Superare le divisioni: il contributo della società civile alla lotta contro l'attuale pericolosa polarizzazione

In un periodo in cui le nostre società sono alle prese con una crescente polarizzazione e la fiducia nelle istituzioni democratiche è in calo, la società civile deve essere all'altezza della sfida. La polarizzazione non è, in sé, sempre negativa: il dibattito democratico si nutre e si arricchisce di una pluralità di punti di vista. Ma una polarizzazione che sfocia in ostilità, disinformazione e divisione rappresenta una minaccia per le fondamenta stesse delle nostre democrazie.

Nel corso della Settimana della società civile 2025 sono stati presentati notevoli esempi di iniziative volte a contrastare l'attuale pericolosa polarizzazione. Il Premio CESE per la società civile ha reso omaggio a organizzazioni attive nel campo dell'alfabetizzazione mediatica, della lotta alla disinformazione e della promozione del dialogo intergenerazionale – ed è a progetti di questo tipo che deve andare il nostro sostegno se vogliamo costruire società resilienti e coese.

Oggi assistiamo ad una sempre maggiore frammentazione delle nostre società in tutta Europa. Le sfide da affrontare sono su più fronti: le disuguaglianze economiche, l'esclusione sociale, la diffusione di notizie false su Internet e i social o l'estremismo politico. L'ascesa dei movimenti populisti in Europa negli ultimi tempi, il declino del pluralismo dei media e il calo di fiducia nelle istituzioni sono tutti indicatori di come la polarizzazione alimenti il malcontento. Queste tendenze minano le strutture democratiche ed erodono la coesione sociale. In tempi come questi, la società civile non può limitarsi a partecipare al processo democratico, ma deve essere un difensore della sua resilienza.

Le organizzazioni della società civile sono da tempo in prima linea nella difesa dei valori democratici. Hanno un ruolo di mediatrici, facendosi portavoce di punti di vista diversi nelle discussioni, lottando contro la disinformazione e promuovendo dibattiti pubblici informati. Offrono una piattaforma a quanti hanno la sensazione di non trovare ascolto, sostenendo politiche inclusive tese a superare le divisioni e non ad aggravarle. Attraverso la partecipazione dei cittadini, le discussioni basate su dati concreti e le iniziative a favore della tolleranza, la società civile si batte risolutamente contro le forze della disunione.

Il CESE è fermamente convinto che rafforzare il dialogo e la partecipazione sia l'unica strada da seguire. Lo constatiamo nella nostra attività di ogni giorno: i membri del Comitato – rappresentanti di datori di lavoro, sindacati e ONG – partecipano a dibattiti magari accesi, ma sempre con il fine ultimo di trovare un terreno d'intesa. La nostra forza risiede nel consenso, ed è questo il modello che dobbiamo diffondere in tutta Europa.

La società civile deve essere messa in condizione di svolgere pienamente il proprio ruolo nel contrastare la polarizzazione, e questo significa assicurarle l'accesso ai finanziamenti, permetterle di operare liberamente e promuovere un contesto in cui i suoi apporti alla vita democratica siano riconosciuti e valorizzati. I meccanismi partecipativi – che si tratti di consultazioni dei cittadini, di iniziative di base o del ricorso a strumenti di democrazia deliberativa – devono essere rafforzati per far sì che le persone si sentano incluse nei processi decisionali.

Il futuro dell'Europa dipende dall'intima convinzione dei cittadini europei di sentirsi rappresentati, coinvolti e ascoltati. La società civile non è un mero accessorio della democrazia, bensì la sua spina dorsale. Mentre attraversiamo l'attuale periodo di divisioni, dobbiamo offrirle gli strumenti, il riconoscimento e lo spazio di cui ha bisogno per continuare a salvaguardare i nostri valori democratici. Stimolando il dialogo, favorendo l'inclusione sociale e lottando contro l'estremismo, la società civile può essere la forza capace di trasformare la polarizzazione da fonte di conflitto in un volano di dibattito costruttivo e di progresso sociale.

Lavoriamo tutti insieme per fare in modo che non sia la divisione a plasmare il nostro futuro. Costruiamo invece un'Europa in cui la diversità di opinioni rafforzi la nostra unità, in cui la partecipazione e il coinvolgimento ci aiutino a ritrovare la fiducia e dove la società civile ci serva da guida nel superare le divisioni.

Oliver Röpke

Presidente del CESE