European Economic
and Social Committee
Competitività a tutti i costi? L'Europa non deve lasciare indietro i diritti sociali e del lavoro
a cura del gruppo Lavoratori del CESE
Il gruppo Lavoratori del CESE avverte che i diritti sociali e dei lavoratori conquistati con fatica non dovrebbero essere messi da parte nel quadro degli sforzi profusi dall'UE per rimanere competitiva nell'economia globale. Mentre si moltiplicano le richieste di una maggiore deregolamentazione, l'UE non deve fare passi indietro per quanto riguarda normative fondamentali, come il pilastro europeo dei diritti sociali.
A seguito delle raccomandazioni formulate nelle relazioni Draghi e Letta, la Commissione ha pubblicato una comunicazione sulla bussola per la competitività che, integrata dalle iniziative orizzontali da essa proposte, è tesa a promuovere le attività delle imprese. L'obiettivo è quello di rafforzare la competitività dell'Europa.
Il gruppo Lavoratori è profondamente preoccupato per il fatto che in questa iniziativa i diritti sociali e del lavoro rischiano di essere lasciati indietro, in quanto l'UE sembra aver scelto di tenere il passo con altre economie competitive a qualsiasi costo.
Per questo motivo il gruppo Lavoratori ha proposto una serie di pareri d'iniziativa che affrontano la questione della competitività dal punto di vista del valore aggiunto del capitale umano. È il caso ad esempio della proposta di parere sul tema Il ruolo dei sindacati nel miglioramento della produttività, intesa a dimostrare che la forza trainante della produttività nell'UE (che incide sulla competitività) è principalmente costituita dagli investimenti nel capitale umano (i lavoratori), nonché nella tecnologia e nell'innovazione.
In tale contesto si pone in rilievo il ruolo chiave dei sindacati, che uniscono i singoli lavoratori attraverso la contrattazione e l'azione collettive, incidendo sulle dinamiche del mercato del lavoro per contribuire a mantenere la promessa di un'economia competitiva.
Analogamente, un prossimo studio del gruppo Lavoratori servirà a fare il punto e a valutare lo stato di avanzamento della legislazione dell'UE relativa al pilastro europeo dei diritti sociali. Lo studio costituirà un importante strumento di monitoraggio della politica sociale, in quanto nella sua ricerca di un percorso ideale verso la competitività, l'Europa dovrebbe concentrarsi principalmente sulla sua economia.
Infine, nella riunione di aprile della categoria "Voce dei lavoratori per una maggiore partecipazione democratica", il gruppo esaminerà le iniziative proposte per ridurre gli oneri normativi che gravano sulle imprese – considerati un fattore che riduce la competitività dell'Europa – e il loro impatto sulle leggi dell'UE che proteggono i lavoratori e l'ambiente, in particolare nel contesto del dovere di diligenza ai fini della sostenibilità e della rendicontazione societaria di sostenibilità.