Nella sessione plenaria di luglio del Comitato economico e sociale europeo (CESE) si è svolto un dibattito con il vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas, il quale ha presentato una serie di iniziative imminenti che rientrano nel suo portafoglio "Promozione dello stile di vita europeo", tra cui il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo, l'agenda per le competenze, il programma UE per la salute e la nuova strategia dell'Unione in materia di sicurezza.

Tema dominante del dibattito è stata la politica in materia di migrazione.

"Attendiamo il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo con grandi aspettative ma anche con preoccupazione. Mi auguro che porti a una sostanziale riforma del sistema di Dublino, che per troppo tempo è stato un buco nero nella politica dell'UE", ha sottolineato il Presidente del CESE Luca Jahier rivolgendosi al commissario Schinas.

Jahier ha affermato che è nel campo della migrazione e dell'integrazione che i valori della solidarietà, dell'uguaglianza e dell'equità, o la loro assenza, sono particolarmente visibili. Ha deplorato che gli Stati membri dell'Europa meridionale si trovino a sostenere un onere sproporzionato, mentre altri paesi si sottraggono ai loro obblighi.

Il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo, annunciato come la priorità numero uno della Commissione von der Leyen, ha dovuto essere rinviato a causa della pandemia. La sua adozione è stato rimandata ormai a dopo i negoziati sul rafforzamento del bilancio pluriennale dell'UE.

Il commissario Schinas ha affermato che il nuovo patto fornirà una soluzione complessiva, che, tra l'altro, combinerà una solida gestione delle frontiere esterne e una gestione condivisa delle domande di asilo, suddividendo equamente l'onere tra tutti gli Stati membri.

Nello scambio di vedute con il commissario, i membri del CESE hanno sottolineato l'importanza della piena inclusione sociale ed economica dei migranti e la necessità di mettere in risalto il contributo che essi danno alle nostre società e alle nostre economie. (ll/ks)