Organizzazioni della società civile, persone fisiche e imprese possono presentare fin da ora i loro progetti senza scopo di lucro per partecipare al premio del CESE dedicato alla lotta contro la pericolosa polarizzazione della società europea.

Organizzazioni della società civile, persone fisiche e imprese possono presentare fin da ora i loro progetti senza scopo di lucro per partecipare al premio del CESE dedicato alla lotta contro la pericolosa polarizzazione della società europea.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha da poco bandito la 15ª edizione del Premio CESE per la società civile. L'obiettivo specifico dell'edizione di quest'anno è conferire un riconoscimento a iniziative e attività efficaci, innovative e creative senza scopo di lucro nell'Unione europea volte a contrastare la pericolosa polarizzazione della società europea.

L'importo complessivo in palio è di 50 000 EUR, da ripartire tra un massimo di cinque vincitori. Il termine per la presentazione delle candidature è il 7 novembre 2024 alle ore 10:00 (ora di Bruxelles). La cerimonia di premiazione è prevista nel marzo 2025 durante la Settimana della società civile del CESE.

Le candidature possono essere inviate da tutte le organizzazioni della società civile ufficialmente registrate nell'Unione europea e che operano a livello locale, regionale, nazionale o europeo. La partecipazione è aperta anche alle persone fisiche che risiedono nell'UE e alle imprese registrate o operanti all'interno dell'Unione, a condizione che i loro progetti siano rigorosamente non a scopo di lucro.

Per essere ammissibili, le iniziative e i progetti devono essere realizzati nell'UE, e devono essere già stati attuati o essere ancora in corso. Il testo integrale delle condizioni di partecipazione e il modulo di candidatura online sono disponibili sulla pagina web del sito Internet del CESE dedicata al Premio della società civile.

Le attività e/o iniziative proposte per il premio possono riguardare un'ampia gamma di temi, ad esempio: individuare i fattori determinanti, sia individuali che collettivi, della pericolosa polarizzazione; promuovere la trasparenza in materia di finanziamento delle organizzazioni; contrastare le limitazioni alla pluralità dei media; promuovere la libertà, la diversità e l'indipendenza dei media; e lottare contro la disinformazione e le notizie false (o fake news).

L'obiettivo del Premio CESE per la società civile – fiore all'occhiello del Comitato – è quello di sensibilizzare in merito al contributo straordinario della società civile alla creazione di un'identità e di una cittadinanza europee e alla promozione dei valori comuni alla base dell'integrazione europea. Il premio è dedicato ogni anno a un argomento diverso, ma sempre di particolare importanza per l'UE. (lm) 

A seguito della nomina di un nuovo commissario europeo per la Democrazia, la giustizia e lo Stato di diritto, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha chiesto un'azione più incisiva dell'UE in materia di Stato di diritto e diritti fondamentali. 

A seguito della nomina di un nuovo commissario europeo per la Democrazia, la giustizia e lo Stato di diritto, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha chiesto un'azione più incisiva dell'UE in materia di Stato di diritto e diritti fondamentali.

Nella sessione plenaria dello scorso settembre il CESE ha tenuto un dibattito sulla democrazia in cui sono state avanzate piste di riflessione su come rafforzare la risposta dell'UE alle violazioni dello Stato di diritto e all'erosione della democrazia. In tale contesto si è fatto riferimento anche all'annuncio della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen circa la tanto attesa piattaforma della società civile.

È dal 2016 che il CESE raccomanda l'istituzione di questa piattaforma, che dovrebbe dare alla società civile più voce in capitolo nella definizione delle politiche dell'UE, in quanto offrirebbe alle organizzazioni del settore lo spazio indispensabile per dialogare con le istituzioni dell'Unione e contribuire a orientare le decisioni su questioni fondamentali come l'indipendenza della magistratura e le libertà democratiche.

Joachim Herrmann, della direzione Giustizia della Commissione europea, ha presentato l'ultima relazione sullo Stato di diritto sottolineando l'ampliamento del suo ambito di trattazione, per includere i paesi candidati all'adesione all'UE, e il suo impatto sul mercato unico.

Kevin Casas-Zamora, dell'Istituto internazionale per la democrazia e l'assistenza elettorale (IDEA), ha elogiato l'impegno dell'UE in questo campo, mettendo però in guardia contro l'arretramento della democrazia, e ha chiesto un coinvolgimento maggiore della società civile e un'esposizione più dettagliata nelle relazioni sullo Stato di diritto. Alexandrina Najmowicz, del Forum civico europeo, ha esortato a formulare più chiaramente le raccomandazioni e a introdurre un sistema di allerta precoce al fine di prevenire un'ulteriore erosione della democrazia.

Nel corso del dibattito i partecipanti hanno messo in guardia contro ogni forma di compiacimento e hanno sottolineato la necessità di agire in rapporto ai crescenti timori sollevati dalle derive autoritarie, dalle minacce all'indipendenza della magistratura e dalla contrazione dello spazio civico. Jerzy Pomianowski, direttore esecutivo del Fondo europeo per la democrazia, ha avvertito che si rischia un effetto boomerang se il tema della democrazia passa in secondo piano rispetto a preoccupazioni più immediate, come quelle in materia di migrazione e sicurezza, e ha chiesto che il 5 % degli aiuti allo sviluppo sia destinato a favore di programmi a sostegno della democrazia.

Nel dibattito organizzato dal CESE è stato messo in risalto il ruolo imprescindibile della società civile nella difesa dello Stato di diritto e ne è stato chiesto un coinvolgimento maggiore nell'elaborazione delle politiche dell'UE. Il varo della piattaforma della società civile risulta quindi cruciale, assieme a un rinnovato impegno a favore dei diritti fondamentali, per il futuro della democrazia nell'UE. (gb)

Nella sessione plenaria di ottobre, il Comitato economico e sociale europeo ha adottato la risoluzione dal titolo Tracciare i progressi democratici dell'UE: una risoluzione per il prossimo mandato legislativo, elaborata da tre membri del CESE: Christa Schweng, Cinzia Del Rio e Ioannis Vardakastanis.

Nella sessione plenaria di ottobre, il Comitato economico e sociale europeo ha adottato la risoluzione dal titolo Tracciare i progressi democratici dell'UE: una risoluzione per il prossimo mandato legislativo, elaborata da tre membri del CESE: Christa Schweng, Cinzia Del Rio e Ioannis Vardakastanis.

In un contesto come quello attuale, segnato da molteplici crisi, il CESE chiede al nuovo Parlamento europeo e alla nuova Commissione europea di far leva sulla varietà di interessi rappresentati in seno al CESE per rafforzare l'Unione europea.

La nuova legislatura europea dovrebbe mirare a rafforzare la posizione internazionale dell'UE, ad affrontare i problemi dell'architettura istituzionale dell'Unione, a fornire un robusto ancoraggio ai valori comuni dell'Europa e a guidare l'economia verso un futuro sostenibile basato su un modello sociale avanzato e inclusivo, essenziale per il progresso, l'unità e la competitività.

Nella risoluzione, il CESE chiede alle istituzioni dell'UE di definire un concetto di sicurezza articolato in sei punti, ossia basato su un'Unione che:

  • protegge i suoi cittadini dalle minacce esterne;
  • protegge le persone dai rischi interni - principalmente quelli relativi alla salute, ai cambiamenti demografici e alla povertà - e che fornisce loro un accesso universale alla protezione sociale e al benessere su tutto il suo territorio;
  • garantisce un'economia sociale di mercato competitiva, basata su ecosistemi che assicurino produttività, innovazione, impieghi di qualità e piena occupazione;
  • crea un'economia resiliente a beneficio di tutti;
  • assicura il dialogo e la partecipazione delle parti sociali, della società civile organizzata e dei cittadini per far fronte alle sfide e alle grandi trasformazioni in atto e a quelle del prossimo futuro;
  • protegge dalle minacce, sia presenti che future, poste dai cambiamenti climatici, dall'inquinamento e dalla perdita di biodiversità.

La risoluzione è frutto della prima Settimana della società civile, svoltasi nel marzo scorso e organizzata dal CESE per sondare le opinioni degli europei di ogni fascia di età, delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile. (mp)

Martedì 17 settembre il CESE ha ospitato nei suoi locali la proiezione del film The Teachers' Lounge ("La sala professori"), vincitore del Premio LUX del pubblico per il cinema europeo. 

Martedì 17 settembre il CESE ha ospitato nei suoi locali la proiezione del film "La sala professori", vincitore del Premio LUX del pubblico per il cinema europeo.

Diretto dal regista tedesco İlker Çatak, il film esplora le sfide cui deve far fronte un'insegnante, affrontando nel contempo anche questioni più ampie all'interno del sistema di istruzione. Dopo la proiezione i partecipanti hanno preso parte a un dibattito moderato dal vicepresidente del CESE responsabile della comunicazione Laurențiu Plosceanu. Al dibattito hanno contribuito con i loro interventi Jan Wilker e Tatjana Babrauskienė, che hanno analizzato le tematiche del film e la loro rilevanza rispetto alle questioni sociali attuali.

La proiezione di questo film rientra in una serie di eventi organizzati dal CESE in collaborazione con il Premio Lux del pubblico per il cinema europeo a cura del Parlamento europeo, che mettono in evidenza l'impegno e il ruolo del CESE nel promuovere e nell'alimentare il dialogo su temi sociali urgenti. 

Appalti pubblici / Imprese dell'economia sociale

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Il 20 settembre il Comitato economico e sociale europeo (CESE) e il Consiglio economico, sociale e culturale (ECOSOCC) dell'Unione africana hanno presentato una dichiarazione congiunta al Vertice del Futuro, organizzato dalle Nazioni Unite a New York, sottolineando il ruolo cruciale della società civile nell'affrontare le sfide globali e nel promuovere lo sviluppo sostenibile.

Il 20 settembre il Comitato economico e sociale europeo (CESE) e il Consiglio economico, sociale e culturale (ECOSOCC) dell'Unione africana hanno presentato una dichiarazione congiunta al Vertice del Futuro, organizzato dalle Nazioni Unite a New York, sottolineando il ruolo cruciale della società civile nell'affrontare le sfide globali e nel promuovere lo sviluppo sostenibile.

La dichiarazione congiunta, formulata nel quadro del memorandum d'intesa tra CESE e ECOSOCC, delinea una visione condivisa per un mondo più giusto, più inclusivo e più equo. Il partenariato tra il CESE e l'ECOSOCC mira a ispirare nuove alleanze e iniziative.

Il Presidente Röpke ha dichiarato: "Questa dichiarazione rappresenta molto più di semplici parole; è un forte impegno a favore dei nostri valori condivisi di democrazia, inclusività e sostenibilità. Di fronte all'urgenza delle sfide globali, abbiamo bisogno di un multilateralismo più solido, che ponga al centro un reale coinvolgimento della società civile".

La dichiarazione congiunta mette in evidenza la necessità di:

  • accelerare i progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), raccomandando a tal fine l'adozione di una strategia globale mirata;
  • promuovere una transizione equa verso la neutralità climatica, sottolineando l'importanza di garantire un lavoro dignitoso ed eliminare la povertà nel passaggio ad economie climaticamente neutre;
  • realizzare una riforma finanziaria globale del sistema finanziario mondiale, per favorire più efficacemente lo sviluppo sostenibile, in particolare nei paesi vulnerabili;
  • adottare politiche attente alla dimensione di genere, che sollecitino iniziative inclusive sotto il profilo del genere nell'azione per il clima e nei programmi di sviluppo;
  • attribuire alla società civile un ruolo centrale nella riforma della governance globale, compresa la riforma degli organi decisionali delle Nazioni Unite;
  • coinvolgere i giovani e promuovere l'innovazione digitale come fattori fondamentali della futura governance globale.

Il partenariato tra il CESE e l'ECOSOCC è stato formalizzato con la firma di un memorandum d'intesa il 17 luglio 2024 ad Accra (Ghana), il quale rafforza la cooperazione su questioni chiave quali lo sviluppo sostenibile, l'azione per il clima e il coinvolgimento della società civile. Definisce azioni che comprendono riunioni periodiche, contributi congiunti ai vertici Unione europea-Unione africana e la creazione di un meccanismo permanente di partecipazione della società civile.

La collaborazione rispecchia l'impegno di entrambe le istituzioni a promuovere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite e una governance inclusiva. Ponendo l'accento sul rafforzamento del ruolo della società civile nel partenariato UE-Africa, il memorandum d'intesa sottolinea la necessità di soluzioni comuni alle sfide globali, compresi i cambiamenti climatici e la resilienza democratica.

Il CESE e l'ECOSOCC mirano a responsabilizzare la società civile in tutta l'Africa. (at)

In questo numero:

  • Sandra Parthie: Un'IA "made in Europe" è possibile, ma bisogna lavorarci
  • Alexandra Borchardt: Un giornalismo in cui avere fiducia nell'epoca dell'IA generativa
  • Lukaš Diko: Uccidere i giornalisti non metterà a tacere la verità
  • Premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo: promuovere un giornalismo di eccellenza

Estensione del regime di equivalenza per le importazioni di materiali forestali di moltiplicazione

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Lotta alla contraffazione

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Da impianti di rifiuti a impianti di risorse

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