Care lettrici e cari lettori,

il 2024 sarà un anno di cambiamenti, non solo per l'Europa ma anche per il resto del mondo. Mentre ci prepariamo per il più grande esercizio democratico nel nostro continente – le elezioni del Parlamento europeo di giugno – consultazioni elettorali, sia nazionali che presidenziali, si svolgeranno in oltre 50 paesi di tutto il mondo, tra cui gli Stati Uniti, con la possibilità che gli equilibri politici si modifichino e nuove strade vengano imboccate.

Per l'UE, le elezioni del Parlamento europeo saranno la vera cartina di tornasole della fiducia dei cittadini. Negli ultimi anni abbiamo dovuto far fronte a sfide senza precedenti, e saranno ora i cittadini europei a dire se l'UE ha superato la prova. Dato che la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale è la massima priorità per i cittadini dell'UE, prevedo che il cammino non sarà senza ostacoli per la nostra Unione. L'inflazione, la precarietà del lavoro e la generale mancanza di stabilità economica creano un terreno fertile per la paura, alimentando le narrazioni populiste ed estremiste.

Il compito non sarà facile, ma l'UE può fermare questa tendenza. Dobbiamo entrare in contatto con gli elettori, consentendo loro di far sentire la loro voce e denunciare ciò che non funziona. In questo contesto sono orgoglioso di annunciare la prima edizione della Settimana della società civile del CESE (4-8 marzo), in cui i cittadini di tutta Europa, giovani e anziani, avvieranno un dialogo e formuleranno messaggi per la prossima compagine di leader dell'UE in seno alla nuova Commissione europea e al nuovo Parlamento europeo.

L'UE dovrà anche affrontare nuove sfide. La recente e storica decisione del Consiglio europeo di dicembre di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina e la Moldova e di concedere alla Georgia lo status di paese candidato ha segnato una fase cruciale per l'allargamento. Adesso spetta ai paesi candidati intraprendere le riforme necessarie, ma i leader dell'UE si sono anche impegnati ad affrontare il processo delle riforme interne, le cui conclusioni sono attese per l'estate del 2024. Dal punto di vista del CESE, stiamo portando avanti questa causa integrando progressivamente nei nostri lavori i "membri di paesi candidati all'allargamento", i quali contribuiranno all'elaborazione dei nostri pareri e parteciperanno alle sessioni plenarie. Dopo aver lanciato un invito, stiamo ora selezionando questi nuovi membri e daremo il via ai loro lavori durante la sessione plenaria del CESE del prossimo mese.

Tutto questo avverrà sotto lo sguardo attento della presidenza belga dell'UE, che è chiamata a finalizzare i dossier legislativi e a preparare il terreno per le elezioni del Parlamento europeo. Coloro che non avessero potuto assistere alla presentazione delle priorità della presidenza belga, potranno prenderne conoscenza seguendo la nostra sessione plenaria di gennaio.

Guardando a ciò che ci attende in questo 2024 appena iniziato, è importante tenere presente che i cambiamenti non sono un ostacolo, ma un'opportunità di crescita. Sono l'occasione per dar forma alle nostre narrazioni e ritornare a un'Europa più forte e più unita.

Oliver Röpke

Presidente del CESE