere la pressione sulle risorse del pianeta e comprometta l'aumento del benessere globale.

Considerando questo aspetto, il parere sottolinea l'importanza di integrare nuove dimensioni nella metodologia utilizzata per stilare un elenco di minerali critici. Il CESE ritiene che la Commissione europea debba tenere conto "delle esigenze e degli interessi dei cittadini e delle economie dei paesi dai quali le materie prime devono essere esportate verso l'Europa". È pertanto opportuno definire criteri adeguati per verificare se le loro catene di approvvigionamento globali siano conformi ai principi etici. (ks)