European Economic
and Social Committee
Il gruppo Datori di lavoro del CESE propone nuove priorità per stimolare la competitività e garantire prosperità per tutti
A cura del gruppo Datori di lavoro del CESE
Il gruppo Datori di lavoro del Comitato economico e sociale europeo (CESE) presenta le sue priorità politiche per il 2023 e oltre Nel documento Promuovere la prosperità per tutti: l'agenda dell'UE per la competitività, il gruppo illustra una serie di azioni necessarie per recuperare la fiducia delle imprese e creare prosperità per tutti
"Le imprese operano ogni giorno per il bene comune. Sono parte integrante della società e svolgono un ruolo centrale nella creazione di posti di lavoro e nella fornitura di beni e servizi sostenibili che migliorano la qualità di vita della popolazione, anche in tempi di crisi", ha dichiarato il presidente del gruppo Datori di lavoro Stefano Mallia. "Per fare in modo che le imprese continuino a dare un contributo sostanziale, occorre però un'agenda dell'UE per la competitività".
Il documento elaborato dal gruppo traccia un cammino economico e industriale che tutte le imprese dei diversi settori (industria, servizi e agricoltura) dovrebbero percorrere. Le priorità del gruppo Datori di lavoro, che poggiano su due pilastri e puntano al bene comune e all'essenziale, privilegiano tre campi d'azione.
In primo luogo la disponibilità di fattori di produzione primari in condizioni di concorrenza, il che vale in ugual misura per l'energia, le materie prime, la manodopera, il capitale e i dati. Ciò significa non solo migliorare le condizioni per produrre internamente energia e materie prime e per costruire ecosistemi resilienti e diversificare i fornitori stranieri, ma anche garantire la disponibilità di una forza lavoro opportunamente qualificata agevolandone la mobilità e la migrazione economica e creando sistemi efficaci di apprendimento lungo tutto l'arco della vita in grado di anticipare i cambiamenti.
In secondo luogo, occorre rafforzare i mercati aperti con parità di regole. Sulla base dei vantaggi conseguiti e dei progressi compiuti negli ultimi 30 anni di mercato unico, l'UE deve individuare con costanza e decisione gli ostacoli al mercato e rimuoverli sistematicamente, impedendo che ne sorgano di nuovi. Gli Stati membri sono chiamati ad aderire alle norme comuni e ad astenersi dalla sovraregolamentazione (gold-plating), nonché dall'introduzione di nuove normative nazionali che siano in contrasto con le norme dell'UE, contribuendo così a evitare la frammentazione del mercato e la perdita di economie di scala.
In terzo luogo, occorre garantire un contesto normativo e fiscale favorevole alle imprese. Le imprese hanno bisogno di un quadro politico che promuova l'imprenditorialità e le incoraggi a innovare, investire e commerciare. Questo requisito vale anche per la regolamentazione, la tassazione e l'assegnazione dei finanziamenti pubblici. L'introduzione di una "verifica della competitività", che noi datori di lavoro chiediamo già da due anni, fa parte della soluzione. D'altro canto, anche una velocizzazione delle procedure di autorizzazione impedirebbe il fenomeno della delocalizzazione e accelererebbe il rafforzamento della competitività.
Il documento, nella sua integralità, è disponibile qui