European Economic
and Social Committee
Editoriale
Accogliere l'allargamento: un impegno per il futuro dell'Europa
Allargare l'Unione europea con l'adesione dei paesi candidati non significa semplicemente espandersi: si tratta di un investimento geostrategico nella promozione della pace, della stabilità, della sicurezza e dello sviluppo socioeconomico, un investimento capace di rafforzare il tessuto democratico del nostro continente. L'allargamento dell'UE serve quindi da potente strumento per diffondere e difendere i valori fondamentali dell'Europa. I nostri organismi bilaterali e iniziative istituiti con le società civili dei paesi candidati sono i comitati consultivi misti (CCM) e le piattaforme della società civile, l'iniziativa dei "membri di paesi candidati all'adesione" e l'estensione a questi stessi paesi delle missioni in loco sul rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali: essi testimoniano l'impegno del CESE ad approfondire e ampliare l'Unione. Il nostro lavoro dimostra che i progressi nella realizzazione delle necessarie riforme interne possono, e anzi dovrebbero, procedere di pari passo con l'integrazione dei paesi candidati. Nonostante le sfide che permangono in un buon numero di questi, gli ostacoli incontrati dovrebbero fungere da stimolo per la nostra collaborazione con le controparti candidate, piuttosto che scoraggiare i passi avanti.
Il CESE ha svolto un ruolo determinante nell'allargamento dell'UE, partecipando alla riunione ministeriale UE-Balcani occidentali tenutasi a Skopje e collaborando strettamente con i leader di diversi paesi candidati. Le nostre attività hanno come obiettivo quello di valutare se i paesi candidati siano pronti a soddisfare i criteri di Copenaghen, e di riaffermare il nostro impegno a favore di un dialogo inclusivo ed equo con tutti i membri del CESE, tra cui senz'altro i membri di paesi candidati all'adesione. Per questo motivo sono orgoglioso di poter dire che l'iniziativa dei "membri di paesi candidati all'adesione", lanciata nel febbraio scorso alla presenza del primo ministro albanese Edi Rama e del primo ministro montenegrino Milojko Spajić, costituisce una pietra angolare del programma della mia presidenza.
Coinvolgendo attivamente i membri di paesi candidati all'adesione, il Comitato si pone come capofila tra le istituzioni dell'UE nella graduale integrazione di questi paesi. L'impatto dell'iniziativa è tangibile e trova un sempre più ampio riconoscimento nei paesi candidati e nella stessa UE : la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il commissario per l'Allargamento Oliver Várhelyi sostengono fermamente il progetto. L'iniziativa è volta non solo a produrre benefici immediati, ma anche a gettare solide basi per le aspirazioni a lungo termine dei paesi candidati, dei loro cittadini e delle loro società civili assai dinamiche. Consente alla società civile di queste nazioni di partecipare direttamente al processo decisionale dell'UE, conservando intatto lo slancio per le riforme necessarie. In totale, 146 membri di paesi candidati all'adesione hanno dato un contributo attivo all'elaborazione di pareri su temi connessi all'allargamento, quali la politica di coesione dell'UE, il mercato unico, la sostenibilità del settore agroalimentare e la carenza di competenze.
I comitati consultivi misti e le piattaforme della società civile rappresentano un quadro fondamentale per il dialogo tra le diverse parti interessate, garantendo che tutte le voci trovino ascolto durante il processo decisionale. I comitati consultivi misti attualmente operativi sono quelli con il Montenegro, con la Serbia e con la Turchia, mentre le piattaforme della società civile in funzione riguardano in particolare l'Ucraina e la Moldova. Il comitato consultivo misto con la Macedonia del Nord dovrebbe riprendere i lavori con l'apertura del primo gruppo di capitoli di negoziato, mentre la creazione di un nuovo comitato per l'Albania è ormai in fase avanzata. Il prossimo forum ad alto livello della società civile dedicato all'allargamento, che si terrà il 24 ottobre in concomitanza con la sessione plenaria del CESE, rafforzerà ulteriormente questo impegno. Organizzato congiuntamente con la Commissione, il forum riunirà membri del CESE, circa un centinaio di membri di paesi candidati all'adesione, rappresentanti degli Stati membri ed esponenti politici di spicco dei paesi candidati per analizzare il valore del dialogo civile e sociale ai fini del buon esito dell'allargamento dell'UE. Metterà in evidenza il ruolo del dialogo sociale nel portare avanti gli sforzi di adesione, nell'ottimizzare la duplice transizione verde e digitale e nel difendere i valori fondamentali dell'UE.
In quanto anello di collegamento con la società civile, il CESE è impegnato a rafforzare e accogliere tutte le voci che si battono per la libertà, la democrazia e la prosperità socioeconomica, promuovendo in ultima analisi una maggiore integrazione nei paesi candidati e nell'UE. Insieme stiamo costruendo un futuro più luminoso per l'Europa, un futuro di inclusione, di prosperità e di unità. L'impegno del Comitato a favore dell'allargamento è incrollabile, e le nostre azioni testimoniano della nostra fede in un'Europa più integrata e più resiliente nel suo insieme.
Oliver Röpke
Presidente del CESE