Il CESE chiede una modifica della legge elettorale dell'UE

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha invitato il Parlamento europeo (PE), il Consiglio dell'UE e gli Stati membri a modificare con urgenza l'Atto elettorale del 1976 in modo da garantire che tutti i cittadini dell'UE con disabilità abbiano un effettivo diritto di voto alle elezioni del Parlamento europeo del 2024.

Nel suo parere sul tema La necessità di garantire l'effettivo diritto di voto per le persone con disabilità nelle elezioni del Parlamento europeo, adottato il 2 dicembre, il CESE chiede che il testo dell'Atto chiarisca i principi del suffragio universale e diretto e della segretezza delle elezioni.

Ciò porrebbe fine alla discriminazione nei confronti degli elettori con disabilità legata alle norme o alle modalità vigenti nei diversi Stati membri, che differiscono notevolmente da un paese all'altro. La modifica della legge elettorale potrebbe inoltre eliminare gli ostacoli giuridici o tecnici attualmente esistenti in Europa, che privano milioni di cittadini del diritto di voto.

Il parere fa seguito alla relazione informativa del CESE che ha rilevato come, per via di queste barriere, nessuno dei paesi dell'UE abbia potuto garantire che le elezioni fossero accessibili a tutti.

I risultati della relazione, pubblicata due mesi prima delle elezioni del Parlamento europeo, sono stati successivamente confermati dalle relazioni elettorali dei media e delle organizzazioni della società civile.

"Il CESE ritiene che tale discriminazione sia inaccettabile e contraria ai valori fondamentali dell'UE, ai Trattati e ai principali atti giuridici e politici internazionali", ha dichiarato Krzysztof Pater, relatore della relazione e del parere.

"Ciò che chiediamo è il rispetto del principio della parità dei diritti per tutti. Com'è possibile che nel XXI secolo milioni di cittadini dell'UE con disabilità non possano godere del loro diritto di voto, e che i responsabili politici non facciano quasi nulla per cambiare questa situazione? Si tratta di una questione fondamentale per la democrazia dell'UE, ma soprattutto di una questione di dignità umana", ha sottolineato Pater.

Secondo il CESE, le pratiche esistenti che discriminano i cittadini dell'UE con disabilità possono essere eliminate rapidamente modificando la legge elettorale in modo da obbligare i paesi dell'UE ad applicare norme che garantiscano a tali persone un effettivo diritto di voto.

Dette norme includono una dichiarazione per cui nessun cittadino dell'UE può essere privato del diritto di voto alle elezioni del Parlamento europeo a causa di una disabilità o di uno stato di salute sulla base di norme nazionali.

Le norme necessarie a chiarire i principi di suffragio diretto e segreto garantiranno che tutte le persone con disabilità, indipendentemente dal tipo di disabilità, possano votare in segreto e senza assistenza. (ll)