a cura del gruppo Lavoratori del CESE

Un protocollo sul progresso sociale sancito dal diritto fondamentale dell'UE risponderebbe alle rivendicazioni dei lavoratori che chiedono all'Europa di assicurare loro una solida protezione sociale.

Salari dignitosi e condizioni di lavoro adeguate costituiscono un diritto fondamentale per tutti che deve essere garantito se vogliamo che la nostra società progredisca. Esso costituisce la pietra angolare di un'economia sociale di mercato solida che persegue un incremento in termini sia economici che di competitività e, nel contempo, definisce politiche sociali intese a consolidare il progresso sociale e i valori democratici. Si tratta di due aspetti indissociabili che sono stati oggetto delle principali preoccupazioni espresse dai lavoratori e dai cittadini durante la Conferenza sul futuro dell'Europa.

Quando sentono parlare del mercato unico, i cittadini si chiedono in che modo potrà migliorare la loro vita quotidiana. Essi rivendicano una protezione sociale solida, un reddito minimo, un dialogo sociale e una contrattazione collettiva rafforzati, pari opportunità nel mercato del lavoro (il che implica anche la necessità di eliminare i fenomeni di dumping sociale), politiche fiscali eque, alloggi a prezzi accessibili e parità di genere.

Un protocollo sul progresso sociale fornirebbe una risposta concreta a queste preoccupazioni pratiche, promuovendo e tutelando i massimi standard relativi ai diritti sociali ed evitando ogni eventuale passo indietro o inadempienza.

In un periodo in cui i diritti umani, lo Stato di diritto e la democrazia sono confrontati a sfide sempre maggiori, l'UE deve ribadire il proprio impegno a favore di questi valori fondamentali ponendo l'Europa sociale al centro delle sue ambizioni. È necessario rassicurare i cittadini del fatto che i loro diritti sociali non saranno sacrificati a favore delle dinamiche economiche e del mercato, come nel caso delle misure di austerità adottate per far fronte alla crisi finanziaria del 2008.

  • Cfr. anche "Il CESE appoggia la richiesta di dare priorità ai diritti sociali fondamentali rispetto alle libertà economiche nel quadro del diritto UE" (sopra)