Le organizzazioni della società civile sono il primo interlocutore di riferimento in tempi di crisi e possono aiutare l'UE a restare unita

Nella loro riunione annuale, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) e i consigli economici e sociali nazionali dell'UE hanno discusso dell'integrazione delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina, dell'autonomia strategica aperta dell'UE e del rafforzamento del ruolo del CESE a seguito della Conferenza sul futuro dell'Europa.

La società civile organizzata europea può e deve contribuire a dare una risposta efficace alle sfide geopolitiche poste attualmente all'UE, quali l'integrazione delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina e la necessità di autonomia strategica.

Sono questi i messaggi principali emersi dalla riunione annuale dei presidenti e dei segretari generali del CESE e dei consigli economici e sociali nazionali dell'UE, ospitata dal CES rumeno a Bucarest il 9 e 10 novembre 2022.

Facendo riferimento al fondamentale lavoro svolto sul campo dalle organizzazioni della società civile, la Presidente del CESE Christa Schweng ha dichiarato: La società civile è in grado di informare i responsabili politici e i cittadini su ciò che funziona bene, ma anche sulle carenze e sui pericoli. In tempi di crisi, è il primo interlocutore di riferimento. Quando è scoppiata la guerra, ha mobilitato le sue organizzazioni con la massima rapidità per aiutare i più vulnerabili.

Sulla stessa linea Bogdan Simion, presidente del Consiglio economico e sociale rumeno, sottolineando che le organizzazioni della società civile romena sono in prima linea nella recente crisi dei rifugiati e che l'UE non deve mai perdere di vista i suoi valori fondamentali quali l'unità e la solidarietà, soprattutto quando si trova di fronte a questioni che possono essere fonte di divisioni.

Nel corso della riunione si è sottolineata l'urgente necessità di adottare misure per dare priorità alla ripresa dell'UE, attenuare l'impatto economico e sociale della guerra in Ucraina, garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico a costi accessibili e migliorare la sicurezza alimentare dell'UE.

L'invasione militare dell'Ucraina da parte della Federazione russa ha aggravato la crisi energetica in Europa e nel mondo, rendendo ancor più necessaria un'autonomia strategica aperta dell'UE nel settore dell'energia.

Ciò significa rafforzare la sovranità dell'UE, ridurre al minimo la dipendenza dell'Unione da fornitori inaffidabili o da Stati che non condividono i valori dell'UE e garantire la sicurezza dell'approvvigionamento a un costo "il più possibile accessibile" per i consumatori e le imprese.

La disponibilità di alimenti non è attualmente problematica nell'Unione europea, ma a causa dell'impennata dei prezzi dei prodotti agricoli l'accessibilità economica dei prodotti alimentari si sta facendo difficile, soprattutto per le famiglie a basso reddito.

È quindi importante investire in sistemi alimentari dell'UE più diversificati (agricoltura biologica, punti di vendita diretta, agricoltura urbana e sostegno all'approccio "il locale per il locale"), nelle filiere corte e nella gestione intelligente delle scorte alimentari.

Le organizzazioni della società civile europea sono in prima linea nell'affrontare le esigenze di integrazione delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina e hanno contribuito in modo determinante a fornire un aiuto pratico per affrontare le conseguenze umanitarie, sociali ed economiche della guerra sui rifugiati in tutta Europa, in particolare nei paesi più direttamente interessati come Polonia, Romania, Ungheria e Germania.

Per migliorare i contatti con i cittadini europei e coinvolgere la società civile nel processo legislativo dell'UE, rimane essenziale una forte democrazia partecipativa nel processo decisionale dell'UE: le organizzazioni della società civile sono attive sul campo e possono segnalare ciò che funziona e ciò che non funziona.

Riconoscendone il significativo contributo, la relazione finale della Conferenza sul futuro dell'Europa fa esplicito riferimento all'importanza della società civile organizzata nell'architettura della democrazia europea e raccomanda di "rafforzare il profilo istituzionale del CESE e di conferirgli il ruolo di facilitatore e garante delle attività di democrazia partecipativa".

Per ulteriori informazioni sulla riunione annuale consultare il sito web del CESE.

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  • Civil society organisations are the first port of call in times of crisis and can help the EU stick together

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