European Economic
and Social Committee
Pacchetto farmaceutico: l'Unione europea deve essere più strategica
Il tanto atteso aggiornamento della normativa farmaceutica dell'UE offre agli europei una serie di potenziali benefici, ma dovrebbe dedicare maggiore attenzione all'autonomia strategica.
Il CESE accoglie con favore la proposta di rilanciare la normativa riguardante il settore farmaceutico, ma reputa che essa debba dedicare un'attenzione ben maggiore a considerazioni sociali e geopolitiche di più ampio respiro, oltre a garantire che il settore rimanga competitivo e attragga investimenti.
"Dobbiamo conseguire l'autonomia strategica, e per farlo abbiamo bisogno di sicurezza negli approvvigionamenti. È necessario introdurre incentivi di natura amministrativa e finanziaria", ha dichiarato Martin Schaffenrath, relatore del parere del CESE sulla suddetta proposta della Commissione, sintetizzando così la posizione del Comitato: "abbiamo bisogno di investimenti nel settore farmaceutico. Abbiamo bisogno di un appoggio sostenibile per questo settore. E abbiamo bisogno di riportare la produzione in Europa".
L'industria farmaceutica è una componente essenziale dell'economia dell'UE, con 840 000 addetti occupati direttamente nel settore e un numero tre volte maggiore di occupati nell'indotto. Nel 2021 tale industria ha investito 41 miliardi di EUR nella ricerca e nell'innovazione. Nel parere si afferma con chiarezza che il sostegno a questo settore ad alta tecnologia, che rappresenta una pietra angolare dell'economia europea, dovrebbe essere al centro dei programmi a lungo termine dell'UE.
Per ridurre la dipendenza da paesi terzi, il CESE è favorevole a incentivi per i produttori europei di medicinali e sostiene con forza la rilocalizzazione della produzione da questi paesi nell'Unione europea. Inoltre, il CESE propone di creare una riserva europea di medicinali di importanza strategica alla quale ricorrere in caso di imprevisti. Sottolineando l'importanza di un'autonomia strategica equa, il CESE raccomanda di ampliare nell'Unione la pratica degli acquisti congiunti di medicinali, citando l'esempio di successo dell'acquisto dei vaccini contro il coronavirus.
Infine, il parere pone l'accento sulla rilevanza sociale di questa revisione normativa e propone pertanto di istituire un fondo speciale dell'UE per le malattie rare, che garantisca l'accesso alle relative cure a tutti i pazienti europei e attenui le disparità tra Stati membri in materia di assistenza sanitaria, specie nei casi in cui le assicurazioni obbligatorie non coprono l'intero costo delle cure. (dm)