European Economic
and Social Committee
Editoriale
IL PREMIO DEL CESE PER LA SOLIDARIETÀ CIVILE: UN RICONOSCIMENTO AI MIGLIORI TRA NOI
Care lettrici/cari lettori,
anche quest'anno, per il CESE è venuto il momento di dare il via al concorso per il Premio per la società civile, che mira ad attribuire uno speciale riconoscimento ai progetti di eccezionale rilievo realizzati da persone e organizzazioni che hanno promosso i valori europei comuni e contribuito a rafforzare l'identità europea. Ogni anno il Premio del CESE è dedicato a un tema specifico e celebra le conquiste ottenute dalla società civile in tale ambito. L'anno scorso, l'11a edizione del Premio per la società civile ha premiato persone e organizzazioni che si erano distinte nel campo dell'emancipazione femminile e della parità di genere.
Quest'anno, però, non è un anno come gli altri, e abbiamo deciso che la situazione impone di conferire un premio straordinario. Il 2020, infatti, rimarrà nella storia come uno dei periodi più difficili del nostro recente passato. Quando la Covid-19 ha colpito l'Europa, ci ha colto impreparati, lasciando dietro di sé una scia di devastazione su molti fronti diversi. Ha provocato la morte - o gravemente compromesso la salute - di molte migliaia di persone, portando i sistemi sanitari sull'orlo del collasso. Ha costretto i governi nazionali a imporre il blocco delle attività non essenziali, colpendo in maniera molto pesante le economie e le società degli Stati. Migliaia di europei sono rimasti senza lavoro e tanti altri lo perderanno, e per molti si prospettano privazioni materiali, quando non addirittura la povertà. Molte imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, hanno dovuto chiudere a causa delle serrate imposte in tutto il mondo. Tante organizzazioni della società civile stanno vedendo i loro spazi ridursi ulteriormente per via delle misure di confinamento e distanziamento, oppure faticano o faranno fatica a sopravvivere a causa dei tagli ai fondi loro destinati.
Come ogni altra dura prova, tuttavia, la crisi causata dalla pandemia di coronavirus ha fatto emergere non solo il peggio delle persone, ma anche la loro parte migliore. Molte persone e organizzazioni si sono mobilitate per assistere le persone più colpite dalla crisi o hanno compiuto sforzi enormi per aiutare i più vulnerabili tra noi. Altre hanno lanciato progetti di vario tipo intesi a mitigare gli effetti della pandemia. E tutte hanno dimostrato che la solidarietà è la chiave per superare la crisi che attende l'Europa, una crisi di proporzioni mai viste dalla fine della seconda guerra mondiale.
Da quando è iniziata la pandemia, il CESE ha concentrato tutti i suoi sforzi su questo fenomeno e sulla ricerca di soluzioni per contrastarne gli effetti devastanti. Oltre a continuare a operare in seno al Comitato, i membri del CESE hanno intrapreso iniziative sul campo attraverso le rispettive organizzazioni nazionali. Per testimoniare il loro impegno nella lotta contro la crisi del coronavirus, abbiamo creato nel nostro sito web un'apposita sezione intitolata "La società civile contro la Covid-19", che racconta tale impegno presentando oltre 50 storie di casi concreti.
La scelta di dedicare questa edizione del nostro Premio annuale alla lotta contro il coronavirus non dovrebbe pertanto costituire una sorpresa. A questo scopo abbiamo persino modificato il suo nome: sono infatti orgogliosa di annunciare che l'edizione 2020 del concorso sarà davvero unica nella storia del nostro Premio, che quest'anno è denominato Premio del CESE per la solidarietà civile. In questo modo vogliamo sottolineare l'impegno, la volontà di agire e il lavoro della società civile europea e di tante persone contro la pandemia e le sue conseguenze. Vogliamo mettere in evidenza la solidarietà senza precedenti mostrata da tanti cittadini in questi tempi difficili, e desideriamo premiare il coraggio dei singoli e delle organizzazioni della società civile, le loro azioni e il loro straordinario senso di responsabilità.
Il Premio per la solidarietà civile sarà assegnato a progetti senza scopo di lucro realizzati da persone, organizzazioni della società civile e imprese nel territorio dell'UE e del Regno Unito. Invece dei cinque abituali, quest'anno abbiamo deciso di premiare ben 29 progetti - uno per ogni Stato membro, uno del Regno Unito e uno di carattere transfrontaliero o europeo. Benché il Regno Unito abbia deciso di lasciare l'UE, non volevamo che un ex Stato membro restasse fuori dal nostro concorso. Con questo gesto, il CESE vuol dimostrare la sua intenzione di non rompere i legami con la società civile britannica, con la quale, al contrario, desidera vivamente mantenere stretti rapporti.
Con questo Premio, ne sono convinta, presenteremo una splendida rassegna di tutto quello che la società civile è riuscita a fare in questi lunghi mesi .
Perché siamo tutti insieme in questa crisi, e insieme dobbiamo superarla. Restiamo uniti e diamo prova di solidarietà, generosità e responsabilità. Sono queste le qualità che cercheremo in coloro che aspirano a vincere un Premio così speciale.
Isabel Caño Aguilar
Vicepresidente del CESE responsabile per la Comunicazione