Care lettrici/Cari lettori,

il mese di settembre mi sembra sempre come l'inizio di un nuovo anno. Molto più che in gennaio. Settembre segna la fine della pausa estiva e il ritorno alla routine fatta di lavoro, riunioni, viaggi o rientro a scuola. Quest'anno questa mia sensazione è ancora più forte del solito. I tassi di vaccinazione ci inducono a sperare che potremo tornare a spostarci da una regione europea all'altra e all'interno del nostro continente. Le nuove norme culturali di comportamento unite all'osservanza delle pratiche igieniche ci offrono la possibilità di un nuovo inizio.

Tra pochi giorni celebreremo, in ottobre, il primo anniversario di questo nuovo mandato del CESE, eppure, sia questo mese che il prossimo, sono molti i membri che entreranno per la prima volta nell'edificio sede del nostro Comitato a Bruxelles.

C'è nell'aria un senso di aspettativa e di opportunità da cogliere. La società civile deve parlare più forte per far sentire chiaramente la sua voce ed essere ascoltata. Ecco perché il CESE può continuare a fare la differenza.

Abbiamo attraversato 18 mesi difficili a causa della pandemia. Abbiamo dovuto affrontare un'estate altrettanto difficile, segnata da devastanti catastrofi in molte regioni d'Europa che sono la conseguenza diretta dei cambiamenti climatici. Eccezionali alluvioni hanno tragicamente causato morti (210 vittime, la maggior parte delle quali in Germania) e gravemente sconvolto la vita quotidiana delle persone. Le inondazioni hanno provocato danni e falciato vite umane anche in Belgio e Lussemburgo, nei Paesi Bassi e in Svizzera.

L'Italia e soprattutto la Grecia - dove si è registrato un picco eccezionale di temperatura di 47,1 gradi Celsius - sono state colpite da incendi di aree boschive dovuti alle condizioni di siccità del terreno. Le immagini di intere regioni d'Europa allagate e di altre devastate dal fuoco ci mostrano quanto sia urgente unire le nostre forze per superare le sfide che abbiamo di fronte. In un grande slancio di solidarietà pompieri inviati da Germania, Polonia, Romania e da altri paesi sono accorsi per offrire il loro aiuto alla popolazione greca.

Nei prossimi mesi ci attende un calendario fitto di impegni. La Conferenza sul futuro dell'Europa vedrà i nostri membri attivamente all'opera affinché tutte le voci trovino spazio in questo processo. Il motto della Conferenza "Il futuro è nelle tue mani" ci ricorda che solo una partecipazione attiva ci consentirà di costruire il futuro di cui abbiamo bisogno.

Per facilitarci in questo compito, attendo con grande interesse l'evento sul tema "Collegare l'UE" che si terrà in novembre a Lisbona. Questo seminario è un'iniziativa del CESE volta a stimolare la nostra rete attiva di esponenti della società civile in tutta Europa. In genere la manifestazione riunisce 120 partecipanti, tra cui esperti di comunicazione delle reti della società civile, membri della commissione Comunicazione (COCOM) del CESE, giornalisti e rappresentanti di altre istituzioni. Sono lieto, inoltre, di ricordare a tutti voi il Premio CESE per la società civile, che quest'anno sarà assegnato ad attivisti dell'azione per il clima.

Ciascuno di noi può contribuire a cambiare le cose. Sfruttiamo al meglio le occasioni che abbiamo di impegnarci, e facciamo in modo di essere al tempo stesso attivi ed efficaci.

Cillian Lohan

Vicepresidente del CESE responsabile della Comunicazione