In seguito al tradimento dell'America, l'Europa è posta di fronte a una scelta molto chiara: o difendere l'Ucraina oggi come se dovesse difendere sé stessa, o affrontare l'esercito russo domani sul proprio territorio. Combattere non sarà facile, ma nessuna battaglia è persa prima ancora che abbia inizio. Resta da vedere quanti tra gli europei saranno al nostro fianco, scrive la nostra ospite a sorpresa, la giornalista ucraina Tetyana Ogarkova.

In seguito al tradimento dell'America, l'Europa è posta di fronte a una scelta molto chiara: o difendere l'Ucraina oggi come se dovesse difendere sé stessa, o affrontare l'esercito russo domani sul proprio territorio. Combattere non sarà facile, ma nessuna battaglia è persa prima ancora che abbia inizio. Resta da vedere quanti tra gli europei saranno al nostro fianco, scrive la nostra ospite a sorpresa, la giornalista ucraina Tetyana Ogarkova.

Tetyana Ogarkova è una giornalista e saggista ucraina, specialista di letteratura. Vive a KievÈ responsabile del dipartimento internazionale dell'Ukraine Crisis Media Center e co-conduttrice del podcast "Explaining Ukraine". È anche docente all'Università Mohyla di Kiev e ha conseguito un dottorato in letteratura all'Università di Parigi-XII Val-de-Marne. 

Investimenti e riforme per la competitività e creazione di un'Unione dei mercati dei capitali

Document Type
AS

Misure per un'economia europea resiliente, coesa e inclusiva

Document Type
AS

Proposte di riforma e investimento nell'ambito del ciclo del semestre europeo 2024-2025

Document Type
AS

Flessibilità/2025 - Obiettivi in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni di nuova immatricolazione

Document Type
PAC

Elena Calistru, membro del CESE, relatrice del parere Ridurre le crisi - Misure per un'economia europea resiliente, coesa e inclusiva, parla degli imperativi economici della costruzione di un'economia che protegge i cittadini e le imprese dalle turbolenze economiche e dalle gravi crisi del costo della vita.

Elena Calistru, membro del CESE, relatrice del parere Ridurre le crisi - Misure per un'economia europea resiliente, coesa e inclusiva, parla degli imperativi economici della costruzione di un'economia che protegge i cittadini e le imprese dalle turbolenze economiche e dalle gravi crisi del costo della vita.

di Daniela Vancic

L'ICE è davvero unica: in nessuna parte del mondo esiste un altro strumento che consenta ai cittadini di avere un impatto diretto sulla legislazione. Essa però non ha ancora ottenuto il giusto riconoscimento atteso da tempo, come spiega Daniela Vancic, responsabile delle attività politiche e di sensibilizzazione per l'Europa presso Democracy International, che condivide con noi tre idee per rendere l'ICE più incisiva.

di Daniela Vancic

L'ICE è davvero unica: in nessuna parte del mondo esiste un altro strumento che consenta ai cittadini di avere un impatto diretto sulla legislazione. Essa però non ha ancora ottenuto il giusto riconoscimento atteso da tempo, come spiega Daniela Vancic, responsabile delle attività politiche e di sensibilizzazione per l'Europa presso Democracy International, che condivide con noi tre idee per rendere l'ICE più incisiva.

L'iniziativa dei cittadini europei (ICE) è uno degli strumenti democratici più potenti esistenti nell'UE, secondo solo alle elezioni europee. Coinvolgendo oltre 20 milioni di cittadini nei suoi 13 anni di esistenza, l'ICE si è dimostrata una piattaforma di partecipazione essenziale. Nonostante il suo potenziale, tuttavia, l'ICE raramente ottiene il riconoscimento che merita.

Vi spiego perché l'ICE è importante, e propongo tre idee per renderla ancora più incisiva.

Il ruolo dell'ICE in un mondo polarizzato

Che cos'è che rende l'ICE veramente unica? Non esiste alcuno strumento simile in nessuna parte del mondo. L'ICE consente ai cittadini di influenzare direttamente la legislazione, a patto di ottenere sostegno in almeno sette Stati membri dell'UE. In un momento in cui la polarizzazione politica è in aumento, l'ICE funge da ponte vitale tra i cittadini e i responsabili politici, promuovendo la collaborazione, creando collegamenti e favorendo un cambiamento reale.

Essenzialmente, il fine dell'ICE è quello di ispirare le persone a partecipare alla definizione delle politiche associando gruppi diversi, stimolando il dibattito pubblico e fungendo da cassa di risonanza sulla scena europea. Ad esempio, l'iniziativa La mia voce, la mia scelta, che ha recentemente raccolto oltre un milione di firme, ha mobilitato una rete di attivisti, organizzazioni e personalità pubbliche (comprese personalità internazionali come Barack Obama) e ha suscitato una discussione più generale sui valori fondamentali. Questo tipo di mobilitazione crea un valore duraturo tanto per la democrazia quanto per la causa in questione.

Un'azione tempestiva è fondamentale

L'ICE ha un potenziale democratico enorme, ma perché possa esprimerlo pienamente è essenziale un'azione tempestiva da parte delle istituzioni dell'UE. Sebbene alcune iniziative, come la campagna End the Cage Age (Basta animali in gabbia), abbiano portato a cambiamenti concreti nelle politiche dell'UE, vi è spesso un notevole ritardo tra il sostegno dei cittadini a un'ICE e il relativo seguito legislativo. Questo iato può essere frustrante sia per i cittadini che per la società civile, che rischiano di perdere fiducia nel processo.

Per mantenere vivo lo slancio, l'UE dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di dare la precedenza alle ICE che ricevono un larghissimo sostegno da parte dei cittadini. Sebbene legiferare nell'UE richieda tempo, le ICE che godono di un sostegno chiaro e molto esteso dovrebbero essere trattate con solerzia e attenzione particolari. I cittadini dovrebbero poter vedere le loro idee trasformate rapidamente in azioni, e l'ICE dovrebbe diventare, oltre a uno strumento di influenza, il catalizzatore di un cambiamento tempestivo.

Il ruolo delle organizzazioni della società civile nel promuovere riforme in Europa

Le organizzazioni della società civile sono sempre state al centro dell'ICE, mobilitando i cittadini e sensibilizzando in merito al suo potenziale. Fin dall'inizio, organizzazioni come Democracy International hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo e al sostegno dell'ICE. Il ruolo della società civile, tuttavia, non si ferma qui.

Queste organizzazioni devono continuare a promuovere riforme in grado di rafforzare l'ICE in quanto strumento democratico. Ad esempio, attraverso l'ICE dovrebbe essere possibile proporre modifiche ai Trattati dell'UE, una capacità che è ancora fuori portata ma che potrebbe avere un impatto profondo sul futuro dell'Europa. Le discussioni sulla riforma dei Trattati sono in divenire, e un'idea sempre più condivisa è quella secondo cui l'UE ha bisogno di un trattato idoneo ad affrontare le sfide e le opportunità del nostro tempo. È quindi più che mai importante ampliare il raggio d'azione dell'ICE per garantire che i cittadini abbiano voce in capitolo.

L'ICE come fonte di ispirazione per le politiche

È necessario che l'ICE possa puntare più in alto. Un'idea per permettere all'ICE di esprimere appieno il suo potenziale consiste nel prendere in considerazione le ICE anche quando esse non soddisfano i criteri ufficialmente previsti. Non tutte le grandi idee raggiungeranno la soglia di un milione di firme, ma ciò non significa che non valga la pena prenderle in considerazione. La gestione di una campagna ICE non è un'impresa semplice, soprattutto quando comporta impegnarsi al di là delle frontiere, in molteplici lingue e in svariati paesi. Tuttavia, alcune delle idee migliori potrebbero non disporre delle risorse necessarie per raggiungere l'alta soglia necessaria a decretare il successo di un'ICE.

Ad esempio, l'ICE per la legge sulla tariffa unica per le comunicazioni del 2012 non è "riuscita" secondo la definizione standard, ma ha ispirato la politica del roaming a tariffa nazionale, entrata in vigore cinque anni dopo, a vantaggio di milioni di europei che ora, quando si recano in un altro paese dell'UE, possono usufruire gratuitamente del roaming anche per i dati. Ciò dimostra che anche le ICE che non raccolgono un numero sufficiente di adesioni possono innescare cambiamenti politici. L'UE dovrebbe essere disponibile a prendere in considerazione tutte le idee proposte dai cittadini, anche quelle che non raggiungono la soglia di un milione di adesioni, e a utilizzarle come fonte di ispirazione per la futura legislazione.

Punti fermi principali

L'ICE è uno strumento estremamente prezioso per rafforzare la democrazia in Europa, soprattutto in un momento in cui i valori democratici sono minacciati in tutto il mondo. Consente ai cittadini di portare le loro idee sulla scena europea, mobilitando il sostegno pubblico e generando un impatto significativo. A oltre dieci anni dalla sua introduzione, è giunto il momento di riflettere su come potenziare questo strumento unico e creare un legame più forte e diretto tra i cittadini e le istituzioni.

Con il costante sostegno della società civile, l'ICE può contribuire a costruire un'Unione europea più partecipativa e reattiva, consolidando il suo ruolo di leader mondiale della democrazia.

Daniela Vancic è responsabile delle attività politiche e di sensibilizzazione per l'Europa presso Democracy International, organizzazione nella quale è attiva dal 2017 per sostenere la democrazia partecipativa e diretta. Con oltre dieci anni di esperienza nei processi di partecipazione civica, è una esperta riconosciuta dell'ICE. Nel 2022 è stata tra i curatori del volume Complementary Democracy: The Art of Deliberative Listening [Democrazia complementare – L'arte dell'ascolto deliberativo].

A cura di Elena Calistru

L'architettura economica europea è stata messa a dura prova dalle recenti crisi, e l'onere più gravoso è sopportato dai cittadini. Il nostro parere sul tema Superare le crisi offre un modello per un'economia che protegge i cittadini e le imprese, piuttosto che sottoporli a turbolenze economiche.

A cura di Elena Calistru

L'architettura economica europea è stata messa a dura prova dalle recenti crisi, e l'onere più gravoso è sopportato dai cittadini. Il nostro parere sul tema Superare le crisi offre un modello per un'economia che protegge i cittadini e le imprese, piuttosto che sottoporli a turbolenze economiche.

Sono in evidenza tre imperativi economici:

In primo luogo, le previsioni economiche devono passare dall'analisi retrospettiva all'intervento predittivo. Quando l'inflazione si impenna, i suoi effetti si ripercuotono sulle famiglie prima che sulle rilevazioni economiche. Abbiamo bisogno di sofisticati sistemi di diagnosi precoce, in grado di individuare strozzature nell'approvvigionamento e anomalie nella trasmissione dei prezzi, prima di tradursi in bollette di riscaldamento e generi alimentari inaccessibili. Le famiglie più vulnerabili agli shock economici sono proprio quelle con la minore capacità di assorbire tali shock, una realtà che impone di eseguire una mappatura dettagliata delle vulnerabilità per garantire una protezione mirata.

In secondo luogo, la capacità di bilancio deve passare dalla risposta di emergenza alla stabilizzazione integrata. Lo strumento NextGenerationEU ha suscitato grande impressione, ma era uno strumento di emergenza. Meccanismi permanenti di stabilizzazione del bilancio con il controllo della società civile garantirebbero che le risposte alle crisi proteggano le persone più a rischio. Quando la governance economica ignora gli effetti distributivi, la tensione che ne deriva a livello sociale compromette proprio la resilienza che cerchiamo di costruire. Le condizionalità sociali nei finanziamenti dell'UE non dovrebbero essere considerate ostacoli burocratici, bensì potrebbero garantire che la crescita economica si traduca in un miglioramento del tenore di vita per tutti.

In terzo luogo, l'integrazione dei mercati deve accelerare là dove è più importante per i consumatori. Costi energetici ben maggiori di quelli dei concorrenti non si riflettono solo sugli indicatori macroeconomici, ma anche sulle bollette mensili a carico delle famiglie in tutta Europa. Gli investimenti strategici nelle infrastrutture transfrontaliere e nell'integrazione del mercato dell'energia non sono solo obiettivi economici astratti, ma un sostegno tangibile per le famiglie e le imprese che subiscono pressioni in termini di costo della vita.

Elaborare la politica economica senza il contributo della società civile è come navigare senza conoscere le zone che si attraversano, tecnicamente possibile ma poco avveduto sul piano pratico. Quando le politiche sono concepite con la piena partecipazione di coloro che ne subiranno le conseguenze, esse producono sempre risultati migliori. Tali consultazioni non devono essere mere formalità; bisogna mettere in azione l'intelligenza collettiva della società civile organizzata durante l'intero ciclo politico.

In Europa occorre modernizzare, e non già abbandonare, la nostra competitiva economia sociale di mercato. La scelta tra competitività e protezione dei cittadini è promossa da coloro che hanno un'immaginazione economica limitata. Le sfide future richiedono una creatività istituzionale che ponga la resilienza economica e il benessere delle persone al centro della governance economica dell'Europa.

L'iniziativa dei cittadini europei, pur essendosi dimostrata uno strumento efficace per aumentare la partecipazione delle persone alla vita politica dell'UE, va tuttavia rafforzata per evitare il rischio che le istituzioni dell'UE siano percepite come lontane dal comune cittadino.

L'iniziativa dei cittadini europei, pur essendosi dimostrata uno strumento efficace per aumentare la partecipazione delle persone alla vita politica dell'UE, va tuttavia rafforzata per evitare il rischio che le istituzioni dell'UE siano percepite come lontane dal comune cittadino.

L'iniziativa dei cittadini europei (ICE), che è un meccanismo partecipativo dell'UE concepito per rafforzare la democrazia diretta, consente ai cittadini europei (previa raccolta di almeno un milione di firme, con un numero minimo specifico di firmatari in almeno sette Stati membri) di chiedere alla Commissione europea di proporre un atto legislativo in un settore la cui competenza è stata trasferita dagli Stati membri all'UE.

Dal 2012, cioè quando è stato varato il meccanismo dell'ICE, la Commissione europea ha registrato 119 iniziative e i loro organizzatori hanno complessivamente raccolto circa 20 milioni di firme. Finora sono state considerate valide 11 iniziative e la Commissione ha già fornito una risposta a 10 di esse.

La Giornata dell'ICE, organizzata ogni anno dal Comitato economico e sociale europeo (CESE), rappresenta un consesso e una piattaforma importanti in cui gli organizzatori delle ICE già registrate (o di quelle future) e i portatori di interessi possono scambiarsi informazioni, raccontare le loro esperienze e presentare la propria ICE e le proprie attività al pubblico.

Quest'anno la Giornata dell'ICE si è tenuta il 18 marzo, nel quadro della Settimana della società civile.

"L'UE dovrebbe compiere altri passi verso la democrazia partecipativa allo scopo di completare la democrazia rappresentativa. L'iniziativa dei cittadini europei (ICE) è il primo strumento di democrazia partecipativa a livello transnazionale ", ha dichiarato il vicepresidente del CESE responsabile della Comunicazione Laurenţiu Plosceanu.

Secondo la Mediatrice europea Teresa Anjinho, l'ICE è uno strumento potente, ma non ha sfruttato tutte le sue potenzialità. "Dobbiamo migliorare la comunicazione sulle sue finalità e sul suo funzionamento. Occorre intensificare le campagne di sensibilizzazione affinché le persone siano pienamente informate su ciò che un'ICE può – o non può – ottenere e possano quindi agire di conseguenza. Per permettere all'ICE di continuare ad essere uno strumento utile, sono necessarie trasparenza, onestà e comunicazione. Se non riusciamo nel nostro intento, non saremo in grado di mantenere la fiducia in questo strumento, e neanche nel futuro dell'Unione europea", ha dichiarato Anjinho.

Durante la Giornata dell'ICE sono state presentate nove iniziative, tra cui quelle riguardanti l'accesso all'acqua, la sicurezza alimentare, l'aborto, i diritti LGBTQ+, la priorità alla ristrutturazione degli edifici rispetto alla loro demolizione, la protezione dello stato funzionale dei videogiochi, un nuovo sistema per ridurre le emissioni attraverso i crediti di carbonio (Air-Quotas) e nuove norme sanitarie per l'uso dei psicostimolanti a fini terapeutici.

In risposta agli inviti ad assicurare un finanziamento per le iniziative ICE, Adriana Mungiu, responsabile del team ICE presso il Segretariato generale della Commissione, ha esortato gli attivisti a non rimanere in attesa di nuovi stanziamenti di bilancio, peraltro assai lontani dal concretizzarsi, dedicati esclusivamente alle ICE. Ha invece loro raccomandato di attingere in misura maggiore ai fondi disponibili nell'attuale bilancio dell'UE, anche quelli compresi nei capitoli di spesa dedicati al coinvolgimento e alla partecipazione dei cittadini. (at)