European Economic
and Social Committee
Editoriale
Un anno di progressi e di speranze positive: riflessioni del presidente Oliver Röpke
Con il 2024 che volge al termine, vorrei condividere qualche riflessione su quello che è stato un anno di risultati significativi per il Comitato economico e sociale europeo (CESE). Insieme siamo riusciti a dare più voce alla società civile, a rafforzare i principi democratici e a promuovere la sostenibilità in Europa e nel mondo.
Una delle realizzazioni di cui siamo più fieri è stata l'iniziativa dei membri di paesi candidati all'adesione, che consente di coinvolgere rappresentanti di tali paesi nei processi consultivi del CESE. Questa iniziativa rappresenta una conferma del nostro impegno a favore di un processo di allargamento trasparente e fondato sul merito, che prepari i futuri Stati membri a partecipare pienamente alla definizione dell'UE.
Abbiamo ampliato i partenariati globali mediante la firma di un memorandum d'intesa con il Consiglio per lo sviluppo economico e sociale sostenibile del Brasile, che ci ha permesso di rafforzare la cooperazione in materia di sviluppo sostenibile e democrazia, come è stato evidenziato durante i miei incontri con il Presidente Lula da Silva . Al vertice sociale del G20 di Rio de Janeiro, il CESE ha svolto un ruolo centrale, propugnando, insieme al Presidente Lula e al governo brasiliano, la riforma della governance e il rafforzamento della protezione sociale. Inoltre, il nostro partenariato con l'Unione africana, formalizzato attraverso una dichiarazione congiunta in occasione del vertice delle Nazioni Unite sul futuro, ha posto l'accento sulla governance globale inclusiva e su un'azione equa per il clima. Queste iniziative su scala mondiale evidenziano la crescente influenza del CESE nella gestione delle sfide comuni.
In Europa, la Settimana della società civile ha dimostrato l'importanza del coinvolgimento dal basso nella definizione del futuro dell'UE. In occasione del Forum ad alto livello sull'allargamento abbiamo ribadito che questo processo riguarda non solo l'ampliamento delle frontiere ma anche l'approfondimento dei valori condivisi. Gli incontri con leader come il primo ministro albanese Edi Rama si sono incentrati sull'importanza di assicurare che la società civile svolga un ruolo centrale nei negoziati di adesione all'UE. Questi sforzi, che permettono di gettare le basi per i lavori della prossima presidenza polacca dell'UE, sono stati integrati da discussioni sulla trasformazione digitale, in occasione della riunione dell'Ufficio di presidenza del CESE a Varsavia, con l'obiettivo di allineare i progressi tecnologici ai valori europei di equità e giustizia.
Guardando al 2025, la nostra attenzione rimane concentrata sul rafforzamento della democrazia partecipativa, sulla promozione della giustizia sociale e sulla risposta alle sfide globali, come i cambiamenti climatici e la digitalizzazione. Il CESE continuerà a lavorare instancabilmente per un'Europa che ascolti, ispiri e non lasci indietro nessuno.
Ci auguriamo che il prossimo anno porti pace, progressi e prosperità a tutti.