European Economic
and Social Committee
L'UE deve garantire che la società civile sia protetta, non messa sotto attacco
Il CESE ha criticato aspramente l'UE per non aver garantito un sostegno e un finanziamento adeguati alle organizzazioni della società civile che operano nel campo dei diritti fondamentali, dello Stato di diritto e della democrazia.
In un dibattito con Gabriella Civico, presidente di Civil Society Europe, svoltosi nel quadro della sessione plenaria del 21 settembre, il CESE ha denunciato la drammatica situazione in cui si trovano le organizzazioni della società civile (OSC) in Europa, sempre più sottoposte a pressioni di ogni genere, dai vincoli finanziari alle campagne diffamatorie, fino ad attacchi, mossi da più parti in maniera concertata, al loro lavoro e alla loro credibilità.
Inoltre, proprio le OSC che si occupano delle questioni sociali e politiche più difficili, in particolare le organizzazioni che svolgono funzioni di controllo e quelle che promuovono l'uguaglianza e la non discriminazione, tendono a incontrare i problemi più gravi in termini di finanziamenti, e questo ne mette seriamente a rischio la missione fondamentale di chiedere conto a coloro che detengono il potere e di preservare la democrazia in Europa.
Nel suo parere sul tema Sostegno e finanziamento della società civile nel settore dei diritti fondamentali, dello Stato di diritto e della democrazia, adottato in sessione plenaria, il CESE ha avvertito che bisogna correre immediatamente ai ripari.
A tal fine raccomanda di istituire uno strumento finanziario specifico per le OSC attive nel campo dei diritti umani e della democrazia all'interno dell'UE. Per i difensori dei diritti umani che operano negli Stati membri si dovrebbe creare anche una piattaforma analoga a quella del consorzio "Protect Defenders".
Una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alle condizioni di lavoro inadeguate e al magro reddito delle persone impiegate nel settore della società civile, che spesso lavorano sotto grande pressione, con gravi rischi per la loro salute mentale.
"In un momento in cui la democrazia è in crisi, la responsabilità delle istituzioni europee è enorme. Le buone intenzioni non bastano: abbiamo bisogno di azioni concrete che contribuiscano allo sviluppo della società civile europea, anche nei paesi candidati all'adesione", ha sottolineato il relatore del parere Cristian Pîrvulescu.
Il Presidente del CESE Oliver Röpke ha annunciato che, in linea con la recente decisione di integrare nei lavori del Comitato i membri dei paesi dell'allargamento, il CESE seguirà ora anche gli sviluppi che interessano la società civile dei paesi che, negli auspici, dovrebbero entrare a far parte dell'UE. A tal fine, il Comitato prevede di estendere il mandato del suo gruppo ad hoc Diritti fondamentali e Stato di diritto (gruppo FRRL) – che dal 2018 ha effettuato numerose missioni negli Stati membri per verificare la situazione delle organizzazioni della società civile – in modo da includere anche i paesi candidati all'adesione.
"Non possiamo permettere che i diritti fondamentali, lo Stato di diritto e la democrazia si fermino alle frontiere dell'UE!", ha dichiarato Röpke. (ll)