Secondo il CESE, la strategia economica dell'UE per il 2021 dovrebbe prestare maggiore attenzione alle questioni sociali.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato la sua posizione in merito alle priorità economiche dell'UE per il 2021. Accoglie con favore le misure indicate nella strategia proposta dalla Commissione per affrontare le sfide poste dalla pandemia di COVID-19 nell'ottica del Green Deal europeo, ma deplora il fatto che tale strategia dedichi troppo poca attenzione alle questioni sociali. Inoltre, mette in guardia contro la pur graduale abolizione delle misure di sostegno, giudicandola prematura, e raccomanda l'introduzione di nuove regole di bilancio che riflettano le realtà sociali ed economiche dopo la pandemia.

Il CESE si rammarica che la strategia economica proposta dalla Commissione, integrata quest'anno anche da orientamenti sull'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, presti scarsa attenzione alle questioni sociali. Un'impostazione di questo tipo, infatti, da un lato non porterà a quell'attuazione coerente del pilastro europeo dei diritti sociali da lungo tempo attesa, dall'altro metterà a repentaglio la transizione giusta verso un'economia verde e digitale. Transizione che non deve tradursi in un ulteriore aumento della povertà e in un aggravamento dell'esclusione sociale,

come ammonisce il CESE in una delle conclusioni del suo parere del 24 febbraio specificamente dedicato alla strategia annuale per la crescita sostenibile 2021.

Secondo il relatore del parere, Krzysztof Balon, "sarà fondamentale garantire una ripartizione equa dei benefici della ripresa economica, contribuendo così non solo a realizzare una migliore giustizia sociale, ma anche a stabilizzare la domanda quale condizione preliminare per la ripresa stessa". (na)