La strumentalizzazione dei migranti ad opera di paesi terzi che mirano a destabilizzare l'UE e l'afflusso senza precedenti di profughi causato dalla guerra in Ucraina rendono necessaria una revisione della politica migratoria europea. Il CESE insiste sulla necessità per gli Stati membri di dar prova di solidarietà reciproca e di ripartirsi equamente gli oneri dell'accoglienza al fine di dare una risposta comune alle crisi dei profughi. Al tempo stesso, il CESE sottolinea che occorre garantire la sicurezza e i diritti umani dei migranti. 

Nel parere sulla Strumentalizzazione dei migranti adottato nella sessione plenaria di giugno, il CESE sottolinea con forza che la risposta dell'UE a questa tattica dovrebbe basarsi su una politica migratoria "comune, condivisa e coerente nelle sue diverse parti". 

L'imminente - e da tempo auspicata - regolamentazione specifica in questo campo dovrebbe introdurre una forma solidale di condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri. 

Adesso, però, che la guerra in Ucraina ha causato e continua a causare un massiccio afflusso di profughi nell'UE, è emerso ancora più chiaramente come i fenomeni migratori abbiano un impatto su tutti gli Stati membri. Di conseguenza, il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo andrebbe ridisegnato al fine di apportarvi i cambiamenti sistematici necessari per definire una politica in materia di asilo e migrazione che sia razionale e basata sui diritti. 

In proposito Stefano Palmieri, relatore del parere del CESE, avverte che "adesso è necessario continuare a lavorare per consolidare la reputazione dell'Europa come luogo sicuro in cui si presta assistenza umanitaria e si garantisce il rispetto dei diritti umani".

E, riguardo alle "minacce ibride" poste da paesi terzi per mettere alla prova l'unità dell'UE, Pietro Vittorio Barbieri, correlatore del parere del CESE, sottolinea che a costituire una minaccia non sono i migranti, i quali sono anzi le vittime di simili tattiche. 

I migranti coinvolti sono altamente vulnerabili e bisognosi di protezione, ha sottolineato il CESE, insistendo sulla necessità che l'assistenza umanitaria sia conforme agli obblighi imposti dal diritto dell'UE e alle prassi consolidate in materia di sostegno ai più deboli. Il CESE raccomanda di garantire ai migranti strumentalizzati un riconoscimento equo, pieno e immediato dei loro diritti, evitando che permangano zone grigie di incertezza amministrativa. (at)