The EESC issues between 160 and 190 opinions and information reports a year.
It also organises several annual initiatives and events with a focus on civil society and citizens’ participation such as the Civil Society Prize, the Civil Society Days, the Your Europe, Your Say youth plenary and the ECI Day.
Here you can find news and information about the EESC'swork, including its social media accounts, the EESC Info newsletter, photo galleries and videos.
The EESC brings together representatives from all areas of organised civil society, who give their independent advice on EU policies and legislation. The EESC's326 Members are organised into three groups: Employers, Workers and Various Interests.
The EESC has six sections, specialising in concrete topics of relevance to the citizens of the European Union, ranging from social to economic affairs, energy, environment, external relations or the internal market.
Nella sessione plenaria di aprile del Comitato economico e sociale europeo, Maive Rute, direttrice generale aggiunta della DG Mercato interno della Commissione, e Oliver Röpke, Presidente del CESE, hanno sottolineato che il rafforzamento della competitività dell'UE è fondamentale per aumentare la crescita e il benessere della nostra economia e della nostra società.
Adottati on 24/04/2024 - Bureau decision date: 13/02/2024
Con il declino della democrazia in tutti i paesi del mondo, il proliferare della disinformazione e il crescente malcontento per l'aumento dell'inflazione e l'incombente minaccia della guerra, nelle elezioni del nuovo Parlamento europeo la posta in gioco è molto alta.
Estratto di un'intervista di Yrittäjä – rivista della Federazione delle imprese finlandesi – al presidente del gruppo Datori di lavoro Stefano Mallia
Le elezioni europee sono ormai alle porte. In giugno i cittadini degli Stati membri dell'UE eleggeranno i propri rappresentanti al Parlamento europeo, che saranno in carica per i prossimi cinque anni. E, quando a Stefano Mallia, presidente del gruppo Datori di lavoro del CESE, si chiede quale sia la principale sfida che gli imprenditori europei dovranno affrontare in questo quinquennio, la sua risposta non si fa attendere.
Estratto di un'intervista di Yrittäjä – rivista della Federazione delle imprese finlandesi – al presidente del gruppo Datori di lavoro Stefano Mallia
Le elezioni europee sono ormai alle porte. In giugno i cittadini degli Stati membri dell'UE eleggeranno i propri rappresentanti al Parlamento europeo, che saranno in carica per i prossimi cinque anni. E, quando a Stefano Mallia, presidente del gruppo Datori di lavoro del CESE, si chiede quale sia la principale sfida che gli imprenditori europei dovranno affrontare in questo quinquennio, la sua risposta non si fa attendere.
"La transizione verde", risponde senza esitazioni.
E, per garantire la transizione verso un'economia e una crescita più sostenibili dal punto di vista ambientale, secondo Mallia è importante fare in modo che le imprese possano prosperare.
"La transizione verde", spiega, "deve essere realizzata in modo tale da consentire la creazione e la crescita delle imprese. Quando le imprese vanno bene, ne trae vantaggio l'intera società. Le imprese creano posti di lavoro e generano gettito fiscale per la collettività."
Ridurre drasticamente gli adempimenti burocratici
Da alcuni anni a questa parte, una delle battaglie principali del gruppo Datori di lavoro del CESE è quella per contribuire a ridurre in modo significativo gli oneri amministrativi a carico delle imprese. Mallia osserva che è importante che la Commissione comprenda, tra le altre cose, che gli ampi obblighi di comunicazione che oggi gravano sulle PMI devono essere aboliti.
"Nell'elaborare una nuova normativa", avverte, "è essenziale tenere conto della necessità di non pesare sulla competitività delle imprese. Occorre assicurarsi che esse possano crescere."
L'importanza del voto alle elezioni europee
Pur riconoscendo che l'Unione europea si trova ad affrontare una serie di sfide e di problemi, Mallia ritiene che, nel complesso, l'Unione abbia ottenuto risultati considerevoli.
"Gli imprenditori", osserva, "dovrebbero votare in modo tale da garantire che nel Parlamento europeo siedano persone che guardano alle imprese e agli imprenditori. Se non andiamo a votare, lasciamo che a decidere siano gli altri. Votare alle elezioni europee può inoltre impedire agli estremisti di accrescere la loro influenza o prendere il potere."
Il testo completo dell'intervista è disponibile qui.
A quasi due mesi dalle prossime elezioni europee, la questione della disinformazione sta diventando sempre più importante nella vita politica europea a causa dell'influenza nefasta che essa potrebbe avere sui risultati elettorali.
A quasi due mesi dalle prossime elezioni europee, la questione della disinformazione sta diventando sempre più importante nella vita politica europea a causa dell'influenza nefasta che essa potrebbe avere sui risultati elettorali.
Da anni le conseguenze negative della disinformazione sono fonte di preoccupazione per il pubblico in generale, e per i politici in particolare. La società democratica e il nostro stile di vita cosmopolita sono messi in discussione. L'estrema destra, altre forze estremiste in Europa e regimi autocratici di paesi terzi stanno costruendo alleanze per condurre campagne di disinformazione volte a minare il progetto europeo, e per farlo utilizzano i social media e gli algoritmi, facendo della tecnologia il principale strumento di questa campagna malevola.
È necessaria una strategia multifattoriale per proteggere la democrazia e neutralizzare la disinformazione, e la tecnologia esistente può aiutarci a contrastarla con successo. È fondamentale che i tre settori della lotta in ambito digitale - disinformazione, minacce ibride e cibersicurezza - siano uniti in modo efficace, creando sinergie e rafforzando la sicurezza, nel rispetto dello Stato di diritto.
È altresì essenziale regolamentare la creazione e il funzionamento degli algoritmi, affinché le persone possano decidere se accettare o rifiutare determinate caratteristiche algoritmiche, e trovare il giusto equilibrio tra i diritti fondamentali delle persone da un lato e i diritti di proprietà intellettuale delle imprese dall'altro. Tuttavia, è inaccettabile che le imprese tecnologiche traggano profitto dalla manipolazione e dall'incitamento all'odio. Gli interessi privati non possono prevalere sull'interesse pubblico.
È essenziale che informazioni pubbliche, pluralistiche e indipendenti in tutte le lingue dell'UE presentino fatti indiscutibili relativi alla promozione dell'informazione nazionale, regionale e locale negli Stati membri.
All'ordine del giorno vi è la creazione di un canale di informazione pubblico europeo, disponibile su diverse piattaforme, con un serio impegno a mantenere la propria indipendenza editoriale, che consenta ai cittadini europei di accedere alle informazioni di cui hanno bisogno per compiere scelte consapevoli. Classificare il giornalismo come bene pubblico europeo, come proposto dall'UNESCO, e rafforzare i modi e gli strumenti di difesa dei giornalisti sono misure certamente necessarie.
Per quanto riguarda l'alfabetizzazione e la responsabilizzazione del pubblico, è essenziale seguire l'ottimo esempio dell'iniziativa finlandese tesa a promuovere il pensiero creativo dei cittadini. A tal fine sono necessarie misure atte a fornire strumenti per promuovere l'alfabetizzazione mediatica, culturale e democratica a tutti i livelli di istruzione, rivolti a tutte le fasce di età e a tutte le minoranze.
La democrazia è il governo del popolo da parte del popolo e il modo migliore per proteggerla è che il popolo esprima il suo forte desiderio di vivere in una democrazia!
Il modello sociale europeo - attraverso l'inclusione e la coesione a livello sociale e regionale, l'uguaglianza e la solidarietà - è il modo più efficace (e più razionale) per far sentire ai cittadini che il loro benessere generale va di pari passo con la democrazia e quindi per predisporli a combattere la disinformazione.
Per proteggere la democrazia è urgente adottare un approccio più approfondito, una strategia d'insieme e una migliore regolamentazione europea delle molteplici dimensioni di questo fenomeno. Tutti questi aspetti sono trattati nel parere TEN/830.
Nella nostra rubrica "Io vado a votare, e tu?" pubblichiamo un articolo di Mihály Hardy, giornalista ungherese e caporedattore di Klubrádió, che ci dà un'idea del clima preelettorale in Ungheria. Klubrádió è l'ultima importante stazione radiofonica indipendente del paese, che trasmette notizie 24 ore su 24, tutti i giorni, e presenta analisi di fondo su temi di attualità e cultura. La radio si è vista ritirare le frequenze dall'autorità governativa per i media, ma è riuscita a sopravvivere grazie alla sua popolarità e al crowdfunding.
Nella nostra rubrica "Io vado a votare, e tu?" pubblichiamo un articolo di Mihály Hardy, giornalista ungherese e caporedattore di Klubrádió, che ci dà un'idea del clima preelettorale in Ungheria. Klubrádió è l'ultima importante stazione radiofonica indipendente del paese, che trasmette notizie 24 ore su 24, tutti i giorni, e presenta analisi di fondo su temi di attualità e cultura. La radio si è vista ritirare le frequenze dall'autorità governativa per i media, ma è riuscita a sopravvivere grazie alla sua popolarità e al crowdfunding.
In un parere adottato nella sessione plenaria di marzo, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sottolinea che l'energia eolica è una componente fondamentale della transizione verde, ed evidenzia la necessità di ampliare e modernizzare le reti energetiche, di introdurre criteri socio-ambientali nelle aste e di garantire un'ampia partecipazione dei cittadini.