Il CESE chiede un piano d'azione dell'UE per garantire catene di approvvigionamento globali eque e sostenibili

La pandemia di Covid-19 ha messo in luce la fragilità delle catene di approvvigionamento. Ha inoltre messo in luce la vulnerabilità dei lavoratori e gli effetti negativi, sul piano sociale, sanitario e della sicurezza, delle operazioni delle imprese nelle odierne catene di approvvigionamento. In un momento cruciale per la dimensione concreta dell'azione politica e del processo decisionale concreti, la presidenza tedesca dell'UE e il Parlamento europeo hanno chiesto al CESE di formulare le sue raccomandazioni. In due pareri adottati nella sessione plenaria di settembre, il CESE invita la Commissione europea a elaborare un piano d'azione europeo e a introdurre obblighi vincolanti in materia di dovere di diligenza nelle catene di approvvigionamento globali.

In un parere esplorativo, il CESE chiede un piano d'azione europeo su diritti umani, lavoro dignitoso e sostenibilità nelle catene di approvvigionamento globali, con in primo piano una legislazione vincolante trasversale dell'UE su diritti umani, dovuta diligenza e condotta imprenditoriale responsabile. Esso dovrebbe comprendere un'ampia definizione dei diritti umani, inclusi i diritti dei lavoratori e sindacali, e basarsi su una serie di strumenti internazionali.

Parallelamente al suo lavoro sul piano d'azione, il CESE ha formulato un parere per il Parlamento europeo su un'iniziativa giuridica europea che introduca l'obbligo di un dovere di diligenza sui diritti umani e sulle ripercussioni ambientali delle pratiche imprenditoriali. L'iniziativa, annunciata dal Commissario europeo Didier Reynders nell'aprile 2020 e attesa per il 2021, renderà giuridicamente vincolante per le società che operano nell'UE l'individuazione, la prevenzione, l'attenuazione e la presa in considerazione delle ripercussioni negative delle loro attività sui diritti umani e sui diritti dei lavoratori e sull'ambiente. (dgf)