I principali attori della politica in materia di disabilità, comprese le parti sociali e le organizzazioni della società civile, riuniti l'8 maggio dal CESE per un'audizione, sottolineano la necessità di aumentare il tasso di occupazione delle persone con disabilità e in particolare di quelle giovani. I dati mostrano che, malgrado gli sforzi compiuti sul piano normativo, molte di queste persone sono ancora vittime di discriminazioni nel mondo del lavoro a causa dello stereotipo secondo cui sarebbero improduttive.

Il messaggio principale dell'audizione è che la nuova strategia dell'UE sui diritti delle persone con disabilità ha riconosciuto i problemi cui devono far fronte i giovani con disabilità per quanto riguarda l'occupazione e l'istruzione. Tuttavia, le parti sociali attendono ancora di vedere quanto ambiziosi saranno gli sforzi annunciati.

I giovani con disabilità incontrano ostacoli quando cercano di entrare nel mercato del lavoro, e tali ostacoli esistono sia nel settore privato che in quello pubblico. In effetti, il tasso di disoccupazione delle persone con disabilità è sproporzionatamente elevato rispetto alla popolazione in generale, e ciò vale in particolare per le donne e i giovani. Secondo i dati più recenti disponibili a livello UE, le persone con disabilità hanno, rispetto alle altre, il 24,4 % in meno di probabilità di trovare un impiego. E la pandemia di COVID-19 sembra avere aumentato tale disuguaglianza.

Daphne Nathalie Ahrendt, responsabile senior della ricerca per Eurofound, ha presentato i risultati di un'indagine di tale agenzia secondo cui la percentuale dei rispondenti dichiaratisi disoccupati è pari al 27 % tra le persone con disabilità e al 12 % tra quelle senza disabilità, e la percentuale dei rispondenti finanziariamente fragili è pari al 55 % tra le prime e al 38 % tra le seconde. Sempre da tale indagine, inoltre, risulta che le persone con disabilità hanno maggiori probabilità di soffrire di depressione e di solitudine.

Secondo Francesca Sbianchi, del comitato dei giovani del Forum europeo della disabilità, "molti di noi devono far fronte a un costo della vita più elevato e quindi, per vivere dignitosamente, dipendono dai servizi di sostegno e dagli assegni di invalidità". Uno dei presupposti principali per risolvere almeno in parte questa disuguaglianza consiste nel permettere alle persone con disabilità di continuare a percepire l'assegno di invalidità anche quando iniziano a lavorare, in modo da dare loro il tempo di rendersi finanziariamente indipendenti.

Da parte sua, Stefan Tromel, dell'Organizzazione internazionale del lavoro, sottolinea che, sebbene le nuove forme di occupazione offrano l'opportunità di includere un maggior numero di persone con disabilità, i dati dell'OCSE mostrano che esiste anche un divario di competenze digitali tra le persone con e senza disabilità e che il telelavoro deve continuare ad essere un'opzione disponibile. Per colmare questo divario e migliorare l'accessibilità sul luogo di lavoro, i sindacati devono lavorare insieme con le altre parti sociali: i comitati economici e sociali dei singoli paesi potrebbero costituire una buona piattaforma per fornire tale spazio.

Le persone con disabilità subiscono discriminazioni ancora maggiori se sono giovani. Nel 2022, Anno europeo dei giovani, è fondamentale farsi un'idea più chiara della realtà che questa specifica categoria di persone si trova ad affrontare. (rl)