European Economic
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Il CESE valuta la "terza via" dell'Europa alla digitalizzazione
Con la dichiarazione sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale e la normativa sui dati, l'UE compie oggi due nuovi passi avanti verso la creazione di uno spazio digitale che metta al centro le persone: questo il messaggio chiave messo in evidenza in un dibattito tenutosi alla sessione plenaria di giugno del CESE.
Alla sessione plenaria del 15 giugno del CESE si è tenuto un dibattito sul tema dei diritti e principi digitali con il Professor Andrea Renda, ricercatore senior e responsabile della Governance globale, della regolamentazione, dell'innovazione e dell'economia digitale presso il CEPS (Centro per gli studi politici europei). Il dibattito si è svolto in occasione dell'adozione dei pareri del CESE relativi al progetto di Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale e alla normativa sui dati.
Il Prof. Renda ha espresso il suo appoggio sia alla dichiarazione che alla normativa poiché, a suo parere, si tratta di due ulteriori tessere che vanno a completare il mosaico del sistema di regolamentazione dell'UE: quest'ultimo rappresenta un'alternativa al sistema degli Stati Uniti, dominato da una gestione privata guidata da grandi e potenti società, ma anche al sistema cinese controllato dallo Stato, dove i dati acquisiti da colossi tecnologici si sono trasformati in uno strumento per effettuare una sorveglianza governativa di massa.
"Abbiamo in mente i concetti di protezione e di sicurezza" - ha aggiunto - "che richiedono non solo un maggior numero di individui e di società private responsabili, ma anche governi più lucidi e più forti, che dispongano degli strumenti per accertare quello che effettivamente è protetto e sicuro e quello che invece è sul punto di evolvere verso qualcosa che non lo è". "E parliamo inoltre di sostenibilità, non solo ambientale, ma sempre di più anche economica e sociale, perché il modello che abbiamo visto utilizzare fino ad oggi è insostenibile sul piano sia economico che sociale".
"L'impegno dell'UE al rispetto dei diritti e dei principi digitali è della massima importanza per affrontare il divario digitale tuttora prevalente, soprattutto in termini di accesso ai servizi pubblici e privati online per le fasce di popolazione più anziane e per chi vive nelle aree rurali," ha affermato Philip von Brockdorff, relatore del parere del CESE sul progetto di dichiarazione.
Ha poi sottolineato che la dichiarazione dovrebbe avere un'utilità per lo sviluppo sostenibile non solo in relazione all'ambiente, ma anche per quel che riguarda la sostenibilità sociale, riducendo al minimo l'impatto nocivo delle tecnologie digitali e massimizzando i loro effetti positivi sull'economia e la società.
Nel presentare il parere del CESE sulla normativa sui dati, il relatore Marinel Dănuț Muresan ha messo l'accento sulla necessità di affrontare le legittime preoccupazioni della società civile: "La sicurezza dei cittadini dell'UE è un tema importantissimo. L'accesso ai dati deve essere consentito a tutti i soggetti interessati. Dobbiamo creare centri di dati che rispettino le norme in materia di cibersicurezza, garantire una formazione professionale continua a tutti coloro che lavorano al trattamento dei dati e un accesso equo a tutte le parti interessate, in particolare alle PMI." (dm)