European Economic
and Social Committee
Lo Stato di diritto conta moltissimo anche per l'economia!
Lo Stato di diritto conta moltissimo anche per l'economia!
La crisi dello Stato di diritto nell'UE si sta aggravando. È diventata altamente politicizzata e ha innescato controversie giuridiche che minano le fondamenta stesse dell'Unione europea. Benché la discussione sugli aspetti politici e giuridici dello Stato di diritto sia molto presente nel dibattito pubblico, i riflessi economici di tale principio sono ancora sottovalutati. Si tratta, a mio giudizio, di un errore, perché il rispetto dello Stato di diritto influisce fortemente sulla stabilità sociale ed economica.
Il rispetto di tale principio, infatti, stimola la crescita per il fatto di attirare gli investitori, i quali apprezzano la sicurezza e la trasparenza. Gli investitori, inoltre, apprezzano anche il clima di stabilità creato dai governi che operano con equità e attenzione agli aspetti etici, nonché da sistemi giudiziari giusti e indipendenti. Pertanto il rispetto dello Stato di diritto è essenziale per gli investimenti e il commercio.
Sono convinta che il principio dello Stato di diritto debba svolgere un ruolo maggiore nel mercato interno. Non possiamo avere una concorrenza leale se in un numero crescente di Stati membri sono in vigore misure discriminatorie, per cui ad esempio taluni oneri fiscali e amministrativi si applicano solo agli investitori stranieri. Determinati diritti, come il diritto di proprietà e la libertà d'impresa, devono essere tutelati meglio.
Ma il riflesso economico dello Stato di diritto assume particolare evidenza nel contesto dell'allargamento. Per i paesi candidati e potenziali candidati, infatti, la prospettiva dell'adesione all'UE è il principale incentivo a realizzare riforme economiche e a rafforzare lo Stato di diritto. L'UE deve dare l'esempio affinché questi paesi mantengano salda la rotta verso l'adesione e continuino a sviluppare le loro democrazie nello stile europeo. Ciò è particolarmente importante nel momento attuale, quando alcuni paesi terzi moltiplicano gli sforzi per estendere la loro influenza, ad esempio nei Balcani occidentali.
Queste sono solo alcune delle ragioni per cui è assolutamente necessario intensificare il monitoraggio degli aspetti economici dello Stato di diritto, in modo da porre maggiormente l'accento sulla dimensione economica del rispetto di tale principio. E questo è un compito che spetta a noi - ossia al CESE - svolgere, durante le missioni conoscitive in corso sullo Stato di diritto. Personalmente, vorrei esortare con forza la Commissione europea a includere, nella sua relazione sullo Stato di diritto per il 2022, un capitolo a parte sulla dimensione economica. L'argomento merita sicuramente una riflessione - ed un investimento - a lungo termine.
Christa Schweng,
Presidente del CESE