CESE Info: Qual è l'impatto della transizione energetica sull'occupazione nelle regioni in fase di transizione e quali sono le proposte del CESE per farvi fronte?

Maria del Carmen Barrera Chamorro: Finora le esperienze in questo settore sono state molto diverse, alcune estremamente positive e molte altre deludenti. Tuttavia è essenziale garantire il successo della transizione energetica sul piano dell'occupazione. Senza garanzie di occupazione sostenibile, protezione sociale e sostegno alle imprese per far fronte alla transizione, non è possibile assicurare un futuro competitivo e sano all'Europa.

Il CESE è convinto che i piani territoriali di transizione energetica debbano essere accompagnati da opportune convenzioni o accordi per un'equa consultazione sociale in cui la creazione, il mantenimento e la tutela di un'occupazione sostenibile e di qualità e il sostegno alle persone siano condizioni necessarie nella progettazione, nell'attuazione e nella valutazione delle misure previste, come pure nei finanziamenti ricevuti per promuovere la transizione energetica.

Dobbiamo inoltre integrare meglio le politiche del mercato del lavoro nelle normative e nelle politiche ambientali ed energetiche, offrendo incentivi all'occupazione sostenibile e di qualità. Saranno indispensabili fondi per la condivisione dei costi dei processi di ristrutturazione, sia temporanei che permanenti, nonché programmi di riqualificazione professionale per migliorare l'occupabilità in un'economia decarbonizzata.

Questo approccio dovrebbe essere sostenuto da politiche sociali quali, ad esempio, garanzie di accesso universale ai servizi energetici, una garanzia di reddito sostitutivo, un reddito minimo sufficiente. L'integrazione di queste politiche, nell'ambito del piano di sviluppo del pilastro europeo dei diritti sociali, dovrebbe sempre essere conseguita attraverso il dialogo sociale e la contrattazione collettiva.

È inoltre cruciale rafforzare le politiche di investimento, sia pubbliche che private, nonché le politiche di compensazione sociale, visti gli effetti negativi manifestatisi sulla competitività delle imprese e delle PMI dell'UE, nonché sulle famiglie più vulnerabili.

Infine, abbiamo bisogno di una politica di coesione rinnovata che dia priorità ai reciproci legami tra transizione energetica, mercati del lavoro e sviluppo regionale, e questo richiede meccanismi di monitoraggio e valutazione dell'uso corretto dei fondi, al fine di rafforzare il ruolo degli enti locali e regionali e delle parti sociali.