Christa Schweng and Ann Hardt

Nella Giornata dell'iniziativa dei cittadini europei 2022, svoltasi al CESE il 2 giugno, gli oratori e gli attivisti intervenuti hanno sottolineato che, se questo strumento avesse maggiore impatto, godrebbe anche di maggiore popolarità.

L'ICE ha compiuto 10 anni, e il CESE ha celebrato la ricorrenza con un evento in cui si è fatto il punto sui risultati e sulle sfide e si è guardato al futuro. Gli oratori e gli attivisti intervenuti hanno tracciato un quadro in chiaroscuro, nel quale alcuni importanti successi si affiancano a criticità e punti deboli, in particolare per quanto riguarda l'impatto, l'accessibilità e la visibilità.

"Celebriamo il 10º anniversario di questo strumento di partecipazione transnazionale ancora unico nel suo genere", ha dichiarato la Presidente del CESE Christa Schweng inaugurando l'evento. "Dieci anni sono tanti e ci hanno sicuramente consentito di acquisire una certa esperienza. Ma sono anche molto pochi se consideriamo che dobbiamo ancora imparare, migliorare e fare in modo che l'ICE ottenga il posto che le spetta nel quadro del processo istituzionale dell'UE."

La Presidente Schweng ha annunciato la decisione del CESE di prendere posizione sulle iniziative pertinenti che abbiano avuto esito positivo, e ciò prima ancora che la Commissione europea abbia dato loro una risposta effettiva, a partire dall'ICE Salviamo api e agricoltori!. Il CESE presterà inoltre particolare attenzione ai giovani e monitorerà il modo in cui gli Stati membri si avvalgono della possibilità di abbassare a 16 anni l'età minima per sottoscrivere un'ICE – un'opzione che ad oggi è diventata realtà solo in uno Stato membro, mentre in altri tre l'età per esercitare il diritto di voto in generale è già di 16 o 17 anni.

Nel suo intervento, la vicepresidente della Commissione europea Dubravka Šuica ha dichiarato: "L'ICE è un esempio della capacità delle istituzioni di adattarsi, cambiare e migliorare il nostro impegno nei confronti dei cittadini. Il nostro obiettivo deve essere quello di continuare a sviluppare un ecosistema di innovazione democratica, di coinvolgimento dei cittadini e di partecipazione civica alla democrazia".

L'europarlamentare Helmut Scholz ha suggerito che, se, grazie alla modifica dei Trattati proposta nelle conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa, il Parlamento europeo dovesse acquisire il potere di iniziativa legislativa, esso potrebbe assumersi il compito di garantire che sia dato seguito alle ICE che abbiano raccolto il numero di forme richiesto. 

Per l'occasione è stato organizzato un workshop dedicato alle ultime ICE che hanno avuto buon esito. I loro promotori hanno concordato sul fatto che, non disponendo essi di ingenti risorse finanziarie per le campagne, il cui costo stimato è di circa 300 000 EUR, il sostegno delle ONG è stato fondamentale per ottenere il milione di firme necessarie. I cittadini si fidano delle ONG, hanno sottolineato i promotori, e quindi sono maggiormente propensi ad apporre la loro firma e a fornire i dati personali richiesti dagli Stati membri. 

In un'altra sessione di lavoro è stata analizzata la popolarità dell'ICE tra i giovani, i quali si collocano ai primi posti tra i promotori, anche se in questi casi non si tratta delle iniziative più riuscite. Gli oratori hanno discusso di come le istituzioni potrebbero incoraggiare un maggior numero di giovani ad avvalersi di strumenti come l'ICE. I giovani attivisti hanno sottolineato che è necessario educare i giovani alla politica in tutta l'UE per evitare che strumenti come l'ICE siano accessibili solo ai pochi con un livello di istruzione elevato. Per saperne di più sull'evento. (dm/rl)