Il 24 marzo 2022 il Comitato economico e sociale europeo ha adottato una risoluzione sulla guerra in Ucraina e il suo impatto economico, sociale e ambientale mentre era in corso un Consiglio europeo in cui la guerra scatenata dalla Russia era il tema principale all'ordine del giorno.

La risoluzione è stata adottata dall'Assemblea plenaria in seguito a un dibattito con la commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson e con diversi esponenti di primo piano delle società civili ucraina e russa.

I membri del Comitato hanno espresso la loro solidarietà all'Ucraina e posto l'accento sul ruolo della società civile nel prestare aiuto e soccorso al popolo ucraino e ai profughi che fuggono dal paese.

Nell'aprire il dibattito la Presidente del CESE Christa Schweng ha dichiarato: "Questa invasione mette a repentaglio la nostra sicurezza e i nostri valori, e l'UE è giustamente e risolutamente a fianco dell'Ucraina con una risposta unita e solidale".

La commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson ha evidenziato il ruolo estremamente importante che il CESE svolge avvalendosi delle sue conoscenze sul campo. L'Europa ha accolto finora 3,5 milioni di profughi ucraini, tra i quali 1,8 milioni di bambini. La solidarietà dimostrata dalla società civile a coloro che fuggono dalla guerra in Ucraina è degna di nota e senza precedenti, "e questo riempie tutti noi dell'orgoglio di essere europei", ha sottolineato Johansson.

I presidenti dei tre gruppi del Comitato, nella loro qualità di relatori della risoluzione, hanno posto l'accento sulle sfide cruciali che l'Europa deve affrontare oggi a causa della guerra.

Stefano Mallia, presidente del gruppo Datori di lavoro del CESE, ha dichiarato: "Nella nostra risoluzione plaudiamo alle azioni umanitarie intraprese finora ed esortiamo gli Stati membri a fare di più per aiutare l'Ucraina".

Oliver Röpke, presidente del gruppo Lavoratori del CESE, ha dichiarato che "uno dei miei messaggi di fondo è che la comunità internazionale e l'Europa devono rimanere unite nel fronteggiare questa situazione".

Séamus Boland, presidente del gruppo Diversità Europa del CESE, ha aggiunto: "L'invasione russa dell'Ucraina è l'aggressione non provocata più violenta mai avvenuta nel continente europeo dal 1939, e noi dobbiamo opporci ad essa in un fronte compatto".

Gli interventi di esponenti delle società civili ucraina e russa, con le loro testimonianze di prima mano sulla guerra, hanno impresso un forte impatto emotivo al dibattito.
Il fondatore del movimento Open Russia, Mikhail Khodorkovsky, ha insistito sulle disastrose conseguenze della disinformazione, e sottolineato che "cercare di lottare contro la disinformazione è la nostra prerogativa, anche fuori dei confini della Russia".

Secondo il presidente del Consiglio sociale ed economico nazionale tripartito dell'Ucraina Anatoliy Kinakh, le azioni commesse dalla Russia sono "non solo un'aggressione militare, ma anche un crimine contro la civiltà".

Alexander Shubin, presidente della Piattaforma della società civile ucraina, ha chiesto all'Europa di continuare a sostenere l'Ucraina e le sue aspirazioni a far parte della famiglia europea.

Gennadiy Chyzhykov, presidente della Camera di commercio e dell'industria ucraina, ha invitato i datori di lavoro e le organizzazioni imprenditoriali dell'UE a dare il loro sostegno alle imprese ucraine.

Infine, Yevgenya Pavlova, rappresentante dell'Assemblea nazionale delle persone con disabilità dell'Ucraina, ci ha esortato a non dimenticare gli ucraini con disabilità, una categoria che necessita di un'attenzione particolare. (at)

Il testo integrale della risoluzione del CESE è disponibile sul sito web del Comitato.