In un dibattito nato spontaneamente su impulso della Presidente del CESE Christa Schweng durante la sessione plenaria di febbraio, i membri del Comitato economico e sociale europeo hanno condannato l'invasione ingiustificata e non provocata dell'Ucraina da parte della Federazione russa. I membri del CESE hanno espresso la loro solidarietà con il popolo ucraino e invocato azioni risolute a livello sia dell'UE che nazionale e in uno spirito di unità, in questo drammatico momento.

Aprendo il dibattito, la Presidente Christa Schweng ha sottolineato la natura critica di questa situazione per l'Europa e ha dichiarato: "Oggi abbiamo assistito a un'aggressione alle porte dell'Unione europea. Quest'invasione costituisce una palese violazione del diritto internazionale e degli accordi internazionali, compresi gli accordi di Minsk. In queste ore i nostri pensieri vanno all'Ucraina e alla sua società civile, ai cittadini innocenti, donne, uomini e bambini, che si trovano a subire questo attacco non provocato e temono per la loro vita. L'Europa deve schierarsi al fianco dell'Ucraina e della sua società civile!" ha esortato Schweng.

Stefano Mallia, presidente del gruppo Datori di lavoro, ha dichiarato: "L'UE è certamente unita nel volere un'azione risoluta. Ero a piazza Maidan durante quei famosi eventi, e c'è una cosa che ricordo perfettamente: il forte desiderio della società civile di far parte dell'Europa e dell'UE. L'Ucraina non può essere abbandonata. Dobbiamo essere pronti anche a pagare un prezzo per gli sforzi e le azioni da intraprendere".

Oliver Röpke, presidente del gruppo Lavoratori, ha aggiunto: "È il momento per noi di esprimere a gran voce la nostra opposizione a quest'attacco e dire chiaramente che l'Europa non potrà mai tollerarlo. Dobbiamo essere uniti e trovare il modo di reagire all'aggressione, restando a fianco del popolo ucraino ed esprimendogli tutta la nostra solidarietà."

Nello stesso spirito Séamus Boland, presidente del gruppo Diversità Europa, ha espresso il proprio sostegno: "Ci troviamo sull'orlo di un precipizio e dobbiamo tendere la mano alle organizzazioni della società civile in Ucraina. È fondamentale che l'UE resti unita e solidale con i suoi vicini."

Il presidente della sezione Relazioni esterne del CESE, Dimitris Dimitriadis, ha annunciato che il CESE compirà ogni sforzo per continuare a sostenere la società civile ucraina attraverso i propri canali consolidati, come la piattaforma della società civile UE-Ucraina, e i contatti bilaterali. (at)