Per la prima volta dalla firma dell'accordo commerciale e di cooperazione, il capo della task force della Commissione europea per le relazioni con il Regno Unito Michel Barnier si è espresso pubblicamente sul testo dell'accordo durante un dibattito svoltosi nel corso della sessione plenaria di gennaio del Comitato economico e sociale europeo.

Nel suo intervento, Barnier ha sottolineato che nella Brexit non c'è nulla di positivo: "È un divorzio, e nessuno dovrebbe essere felice dopo un divorzio. Tuttavia, l'accordo che abbiamo raggiunto con il Regno Unito dimostra che l'UE non è una prigione, come vogliono farci credere certi demagoghi, sia a destra che a sinistra. Uscirne è possibile, ma coloro che vogliono farlo devono affrontare le conseguenze, ossia distorsioni e turbolenze".

La finalità dell'accordo è di mettere ordine negli aspetti economici e commerciali delle relazioni tra l'UE e il Regno Unito dopo la Brexit, sapendo che non si tratta di un punto d'arrivo: "Non solo sarà necessario garantire la corretta attuazione di questo accordo, ma esso dovrà sicuramente essere integrato in futuro per alcuni temi che questa volta il Regno Unito non ha voluto includere, come la difesa o la politica estera".

Barnier ha inoltre sottolineato che il lavoro della Commissione europea non è terminato: la Commissione monitorerà l'attuazione dell'accordo ed esaminerà con attenzione qualsiasi proposta della controparte britannica che possa dar luogo a divergenze normative.

La Presidente del CESE Christa Schweng ha ringraziato Barnier per il lavoro svolto durante i negoziati sulla Brexit, per la sua "esemplare trasparenza e per il tempo che ha dedicato a tenere informata la società civile durante l'intero processo negoziale", nonché per essere intervenuto in ben cinque occasioni nei dibattiti delle sessioni plenarie del CESE.

Jack O'Connor, presidente del gruppo di monitoraggio Brexit del CESE, ha elogiato Barnier per la sua gestione della situazione in Irlanda durante i negoziati sulla Brexit e ha ricordato l'impegno assunto dal CESE e dal gruppo di monitoraggio Brexit a "svolgere il nostro ruolo per ottimizzare il potenziale di questo accordo", in particolare in relazione alla società civile del Regno Unito. (dgf)