Il diritto all'alloggio deve essere riconosciuto in quanto diritto fondamentale, garantendo abitazioni dignitose e sostenibili a tutti i cittadini europei, compresi i giovani e gli appartenenti a gruppi vulnerabili.

Il diritto all'alloggio deve essere riconosciuto in quanto diritto fondamentale, garantendo abitazioni dignitose e sostenibili a tutti i cittadini europei, compresi i giovani e gli appartenenti a gruppi vulnerabili.

È questo il forte appello lanciato dal Forum del CESE sull'edilizia abitativa, la cui prima edizione si è tenuta in occasione della seduta del 5 dicembre 2024 dell'ultima sessione plenaria. Il dibattito, nel corso del quale è stato adottato un parere sull'argomento, ha potuto contare sulla partecipazione di oratori di spicco.

In seguito alla nomina di Dan Jørgensen quale commissario europeo per l'Energia e l'edilizia abitativa, il Presidente del CESE Oliver Röpke ha espresso il proprio compiacimento per la storica decisione di istituire un portafoglio ad hoc per la questione degli alloggi in seno alla nuova Commissione. Röpke ha affermato che "avere un alloggio è un diritto fondamentale, non un privilegio, e non possiamo accettare che fasce vulnerabili della popolazione siano escluse dal soddisfacimento di questo bisogno essenziale. In questo periodo in cui una grave crisi abitativa colpisce quasi tutti gli Stati membri, sottolineo che è necessario e urgente fare in modo che alloggi economicamente accessibili, sostenibili e dignitosi diventino una realtà per tutti".

Nell'invocare una nuova prospettiva che consideri l'alloggio come una delle infrastrutture fondamentali per la società, al pari della sanità e dell'istruzione, Bent Madsen, presidente di Housing Europe, ha dichiarato: "Accogliamo con soddisfazione l'opinione espressa dal nuovo commissario per l'Edilizia abitativa quando sostiene che il nostro approccio dovrebbe basarsi su valori, regole e investimenti. Nel nostro ruolo di cooperativa pubblica e di fornitori di alloggi sociali, siamo pronti a dare dimostrazione di come si debbano garantire ai nostri cittadini e alle nostre società le abitazioni di cui hanno bisogno."

Nel parere sul tema Edilizia sociale nell'UE - alloggi dignitosi, sostenibili ed economicamente accessibili, elaborato da Thomas Kattnig e Rudolf Kolbe, il CESE riconosce che nel settore dell'edilizia abitativa si deve constatare un fallimento del mercato. Occorre porvi rimedio migliorando le condizioni quadro - ad esempio i dati, il coordinamento, le procedure di approvazione e le norme sulla pianificazione dell'utilizzo del territorio -, introducendo un diritto fondamentale all'alloggio, erogando finanziamenti sufficienti, attuando l'approccio "Prima la casa" (Housing First) per le persone senza fissa dimora e riservando maggiore attenzione al tema della sostenibilità e alle esigenze dei giovani. (mp)

di Thomas Kattnig

L'aumento degli affitti, i prezzi degli immobili saliti alle stelle e i salari che non riescono a tenere il passo con l'inflazione fanno sì che gli alloggi siano diventati inaccessibili per un numero sempre maggiore di persone. La crisi degli alloggi nell'Unione europea è un dato di fatto.

Questa situazione comporta un aumento della spesa sanitaria, perdite di produttività, danni ambientali e conseguenze economiche negative dovute al calo del potere d'acquisto.

di Thomas Kattnig

L'aumento degli affitti, i prezzi degli immobili saliti alle stelle e i salari che non riescono a tenere il passo con l'inflazione fanno sì che gli alloggi siano diventati inaccessibili per un numero sempre maggiore di persone. La crisi degli alloggi nell'Unione europea è un dato di fatto.

Questa situazione comporta un aumento della spesa sanitaria, perdite di produttività, danni ambientali e conseguenze economiche negative dovute al calo del potere d'acquisto.

In quanto portavoce della società civile organizzata, il CESE ritiene necessario agire con urgenza per rimediare al fallimento del mercato nel settore dell'edilizia abitativa. Invita pertanto la Commissione a collaborare con il Parlamento europeo, gli Stati membri e la società civile per elaborare un pacchetto completo di misure dell'UE che definisca le condizioni quadro e sancisca il diritto all'alloggio, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Accoglie quindi con favore la nomina di un commissario per l'Energia e l'edilizia abitativa e l'annuncio che nei prossimi cento giorni sarà presentato un piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili. Abbiamo bisogno, tra l'altro, di un registro a livello dell'UE per la trasparenza delle operazioni immobiliari, di un coordinamento più razionale, di procedure di autorizzazione più efficienti, di una migliore pianificazione del territorio, di terreni a prezzi accessibili per gli alloggi sociali, di maggiori investimenti nelle ristrutturazioni e nelle costruzioni rispettose del clima e del programma "Prima la casa" (Housing First), in modo da garantire nuovamente sicurezza e prospettive alle persone senza fissa dimora. Chiediamo che l'alloggio sia riconosciuto come un diritto fondamentale e non come una merce, integrandolo nel diritto primario dell'UE.

Al tempo stesso, concordiamo con la relazione Letta secondo cui l'accesso agli alloggi sociali deve essere definito in modo più ampio nella normativa in materia di aiuti di Stato.

Il CESE chiede inoltre un aumento significativo del sostegno finanziario per l'edilizia residenziale sociale. In primo luogo, gli investimenti pubblici nell'edilizia sociale devono essere esclusi dall'applicazione delle regole sul debito del patto di stabilità e crescita. In secondo luogo, gli imprenditori immobiliari senza scopo di lucro e le cooperative, come pure gli enti locali, dovrebbero poter ottenere prestiti a lungo termine a tasso di interesse zero grazie alla piattaforma di investimento prevista a tal fine o direttamente dalla Banca europea per gli investimenti.

Gli alloggi dati in locazione a breve termine, che costituiscono un problema in molte grandi città europee, riducono ulteriormente il numero delle abitazioni disponibili. Per far fronte a questo fenomeno abbiamo bisogno di un pacchetto di strumenti a livello dell'UE che comprenda, tra l'altro, una tassa sugli alloggi vacanti e massimali degli affitti, e che consenta agli Stati membri di adottare misure adeguate.

Occorre inoltre prestare particolare attenzione alla necessità di a) soddisfare le esigenze abitative dei giovani attraverso programmi mirati come Housing First for Youth - HF4Y (Prima la casa per i giovani) e b) includere le persone con disabilità.

Per garantire che gli alloggi siano non solo economicamente accessibili ma anche sostenibili, la ristrutturazione e la riqualificazione degli immobili dovrebbero essere considerate prioritarie rispetto alla costruzione di edifici nuovi. Per facilitare tali ristrutturazioni, chiediamo di combinare misure obbligatorie e misure di accompagnamento al fine di garantire azioni per il clima eque. È necessario prevedere strumenti di finanziamento che consentano a chiunque, indipendentemente dalla propria situazione finanziaria, di realizzare ristrutturazioni termiche ed energetiche. Allo stesso tempo occorre stabilire degli obblighi per i proprietari di beni immobili, in particolare per coloro che li danno in locazione, al fine di tutelare gli inquilini da aumenti eccessivi degli affitti dovuti a un trasferimento dei costi da parte dei padroni di casa.

Infine, sottolineiamo che la crisi abitativa non solo incide negativamente sulla qualità di vita dei cittadini europei, ma minaccia anche il buon funzionamento del mercato interno dell'UE. È quindi necessario adottare una strategia dell'UE in materia di alloggi che permetta di incrementare l'offerta di abitazioni, introdurre misure volte a ridurre i costi di costruzione, contribuire a migliorare le competenze della forza lavoro, aumentare la produttività e migliorare le prestazioni ambientali del settore dell'edilizia.

Il CESE chiede che la transizione sia equa e inclusiva nel passaggio dell'UE verso la neutralità climatica. In un recente parere, il CESE sottolinea la necessità di sforzi coordinati per garantire che nessuno sia lasciato indietro nel cammino verso il conseguimento di obiettivi climatici ambiziosi. Queste raccomandazioni sono in sintonia con le priorità della Commissione europea per il periodo 2024-2029 in materia di occupazione, competenze, benessere sociale e disparità regionali.

Il CESE chiede che la transizione sia equa e inclusiva nel passaggio dell'UE verso la neutralità climatica. In un recente parere, il CESE sottolinea la necessità di sforzi coordinati per garantire che nessuno sia lasciato indietro nel cammino verso il conseguimento di obiettivi climatici ambiziosi. Queste raccomandazioni sono in sintonia con le priorità della Commissione europea per il periodo 2024-2029 in materia di occupazione, competenze, benessere sociale e disparità regionali.

Il CESE raccomanda un pacchetto globale di politiche per una transizione giusta che offra agli Stati membri un margine di flessibilità sufficiente per tenere conto delle proprie condizioni specifiche. Individuando nel dialogo sociale e nella contrattazione collettiva degli strumenti fondamentali, il Comitato propone una mappatura delle carenze in termini di competenze, programmi di formazione inclusivi, piani aziendali di transizione trasparenti, una maggiore consultazione dei lavoratori e l'integrazione dei principi per una transizione giusta nei quadri di riferimento dell'UE, come il pilastro europeo dei diritti sociali.

"Vogliamo che il cammino verso una transizione giusta sia improntato all'equità, alla resilienza e alla sostenibilità, in modo da spianare la via a un futuro più verde e più inclusivo", ha dichiarato il relatore del parere Dirk Bergrath.

Per realizzare gli obiettivi ambiziosi dell'UE in materia di clima (riduzione delle emissioni del 75 % entro il 2030 e loro azzeramento entro il 2050), l'equità deve permeare tutte le politiche, come sottolineato dal CESE nel suo parere. È essenziale dare la priorità al lavoro dignitoso, all'inclusione sociale e alla riduzione della povertà per ottenere il sostegno dell'opinione pubblica e garantire la riuscita del Green Deal europeo.

Il CESE sottolinea inoltre che occorre fornire un sostegno mirato alle regioni colpite oltremisura dalla transizione verde. È essenziale mappare i fabbisogni regionali e le transizioni settoriali, e a questo proposito l'Osservatorio per una transizione giusta assicura il monitoraggio dei progressi compiuti in modo da garantire che nessuna comunità sia lasciata da parte.

Per ovviare alle carenze di finanziamento, è essenziale potenziare il Fondo per una transizione giusta, fare leva sugli investimenti privati e allineare gli strumenti finanziari dell'UE. Le condizionalità sociali e ambientali garantiranno una ripartizione equa delle risorse finanziarie ponendo al centro dell'attenzione la formazione e la protezione dei gruppi vulnerabili. (ks) 

In che modo la società civile può svolgere un ruolo chiave nell'imminente attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo? Questo il tema principale del 9° Forum europeo della migrazione, organizzato dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) e dalla direzione generale Migrazione e affari interni della Commissione europea, che ha anche posto l'accento sul lavoro delle organizzazioni della società civile che operano direttamente sul campo.

In che modo la società civile può svolgere un ruolo chiave nell'imminente attuazione del patto sulla migrazione e l'asilo? Questo il tema principale del 9° Forum europeo della migrazione, organizzato dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) e dalla direzione generale Migrazione e affari interni della Commissione europea, che ha anche posto l'accento sul lavoro delle organizzazioni della società civile che operano direttamente sul campo.

Il Forum europeo della migrazione, svoltosi a Bruxelles alla fine di novembre, ha acceso i riflettori sul patto sulla migrazione e l'asilo entrato in vigore nel giugno 2024. I partecipanti al Forum hanno discusso della prossima attuazione del patto e in particolare dei modi in cui la società civile può contribuire a sostenere e applicare il patto in modo umano. Una speciale attenzione è stata poi dedicata all'analisi di una serie di temi correlati: il nuovo meccanismo permanente di solidarietà, la creazione di collegamenti più diretti tra procedure di asilo e di rimpatrio, l'adeguatezza delle condizioni di accoglienza e il piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027.

Nel suo discorso di apertura di questa edizione del Forum, la commissaria europea uscente per gli Affari interni Ylva Johansson ha dichiarato: "Sono lieta di essere qui oggi, nella mia ultima apparizione pubblica in qualità di commissaria europea, per parlare a questo Forum europeo sulla migrazione, una piattaforma cruciale affinché le organizzazioni della società civile, gli Stati membri dell'UE e i decisori politici affrontino le sfide e colgano le opportunità connesse con la gestione della migrazione. Le discussioni che abbiamo svolto nel corso degli anni sono sempre state fonte di ispirazione. Insieme possiamo costruire comunità più forti e resilienti, difendendo i nostri valori e facendo in modo che l'Europa rimanga un luogo di rifugio e di opportunità".

Il Presidente del CESE, Oliver Röpke, ha ringraziato la commissaria Johansson per il suo impegno a favore della riforma della politica migratoria dell'UE. "Dobbiamo assicurarci che il patto sulla migrazione sia attuato nel modo più umano e sostenibile possibile, e l'unico modo per farlo è ascoltare le organizzazioni della società civile che operano sul campo. Sebbene il patto sia stato adottato, rimane ancora molto lavoro da fare: anzi, si potrebbe dire che il lavoro vero comincia adesso", ha avvertito Röpke.

Il Forum europeo della migrazione è stato istituito nel 2015, come piattaforma per il dialogo tra la società civile, le istituzioni e le autorità su questioni relative alla migrazione e all'integrazione dei cittadini di paesi terzi. Si riunisce una volta all'anno per discutere in merito agli ultimi sviluppi politici e per raccogliere e scambiare informazioni sulle modalità di attuazione delle politiche europee a livello regionale, locale e dei cittadini.

Ogni anno il forum verte su un tema diverso, scelto sulla base dei contributi forniti dalle organizzazioni della società civile nel corso dei processi di consultazione avviati nei mesi precedenti l'evento. Tra i temi affrontati finora figurano le rotte migratorie sicure, l'accesso dei migranti ai diritti, ai servizi e all'UE, un mercato del lavoro europeo più inclusivo per i migranti e il ruolo dei giovani.

Il CESE ha già adottato pareri chiave su temi importanti relativi alla migrazione e all'asilo, come la presentazione del patto sulla migrazione e l'asilo, il regolamento sull'asilo e la migrazione, il pacchetto Unione della sicurezza/pacchetto Schengen , e il piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027. Nel 2009 il CESE ha inoltre istituito un gruppo di studio tematico sull'immigrazione e l'integrazione, che contribuisce a dare forma concreta al suo ruolo di facilitatore tra la società civile e le istituzioni dell'UE in materia di migrazione e nel contempo si sforza di promuovere lo sviluppo di una politica europea comune in materia di immigrazione e integrazione. (lm)

L'UE si trova ad affrontare una grave crisi abitativa dovuta all'aumento degli affitti, ai prezzi degli immobili saliti alle stelle e al fatto che i salari non riescono a tenere il passo con l'inflazione.  Per rimediare al fallimento del mercato nel settore dell'edilizia abitativa il Comitato chiede che siano adottate misure urgenti e l'elaborazione di una solida strategia dell'UE in materia di alloggi, scrive Thomas Kattnig, relatore del parere del CESE sul tema Edilizia sociale nell'UE - alloggi dignitosi, sostenibili ed economicamente accessibili.

L'UE si trova ad affrontare una grave crisi abitativa dovuta all'aumento degli affitti, ai prezzi degli immobili saliti alle stelle e al fatto che i salari non riescono a tenere il passo con l'inflazione.  Per rimediare al fallimento del mercato nel settore dell'edilizia abitativa il Comitato chiede che siano adottate misure urgenti e l'elaborazione di una solida strategia dell'UE in materia di alloggi, scrive Thomas Kattnig, relatore del parere del CESE sul tema Edilizia sociale nell'UE - alloggi dignitosi, sostenibili ed economicamente accessibili.

L'edizione 2024 della Giornata europea del consumatore è stata dedicata al tema Sfide legate alle risorse idriche: esplorare le prospettive dei consumatori - Portare avanti l'attuazione del Blue Deal dell'UE. Nel corso dell'evento l'accento è stato posto sulla necessità di una gestione sostenibile delle risorse idriche, di infrastrutture migliori e di un'educazione al consumo, per garantire che l'acqua rimanga un bene economicamente accessibile a tutti gli europei.

L'edizione 2024 della Giornata europea del consumatore è stata dedicata al tema Sfide legate alle risorse idriche: esplorare le prospettive dei consumatori - Portare avanti l'attuazione del Blue Deal dell'UE. Nel corso dell'evento l'accento è stato posto sulla necessità di una gestione sostenibile delle risorse idriche, di infrastrutture migliori e di un'educazione al consumo, per garantire che l'acqua rimanga un bene economicamente accessibile a tutti gli europei.

Come è apparso evidente in occasione della Giornata europea del consumatore del 9 dicembre a cura del Comitato economico e sociale europeo (CESE), sulla base di una previsione di incremento del prezzo dell'acqua del 25 % entro il 2030, l'UE dovrà investire oltre 250 miliardi di EUR per soddisfare il proprio fabbisogno idrico e costruire una società in cui ciascuno abbia accesso a un'acqua pulita e a un costo abbordabile.

L'acqua è una risorsa che inizia a scarseggiare, persino in Europa: ben il 30 % degli europei è esposto a stress idrico almeno una volta all'anno. Questo significa che i consumatori, che in genere considerano ancora l'acqua come un bene di base largamente disponibile, saranno obbligati a modificare i loro comportamenti per giungere a un uso più efficiente di questa risorsa, sia maturando una maggiore consapevolezza della loro impronta idrica che avvalendosi di tecnologie di risparmio idrico intelligenti.

Va sottolineato, però, che i costi dovrebbero essere sostenuti anche dai principali inquinatori, che non devono trasferire sui consumatori la responsabilità di farsi carico degli oneri occulti da loro generati.

Dal momento che si impiegano 15 000 litri d"acqua per produrre un solo chilo di carne e 8 000 litri per un paio di jeans, anche i grandi consumatori di questa risorsa - come l'industria manifatturiera, ma soprattutto il settore agricolo, responsabile del 72 % di tutti i prelievi idrici - dovranno sostenere i costi dei loro impatti ambientali e investire in impianti di produzione più efficienti.

"La questione dell'acqua dovrebbe essere considerata un tassello fondamentale delle prossime iniziative politiche faro della Commissione europea. Auspichiamo il varo della nuova Coalizione per l'acqua quale contributo all'attuazione del Blue Deal, e attualmente siamo al lavoro per istituire una piattaforma per le parti interessate del Blue Deal dell'UE", ha dichiarato Milena Angelova, relatrice del parere del CESE sul tema Consumo efficiente dell'acqua e consapevolezza dei consumatori in merito alla loro impronta idrica. Angelova ha posto l'accento sull'importanza del Blue Deal dell'UE in quanto iniziativa chiave del CESE, "istituzione dell'UE con un ruolo di pioniera" sulle questioni legate all'acqua.

Nel suo intervento di apertura Gaetano Casale, direttore dell'ufficio di collegamento dell'Istituto per gli studi sull'acqua IHE-Delft, ha sottolineato che ancora oggi il problema dell'acqua è sottovalutato in Europa. Casale ritiene che a questo punto sia assolutamente essenziale adottare un approccio sostenibile alla questione dell'acqua ed esorta ad avere una maggiore consapevolezza dei costi ambientali, oltre che delle sfide poste dall'aumento della popolazione mondiale e dai cambiamenti climatici.

"Sarei davvero lieta se tutti noi - cittadini, governi, agenzie, scienziati, imprenditori e legislatori - formassimo un fronte comune e cogliessimo questa opportunità unica per compiere un grande balzo in avanti e fare di uno dei nostri beni più preziosi - l'acqua presente nel suolo, nei mari e nel cielo - una risorsa a prova di futuro", ha dichiarato Hildegard Bentele, relatrice ombra del Parlamento europeo per la direttiva quadro sulle acque. (ll)

Nella sessione plenaria del 5 dicembre a Bruxelles, il CESE ha tenuto un dibattito per celebrare sia la Giornata internazionale delle persone con disabilità che lo spirito olimpico. 

Nella sessione plenaria del 5 dicembre a Bruxelles, il CESE ha tenuto un dibattito per celebrare sia la Giornata internazionale delle persone con disabilità che lo spirito olimpico. 

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha celebrato sia la Giornata internazionale delle persone con disabilità che lo spirito olimpico, invitando personalità del mondo dello sport paralimpico, tra cui il campione paralimpico belga Joachim Gérard.

Nel suo intervento di apertura il Presidente del CESE Oliver Röpke ha dichiarato: "Questo dibattito mette in evidenza l'urgente necessità di affrontare il divario occupazionale cui devono far fronte le persone con disabilità. Nonostante i quadri giuridici in vigore, troppe persone sono escluse dal mercato del lavoro a causa di ostacoli persistenti. Il CESE invita pertanto ad agire per creare luoghi di lavoro inclusivi, abbattere gli ostacoli sistemici e garantire pari opportunità per tutti. Un'Europa veramente inclusiva non deve lasciare indietro nessuno".

 

Joachim Gérard, campione belga di tennis in carrozzina, ha raccontato durante la sessione plenaria che, quando ha iniziato a giocare a tennis, la sua presenza suscitava stupore o veniva addirittura contestata da chi sosteneva che la sua sedia a rotelle "rovinasse il campo". "Negli ultimi dieci anni sono stati fatti enormi progressi per quanto riguarda il ruolo delle persone a mobilità ridotta nel mondo dello sport. Ho giocato in diversi tornei del Grande Slam in tutto il mondo e ho la sensazione che, grazie a queste partite e ai giochi paralimpici, io sia sempre più accettato in quanto atleta di alto livello. Non solo come atleta paralimpico, ma come atleta di alto livello".

Anne d'Ieteren, presidente della Lega francofona belga delle attività sportive per persone con disabilità (Ligue Handisport Francophone) ha sottolineato che, nonostante gli importanti successi conseguiti durante i Giochi paralimpici, la vita quotidiana delle persone con disabilità presenta tuttora molti ostacoli. "Un numero significativo di impianti sportivi è ancora inaccessibile, a causa di parcheggi inadeguati o di una cattiva progettazione. Questi possono sembrare problemi di lieve entità, ma il loro effetto cumulativo può escludere le persone con disabilità e scoraggiarne la partecipazione".

Aurel Laurenţiu Plosceanu, vicepresidente del CESE responsabile della comunicazione, ha dato il benvenuto a Joachim Gérard e Anne d'Ieteren e ha dichiarato che "la loro presenza e i loro risultati ci ricordano quanto l'eccellenza atletica possa essere fonte di ispirazione per tutti noi che ci impegniamo per realizzare appieno il nostro potenziale e, nel contempo, mettono in rilievo il ruolo fondamentale che le persone con disabilità svolgono nella nostra società e in particolare nel mondo sportivo".

Christophe Lefèvre, presidente del gruppo di studio permanente Diritti delle persone con disabilità del CESE, si è espresso favorevolmente all'istituzione di un meccanismo dell'UE di accessibilità, dotato di indicatori pertinenti, che copra settori quali gli alloggi sostenibili, lo sport, la giustizia e l'istruzione; Pietro Vittorio Barbieri (membro del gruppo permanente) ha aggiunto che "è essenziale che tutte le persone con disabilità che vivono in Europa abbiano accesso allo sport e all'istruzione, affinché tutti possano godere degli stessi privilegi all'interno della società." (lm)

Il 13 dicembre 2024 il Comitato economico e sociale europeo (CESE), il Fondo europeo per la democrazia (EED) e il Club della stampa bielorusso hanno organizzato congiuntamente un seminario sul ruolo dei media indipendenti bielorussi nella promozione di una società resiliente e democratica. Affinché la Bielorussia mantenga il suo rilievo nell'informazione internazionale occorre che i media indipendenti bielorussi, unica fonte di informazioni per i cittadini del paese, siano sostenuti finanziariamente e coinvolti in partenariati con i media occidentali.

 

Il 13 dicembre 2024 il Comitato economico e sociale europeo (CESE), il Fondo europeo per la democrazia (EED) e il Club della stampa bielorusso hanno organizzato congiuntamente un seminario sul ruolo dei media indipendenti bielorussi nella promozione di una società resiliente e democratica. Affinché la Bielorussia mantenga il suo rilievo nell'informazione internazionale occorre che i media indipendenti bielorussi, unica fonte di informazioni per i cittadini del paese, siano sostenuti finanziariamente e coinvolti in partenariati con i media occidentali.

 

Partecipando all'iniziativa "Giornate della Bielorussia" (9-13 dicembre 2024), organizzata dal Servizio europeo per l'azione esterna e dalla direzione generale Politica di vicinato e negoziati di allargamento della Commissione, il CESE ha dato prova del suo fermo impegno a favore di una Bielorussia democratica e rispettosa dei diritti umani e della libertà di parola.

Nella sua allocuzione di apertura, il Presidente del CESE Oliver Röpke ha dichiarato: "I media indipendenti sono la spina dorsale di una società libera e democratica. Oggi, nell'ambito delle Giornate della Bielorussia, ribadiamo la nostra solidarietà con il popolo bielorusso e con la sua coraggiosa lotta contro la disinformazione e l'oppressione".

Jerzy Pomianowski, direttore esecutivo del Fondo europeo per la democrazia, ha sottolineato: "Il risultato delle elezioni del prossimo 26 gennaio è già scritto, il regime cercherà di voltare pagina, di acquisire legittimità internazionale e di occultare l'oppressione di cui è responsabile. Sembra però che i media indipendenti bielorussi riescano a coinvolgere il loro pubblico".

Hanna Liubakova, giornalista freelance in esilio, condannata in contumacia a dieci anni di carcere sulla base di quattro incriminazioni, si è detta entusiasta per la volontà del popolo bielorusso di rimanere informato e di fruire di media indipendenti, e ha rilevato che il 50 % del traffico sui siti web gestiti da bielorussi al di fuori del paese proviene dall'interno di esso. Ha confermato che fino al 90 % del pubblico delle piattaforme dei social media si trova in Bielorussia. "I media indipendenti in Bielorussia sono il migliore antidoto alla propaganda di Lukashenko e del Cremlino", ha aggiunto.

Natalia Belikova, che lavora per il Club della stampa bielorusso, ha affermato che la nuova propaganda del governo mira a cambiare la percezione pubblica delle elezioni, e quindi a cercare di unire l'opinione pubblica e di incoraggiarla a esibire il proprio patriottismo. "Grazie a queste tattiche cercano di cambiare la percezione dell'intera popolazione riguardo a ciò che è la democrazia", ha detto Belikova.

Il seminario si è concluso con la proiezione del lungometraggio Sotto il cielo grigio, ispirato alla storia vera di Katsyaryna Andreeva, giornalista bielorussa attualmente in carcere, alla presenza della regista Mara Tamkovich. (mt)

Nella sessione plenaria dello scorso dicembre il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha tenuto un dibattito sulla democrazia in Africa cui hanno partecipato i rappresentanti del Consiglio economico, sociale e culturale dell'Unione africana (ECOSOCC dell'UA). Il CESE e l'ECOSOCC hanno convenuto che la società civile è la forza trainante per la riuscita di un partenariato tra l'UE e l'Africa che sia fondato sulla parità e che promuova il dialogo civile e sociale.

Nella sessione plenaria dello scorso dicembre il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha tenuto un dibattito sulla democrazia in Africa cui hanno partecipato i rappresentanti del Consiglio economico, sociale e culturale dell'Unione africana (ECOSOCC dell'UA). Il CESE e l'ECOSOCC hanno convenuto che la società civile è la forza trainante per la riuscita di un partenariato tra l'UE e l'Africa che sia fondato sulla parità e che promuova il dialogo civile e sociale.

Nel dibattito tenutosi in sessione plenaria, in cui è stato anche adottato il parere sul tema Democrazia in Africa: situazione attuale e prospettive future - Quale ruolo può svolgere il CESE?, il Comitato ha ribadito il suo impegno a favore del rafforzamento del partenariato strategico con l'Unione africana, sostenendo l'iniziativa di una collaborazione volta a promuovere i valori della democrazia, il dialogo inclusivo e lo sviluppo sostenibile. Nel luglio 2024 il CESE e l'ECOSCOCC dell'UA hanno infatti firmato un memorandum d'intesa.

Kyeretwie Osei, capo della sezione Programmi presso l'ECOSOCC dell'UA, ha spiegato nel suo intervento a nome del Presidente dell'ECOSOCC Khalid Boudali che "abbiamo davanti a noi un lavoro importante di costruzione istituzionale finalizzato a consolidare le istituzioni democratiche in tutto il continente africano, e a tal fine dobbiamo assicurarci di riuscire a stimolare un clima di buon governo contrastando la corruzione, se non eliminandola del tutto, e creando spazi in cui i cittadini possano esprimersi. La società civile è il fulcro di questo obiettivo".

Il Presidente del CESE Oliver Röpke ha sottolineato che "la cooperazione con l'ECOSOCC dell'UA è fondamentale per promuovere il ruolo della società civile in Africa. La società civile dovrebbe essere parte integrante del processo decisionale e affrontare con decisione le sfide all'orizzonte, come i cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile e la migrazione".

Il CESE, che esamina queste sfide nel suo parere, ritiene di poter contribuire, assieme ai rappresentanti riconosciuti delle piattaforme della società civile africana, a promuovere i valori democratici, a difendere i diritti umani e a sostenere i regimi democratici in Africa. 

Secondo Carlos Trindade, membro del CESE e relatore del parere, l'approccio europeo allo sviluppo della democrazia in Africa dovrebbe basarsi su un rapporto tra pari, in cui si tenga conto della complessità del continente in termini di sviluppo economico, differenze interne e interessi geopolitici.

Sifa Chiyoge Buchekabiri, direttrice regionale e amministratrice delegata dell'Alleanza cooperativa internazionale-Africa (ICA-Africa), si è soffermata sull'importanza dell'emancipazione femminile nel continente africano. "È essenziale promuovere l'emancipazione femminile, in quanto le donne sono spesso la colonna portante della famiglia. Pertanto, con la loro emancipazione non aiutiamo soltanto singole persone, ma intere comunità".

A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE

Una maggiore digitalizzazione nel settore delle costruzioni e dell'edilizia abitativa e il coinvolgimento degli attori dell'economia sociale nei servizi di fornitura di alloggi possono contribuire ad affrontare le attuali sfide relative all'accessibilità economica e alla sostenibilità degli alloggi in Europa. Poiché l'alloggio non è solo una necessità, ma anche un diritto umano, secondo un recente convegno del CESE è necessaria una risposta paneuropea alle varie sfide poste in questo campo. 

A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE

Una maggiore digitalizzazione nel settore delle costruzioni e dell'edilizia abitativa e il coinvolgimento degli attori dell'economia sociale nei servizi di fornitura di alloggi possono contribuire ad affrontare le attuali sfide relative all'accessibilità economica e alla sostenibilità degli alloggi in Europa. Poiché l'alloggio non è solo una necessità, ma anche un diritto umano, secondo un recente convegno del CESE è necessaria una risposta paneuropea alle varie sfide poste in questo campo. 

Il 21 novembre il gruppo Organizzazioni della società civile del CESE ha organizzato il convegno sul tema Proteggere le persone più vulnerabili d'Europa attraverso alloggi sostenibili e a prezzi accessibili, nel quale si è discusso delle soluzioni con cui l'UE e i suoi Stati membri possono rendere le condizioni abitative in tutta Europa più inclusive, accessibili e sostenibili.

Séamus Boland, presidente del gruppo Organizzazioni della società civile, ha sottolineato che l'accesso a un alloggio adeguato costituisce un diritto umano che richiede un approccio paneuropeo. Ha evidenziato il legame tra l'aumento dei prezzi degli alloggi e i livelli di povertà, affermando che "la fornitura di alloggi economicamente accessibili e sostenibili è fondamentale per l'eliminazione della povertà".

Boland ha inoltre dichiarato che "la strategia dell'UE contro la povertà e il piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili proposto dalla Presidente eletta della Commissione europea devono far parte di un approccio politico intersettoriale per porre fine alla povertà. Esso deve coinvolgere le organizzazioni della società civile durante l'intero processo di concezione, attuazione e monitoraggio delle soluzioni. Gli alloggi sostenibili devono essere esaminati in una prospettiva più ampia che comprenda l'efficienza delle risorse, la circolarità, la resilienza, l'adattamento e l'accessibilità economica".

Nel corso dell'evento è stato inoltre presentato il nuovo studio del CESE sul tema, commissionato dal gruppo Organizzazioni della società civile, che esamina le possibili soluzioni strategiche per conseguire alloggi sostenibili e a prezzi accessibili in tutta l'UE e si sofferma su due tendenze emergenti: la digitalizzazione e il coinvolgimento degli attori dell'economia sociale nella fornitura di alloggi. Lo studio passa in rassegna le iniziative innovative realizzate in sei Stati membri, valutandone il potenziale per un'applicazione più ampia in tutta Europa.

Maggiori informazioni sulle raccomandazioni politiche a medio e lungo termine formulate nello studio del CESE sono disponibili qui.

È inoltre possibile consultare le conclusioni e le raccomandazioni del convegno.