A cura del gruppo Datori di lavoro del CESE

Facendo seguito alla recente adozione da parte del CESE dei pareri in merito alla Legge sui servizi digitali e alla Legge sui mercati digitali alla sessione plenaria di giugno, il gruppo Datori di lavoro ha tenuto, lo scorso 14 giugno, un webinar sul tema "Le sfide del digitale e della nuova economia dell'UE".

La digitalizzazione trasforma le società e le economie. I servizi digitali si inseriscono sempre più nella trama dell'economia europea e stanno plasmando il futuro digitale dell'Europa, una tendenza che è stata ulteriormente accelerata dalla crisi della pandemia di COVID-19. La Commissione europea è stata particolarmente attiva con l'avvio di diverse iniziative per favorire la sovranità digitale europea, garantendo così un contesto online sicuro, equo, aperto e responsabile per i suoi cittadini e liberando il potenziale del mercato unico digitale.

Nell'insieme dell'UE, tuttavia, non vi è uniformità nel ritmo di espansione della digitalizzazione. Molte comunità rurali e ultraperiferiche stanno attivamente cercando nuove opportunità nel settore dei servizi digitali che facciano da traino alla crescita economica, ma esse devono far fronte a difficoltà derivanti da infrastrutture e competenze inadeguate.

Il webinar, tenutosi sotto gli auspici della delegazione portoghese nell'ambito del gruppo Lavoratori del CESE e nel quadro della presidenza portoghese del Consiglio, che ha fatto di questo tema una delle sue priorità assolute, mirava a dare un contributo al dibattito incentrato su come rendere la legge sul mercato digitale e la legge sui servizi digitali atte allo scopo (fit for purpose) e, di conseguenza, ad alimentare il dibattito legislativo.

Oratori e partecipanti hanno riconosciuto la necessità di colmare il divario digitale tra le zone urbane e quelle digitali con l'installazione della fibra e della 5G nelle città e anche nelle aree rurali, e hanno chiesto una legge per la digitalizzazione delle zone rurali.

In riferimento all'infrastruttura digitale, i datori di lavoro dell'UE hanno fatto presente la necessità di avere persone qualificate. La transizione digitale può diventare realtà solo se tutti gli europei dispongono di un'alfabetizzazione digitale di base e se vi è una forza lavoro digitale sufficientemente qualificata. I datori di lavoro hanno sottolineato che l'UE e gli Stati membri devono trarre tutti i possibili vantaggi dai piani nazionali nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di tutti gli strumenti di finanziamento esistenti (programma Europa digitale, InvestEU, fondi strutturali e di coesione) per costruire un'autentica Unione DIGITALE

Gli oratori hanno anche ribadito che solo evitando un'ulteriore frammentazione del mercato unico digitale le imprese europee saranno capaci di espandersi nell'Unione europea. Una legislazione armonizzata aiuterà le imprese europee a non doversi relazionare con 27 sistemi legali distinti e ad avere certezza giuridica, prevedibilità e condizioni uniformi in un mercato in cui le condizioni concorrenziali sono eque per tutti, specialmente per le PMI che occupano la maggior parte delle piattaforme digitali.

Accanto a un mercato unico digitale pienamente sviluppato, i datori di lavoro dell'UE hanno espresso il loro forte appoggio all'obiettivo fondamentale del ripristino della sovranità digitale europea, sempre però in un contesto di apertura al libero scambio e di sostegno al sistema multilaterale. A tale proposito, essi hanno manifestato la loro approvazione per la legge sui servizi digitali e la legge sul mercato digitale, come elementi della risposta europea alla domanda di creazione di un contesto uniforme per i servizi online, conformemente ai valori e agli standard europei.

Hanno tuttavia sottolineato che se l'UE vuol diventare un attore geopolitico con una reale influenza digitale, deve far leva sia sui suoi poteri di regolamentazione sia sul rafforzamento delle sue capacità industriali e tecnologiche, per promuovere il modello europeo di digitalizzazione e plasmare il contesto globale.

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