European Economic
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Occorre lottare contro le violazioni delle libertà e dei diritti dello spazio Schengen
Il CESE accoglie con favore la nuova strategia dell'UE per il futuro dello spazio Schengen che è stata proposta dalla Commissione europea. Avverte tuttavia che l'UE e gli Stati membri sono tenuti a rispettare la Carta dei diritti fondamentali per quanto riguarda la gestione delle frontiere dell'UE e nazionali, la cooperazione di polizia e giudiziaria, e le politiche in materia di migrazione e asilo.
Questo invito all'azione formulato nel parere che il CESE ha adottato nella plenaria di ottobre nasce dalle segnalazioni inquietanti di violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere esterne dell'UE, che il CESE trova particolarmente preoccupanti.
"Chiediamo alla Commissione e all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera di monitorare e risolvere questi problemi inquietanti e di dar seguito senza più tardare a tali segnalazioni di violazioni", ha dichiarato il relatore del parere Ionuţ Sibian.
Il CESE rileva che in questi ultimi anni lo spazio Schengen ha dovuto affrontare alcuni seri ostacoli alla sua applicazione coerente. La crisi dei rifugiati del 2015 ha messo in luce alcune carenze nella gestione delle frontiere esterne e della migrazione da parte dell'UE, mentre la pandemia di COVID-19 ha determinato il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne. Le perturbazioni all'interno dello spazio Schengen hanno danneggiato le imprese, i lavoratori, le comunità di confine e la cooperazione transfrontaliera.
Il CESE sottolinea che la Commissione dovrebbe periodicamente monitorare e valutare con attenzione la necessità e la proporzionalità del ripristino di tali controlli , adottando le misure del caso ove necessario.
Nel parere il CESE invoca inoltre un intervento rapido da parte del Consiglio per porre fine all'esclusione tuttora in atto di Bulgaria, Cipro, Croazia e Romania dalla piena applicazione del Trattato di Schengen.
"Attualmente i cittadini di Bulgaria, Cipro, Croazia e Romania non godono ancora pienamente dei loro diritti derivanti dalla cittadinanza dell'UE in quanto sono esclusi dallo spazio Schengen. Il CESE ne sostiene pertanto l'inclusione. Questi paesi provano il vivo desiderio di poter far parte dello spazio Schengen, e Bulgaria, Croazia e Romania già effettuano il controllo delle loro frontiere esterne in conformità al codice frontiere Schengen" ha dichiarato Sibian.
Il CESE sostiene fermamente l'idea di aggiornare il codice frontiere Schengen per integrarvi gli insegnamenti tratti dalla pandemia, e chiede altresì il rafforzamento del forum consultivo sui diritti fondamentali e il coinvolgimento della società civile organizzata tramite il CESE. (ll)