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MARCH 2022 | IT

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Editoriale

La pace è l'unica battaglia che valga la pena combattere

La guerra in Ucraina ci richiama brutalmente alla memoria l'obiettivo iniziale della creazione dell'UE: mantenere una pace duratura nel nostro continente. Purtroppo, eravamo riusciti a dimenticare tale obiettivo. A un certo punto, infatti, la narrazione europea della pace non è risultata più attraente, soprattutto per le giovani generazioni. Adesso stiamo imparando ancora una volta che, per citare Albert Camus, "la pace è la sola battaglia che valga la pena combattere", e che dobbiamo continuare a compiere ogni sforzo per portare il cambiamento là dove è necessario.

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La guerra in Ucraina ci richiama brutalmente alla memoria l'obiettivo iniziale della creazione dell'UE: mantenere una pace duratura nel nostro continente. Purtroppo, siamo riusciti a dimenticare tale obiettivo. A un certo punto, infatti, la narrazione europea della pace non è risultata più attraente, soprattutto per le giovani generazioni. Adesso stiamo imparando ancora una volta che, per citare Albert Camus, "la pace è la sola battaglia che valga la pena combattere", e che dobbiamo continuare a compiere ogni sforzo per portare il cambiamento là dove è necessario.

L'invasione russa dell'Ucraina ci ha fatti ripiombare nell'incubo peggiore del ventesimo secolo: quello della guerra nel continente europeo. L'integrità territoriale di uno Stato sovrano viene nuovamente messa in discussione. E a questo si accompagna per il suo popolo il rischio della fame e del genocidio. L'aggressione russa va contro tutto ciò che è "europeo" e "democratico", e l'Europa non può e non intende tollerarla. La pace è il fondamento stesso dell'Unione europea, un'unione fondata sulla forza della legge e non sulla legge della forza.

Dieci anni or sono, all'Unione europea è stato conferito il Premio Nobel per la pace, riconoscimento di oltre 60 anni di pace, riconciliazione e democrazia. L'UE deve continuare ad essere custode della pace e della democrazia, sul suolo europeo e al di fuori di esso, ed anzi essere tale con ancora maggior efficacia.

Oggi la sfida più grande per l'Europa è rappresentata dalla guerra e dalle sue conseguenze - migrazioni, ulteriore inflazione, aumento dei prezzi dell'energia e necessità di riarmo. Il che non significa, tuttavia, che siano venute meno le sfide già esistenti, come la pandemia di COVID-19, la lotta ai cambiamenti climatici o lo sviluppo dell'autonomia strategica dell'Europa. Dobbiamo affrontare tutto questo e continuare ad aiutare i nostri vicini, ossia il popolo ucraino. In un contesto siffatto, plaudo alle conclusioni del vertice informale dell'UE svoltosi a Versailles, che rispecchiano le raccomandazioni del CESE di porre immediatamente fine alle operazioni militari in territorio ucraino, di proteggere le persone rimaste in Ucraina e quelle in fuga da tale paese e di accrescere l'autonomia dell'Europa, in particolare nel campo dell'energia.

Questi non sono tempi facili in cui vivere, tanto più che risentiamo ancora degli effetti della pandemia, delle chiusure di attività e dei confinamenti. Tuttavia, è necessario che manteniamo lo spirito di unità che oggi ci anima. Un punto è per me indiscutibile: una democrazia resiliente trae la sua forza e la sua vitalità da ciò che i greci chiamavano - e chiamano ancora - "demos", ossia dal popolo, dalle persone, siano esse datori di lavoro, lavoratori o semplicemente cittadini! Soltanto se restiamo uniti possiamo costruire il nostro futuro europeo.

Abbiamo appena riscoperto il collante emotivo che ci fa sentire titolari del progetto europeo, e che ultimamente avevamo smarrito: la PACE.

Christa Schweng,
Presidente del CESE

Date da ricordare

31 marzo e 1° aprile 2022, Bruxelles (evento virtuale)

La vostra Europa, la vostra opinione! 2022

31 marzo 2022, Bruxelles (evento virtuale)

Le sfide sanitarie nell'UE nel contesto della pandemia

8 aprile 2022, Bruxelles

Occupazione dei giovani con disabilità

7 maggio 2022, Bruxelles (evento virtuale)

Giornata dell'Europa 2022

Sławek Kaminski / GW

Sulla strada, in viaggio dall'Ucraina verso ...

Possiamo assistere ai tragici avvenimenti che stanno sconvolgendo l'Ucraina come se accadessero davanti ai nostri occhi grazie al lavoro instancabile ed eroico di giornalisti, fotografi e cineoperatori che vanno là dove noi non possiamo andare. Uno di loro, il fotografo polacco Sławek Kamiński, ci ha inviato le foto che ha scattato al confine tra la Bielorussia e la Polonia, nella città polacca di Rzeszów e al posto di frontiera di Medyka-Shehyni.

Oggi pubblichiamo la prima di queste foto, scattata alla frontiera tra la Polonia e l'Ucraina, e lo ringraziamo per aver fermato nel tempo questi istanti.

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Possiamo assistere ai tragici avvenimenti che stanno sconvolgendo l'Ucraina come se accadessero davanti ai nostri occhi grazie al lavoro instancabile ed eroico di giornalisti, fotografi e cineoperatori che vanno là dove noi non possiamo andare. Uno di loro, il fotografo polacco Sławek Kamiński, ci ha inviato le foto che ha scattato al confine tra la Bielorussia e la Polonia, nella città polacca di Rzeszów e al posto di frontiera di Medyka-Shehyni.

Oggi pubblichiamo la prima di queste foto, scattata alla frontiera tra la Polonia e l'Ucraina, e lo ringraziamo per aver fermato nel tempo questi istanti.

Sławek Kamiński è un fotoreporter del quotidiano polacco Gazeta Wyborcza. Ha vinto vari premi e riconoscimenti in prestigiosi concorsi fotografici per la stampa. È stato il vincitore del gran premio per la foto dell'anno nell'edizione 2019 del concorso Grand Press Photo. I suoi archivi fotografici contengono la cronistoria completa dei cambiamenti politici avvenuti in Polonia negli ultimi 30 anni. I suoi lavori sono stati pubblicati sulla maggior parte delle testate giornalistiche e delle riviste polacche, e anche in numerosi quotidiani e libri di altri paesi. Ha inoltre partecipato a grandi progetti pubblicitari. Le sue foto per la stampa sono visibili su Wyborcza.pl e Reuters.

Foto: @instagram slawekkaminski.pl

L'ospite a sorpresa

Ogni mese, nella nostra rubrica "L'ospite a sorpresa", vi invitiamo a scoprire una personalità che, con il suo lavoro e il suo impegno, rappresenta una fonte di ispirazione e che si contraddistingue, in particolare, per un coraggio, una forza di carattere e una determinazione esemplari.

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Ogni mese, nella nostra rubrica "L'ospite a sorpresa", vi invitiamo a scoprire una personalità che, con il suo lavoro e il suo impegno, rappresenta una fonte di ispirazione e che si contraddistingue, in particolare, per un coraggio, una forza di carattere e una determinazione esemplari.

Nel CESE Info di questo mese diamo la parola a Sławek Kamiński, fotografo di Gazeta Wyborcza, che ci mostra le foto da lui scattate al confine tra Ucraina e Polonia.

Scene simili si ripetono comunque anche in altri luoghi, dato che i cittadini ucraini stanno attraversando le frontiere con diversi paesi europei (Polonia, Ungheria, Slovacchia, Romania e Moldavia).

Slawek Kamiński, pur essendo un fotografo esperto che ha assistito a tragedie umane in numerose occasioni, ci racconta di aver sentito un groppo alla gola alla vista di madri e bambini ucraini che entravano in Polonia a Rzeszow, Przemyśl e Medyka-Szeginie, per poi salutare i mariti e i padri che rientravano a combattere nel loro paese.

In questa tragedia che ha colpito l'Ucraina e che si sta consumando davanti ai nostri occhi, è grazie al lavoro instancabile ed eroico di giornalisti, fotografi e cameramen, come Sławek Kaminski, presenti là dove noi non possiamo andare, che noi possiamo rimanere informati su quanto sta avvenendo in quei luoghi e sul dramma di una popolazione in guerra. Sempre grazie a loro e alle testimonianze che ci trasmettono, ci siamo mobilitati per fornire aiuto.

Sławek Kamiński ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti in prestigiosi concorsi fotografici per la stampa. Ha vinto il premio Grand Prize - Photo of the Year nell'edizione 2019 del concorso Grand Press Photo. Con la sua macchina fotografica documenta i cambiamenti politici in Polonia da oltre 30 anni. Le sue opere sono state pubblicate dalla maggior parte degli editori e degli organi di stampa polacchi e anche da molti stranieri. Ha inoltre partecipato a importanti campagne pubblicitarie. I suoi scatti possono essere visualizzati su Wyborcza.pl e Reuters. (ll/ehp)

Sławek Kaminski: alla frontiera

Senza pensarci un secondo, io e un collega abbiamo preso la direzione della frontiera alle cinque di mattina di sabato 26 febbraio 2022. L'invasione russa dell'Ucraina era iniziata due giorni prima.

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Senza pensarci un secondo, io e un collega abbiamo preso la direzione della frontiera alle cinque di mattina di sabato 26 febbraio 2022. L'invasione russa dell'Ucraina era iniziata due giorni prima.

Spedizioni come queste sono il pane quotidiano di ogni fotoreporter con una certa esperienza, ma l'emozione rimane sempre la stessa. Per un po' guidiamo l'auto nel buio verso Przemyśl. Lungo il percorso restiamo con il serbatoio a secco di benzina, tanta gente confusa, lieve panico.

Alla fine ce la facciamo. Prima di tutto ecco il posto di frontiera di Medyka. Un gigantesco ingorgo, file di veicoli parcheggiati. Folle di persone in attesa di parenti e amici.

Scorgo il primo gruppo. Ho visto molte cose in vita mia, ma quello che vedo in quel momento mi fa venire un nodo in gola. Giovani mamme che camminano, chi spingendo una carrozzina, chi trascinando una valigia o stringendo la mano di un bambino. Le guardie di frontiera polacche vengono in loro aiuto. La commozione ha il sopravvento.

La situazione appare leggermente diversa da quella incontrata all'altra frontiera, non molto tempo fa. Qui i nuovi arrivati vengono accolti con gioia, hanno le lacrime agli occhi. Amici o familiari fanno salire le giovani donne sulle loro auto e le portano via. Ormai sono al sicuro. Non molto lontano, anzi proprio lì accanto, preme una massa di cittadini ucraini che vogliono rientrare nel loro paese. Sono in maggioranza uomini, che andranno a combattere contro il nemico.

Mi dirigo quindi verso il valico di frontiera di Korczowa. La sera, ecco la stazione ferroviaria di Przemyśl e il punto di accoglienza allestito presso un ipermercato.

E avanti così per tre giorni.

Ogni volta è diverso. Il numero di profughi non fa che aumentare, e anche quello di chi vuole dare una mano. E infatti prestano aiuto e soccorso. La situazione sembra essere sotto controllo. I negozi sono aperti, c'è energia elettrica e, per il momento, è possibile telefonare ovunque. Le pile di vestiti e di cibo si accumulano. Tutto tornerà utile prima o poi. Ma le notizie dal fronte si fanno sempre più spaventose.

Lungo la strada del ritorno ci supera una lunga colonna di veicoli militari. La situazione è grave. Dopo tutto, appena al di là del confine è in corso una vera e propria guerra.

Dall'Ucraina arrivano sempre più profughi, da tempo sono diventati più di un milione.

La maggior parte si dirige verso le grandi città, dove si accampano in stazioni ferroviarie, stadi e centri di assistenza.

Una domanda a…

Nella nostra rubrica "Una domanda a...", il membro del CESE Javier Doz risponde a una domanda di CESE Info sui compiti più importanti che il gruppo Semestre europeo, del quale è il presidente, dovrà svolgere nel 2022.

CESE: Lei è il presidente del gruppo Semestre europeo. Quali saranno i compiti più importanti del gruppo quest'anno?

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Nella nostra rubrica "Una domanda a...", il membro del CESE Javier Doz risponde a una domanda di CESE Info sui compiti più importanti che il gruppo Semestre europeo, del quale è il presidente, dovrà svolgere nel 2022.

CESE: Lei è il presidente del gruppo Semestre europeo. Quali saranno i compiti più importanti del gruppo quest'anno?

Javier Doz presenta il gruppo Semestre europeo e le sue attività

Il gruppo Semestre europeo (GSE) si compone di 42 membri, è presieduto da tre persone - di cui due (Luca Jahier, del III gruppo, e Gonçalo Lobo, del I gruppo) con funzione di vicepresidente - ed è assistito da una segreteria, diretta da Jakob Andersen, che è formata da tre persone, più una tirocinante. A questa struttura vanno aggiunte 27 delegazioni nazionali tripartite composte in totale da altri 39 membri.

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Il gruppo Semestre europeo (GSE) si compone di 42 membri, è presieduto da tre persone - di cui due (Luca Jahier, del III gruppo, e Gonçalo Lobo, del I gruppo) con funzione di vicepresidente - ed è assistito da una segreteria, diretta da Jakob Andersen, che è formata da tre persone, più una tirocinante. A questa struttura vanno aggiunte 27 delegazioni nazionali tripartite composte in totale da altri 39 membri.

Il nome del gruppo definisce bene le sue competenze, che consistono nell'esaminare la governance economica dell'UE, oltre che le sue procedure e i suoi contenuti (anche per quel che concerne le fasi a livello nazionale), e nell'esprimere il suo parere al riguardo. Sulla base dei vari documenti che compongono il pacchetto d'autunno e quello di primavera del semestre europeo, il GSE assicura un seguito speciale non solo della strategia annuale per lo sviluppo sostenibile, ma anche dei due pareri (quello iniziale e il supplemento di parere) che il Comitato adotta ogni anno in merito a tale strategia. Il gruppo tiene cinque riunioni l'anno, una delle quali è un convegno aperto che si svolge solitamente a maggio o a giugno.

Il GSE ha iniziato l'attuale mandato nel mezzo della pandemia di COVID-19, cui l'UE ha dato una risposta che implica un cambiamento profondo del paradigma di politica economica rispetto a quanto fatto durante la crisi del periodo 2008-2012: è stata infatti decisa una combinazione di politiche monetarie e di bilancio di tipo espansivo ed è stato varato un piano di ripresa, con una dotazione di 750 miliardi di EUR, che sarà finanziato con l'assunzione di prestiti a livello europeo. I lavori del GSE si sono quindi concentrati sull'esame dello strumento europeo per la ripresa (il cosiddetto NextGenerationEU) e dei relativi piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR). Ne è derivato un rafforzamento della funzione delle delegazioni nazionali del gruppo, che stanno svolgendo un ruolo fondamentale nell'elaborazione delle due risoluzioni del CESE sui piani per la ripresa. La prima, adottata dalla sessione plenaria del CESE nel febbraio del 2021, verteva sulla valutazione del coinvolgimento delle organizzazioni della società civile (OSC) nell'elaborazione dei PNRR. Tale valutazione si è basata sui giudizi delle delegazioni nazionali, a loro volta basati sulle risposte pervenute alle cinque domande di un sondaggio e su vari dibattiti a livello nazionale. La risoluzione ha deplorato che il coinvolgimento delle OSC sia stato generalmente scarso e di bassa qualità, malgrado quanto disposto nel regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza.

Attualmente, il GSE e le sue delegazioni nazionali stanno preparando una nuova risoluzione, che sarà discussa nella sessione plenaria di maggio, in cui il CESE valuterà i piani presentati, il loro impatto sull'economia e sulla società, nonché il coinvolgimento delle OSC nella loro attuazione. Il sondaggio preparato per l'occasione contiene 21 domande. Si terrà conto anche delle conclusioni tratte dalle discussioni tenutesi durante le pertinenti riunioni, come le due conferenze nazionali organizzate assieme ai CES nazionali di Spagna e Italia, cioè dei due Stati membri che riceveranno la quantità maggiore di fondi erogati a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Quale parametro di riferimento si terranno presente le principali valutazioni dei PNRR che stanno realizzando i gruppi di riflessione europei, nonché i dati forniti dalla task force Ripresa e resilienza.

Una volta completati i lavori di preparazione per la seconda risoluzione, il gruppo concentrerà la sua attività sulla riforma del semestre europeo e sulla valutazione dei fabbisogni di investimento al fine di conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo, riservando una particolare attenzione agli investimenti necessari per una transizione giusta verso un'economia verde che raggiunga la neutralità climatica entro il 2050. La riforma delle procedure del semestre europeo, che è legata alla riforma del patto di stabilità e crescita, sarà il tema centrale delle discussioni in occasione del prossimo convegno del GSE, previsto per il 3 giugno. Per esaminare i fabbisogni di investimento legati al Green Deal, il GSE proporrà che la sezione ECO organizzi, insieme alla sezione NAT, un convegno da tenersi nell'ultimo trimestre dell'anno.

Desidero infine sottolineare che nei prossimi mesi il GSE procederà sicuramente ad esaminare le conseguenze economiche sia dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia che delle sanzioni adottate dall'UE per contrastare tale invasione e fare pressioni affinché questo paese, nostro vicino e fratello, recuperi la sua sovranità.

Javier Doz

Presidente del gruppo Semestre europeo

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Veniamo al punto

Nella nostra rubrica "Veniamo al punto", invitiamo i membri del CESE a mettere in evidenza i punti dei loro pareri che ritengono importanti. Questa volta abbiamo chiesto a Ozlem Yildirim di spiegarci le questioni derivanti dai legami tra la tutela dell'ambiente e i diritti fondamentali.

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Nella nostra rubrica "Veniamo al punto", invitiamo i membri del CESE a mettere in evidenza i punti dei loro pareri che ritengono importanti. Questa volta abbiamo chiesto a Ozlem Yildirim di spiegarci le questioni derivanti dai legami tra la tutela dell'ambiente e i diritti fondamentali.

Ozlem Yildirim: Riconoscere il diritto a un ambiente sano in quanto diritto fondamentale

 Partendo dalla constatazione che il degrado ambientale e i cambiamenti climatici hanno un impatto diretto e indiretto su una serie di diritti fondamentali (come il diritto alla vita, il diritto alla salute o il diritto all'istruzione), il CESE ha affrontato per la prima volta questa interconnessione evidente, che rischia di vanificare i progressi compiuti negli ultimi decenni in termini di sviluppo, salute globale e riduzione della povertà.

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 Partendo dalla constatazione che il degrado ambientale e i cambiamenti climatici hanno un impatto diretto e indiretto su una serie di diritti fondamentali (come il diritto alla vita, il diritto alla salute o il diritto all'istruzione), il CESE ha affrontato per la prima volta questa interconnessione evidente, che rischia di vanificare i progressi compiuti negli ultimi decenni in termini di sviluppo, salute globale e riduzione della povertà.

La relazione informativa sul tema La protezione dell'ambiente quale fattore indispensabile per il rispetto dei diritti fondamentali ha offerto l'opportunità di affrontare delle problematiche cruciali, e in particolare il diritto a un ambiente sano in quanto diritto fondamentale. Come autrice della relazione, mi preme sottolineare che, secondo l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), l'inquinamento atmosferico rappresenta il principale rischio sanitario ambientale in Europa. Tale inquinamento, che mette gravemente a rischio la salute umana, comporta anche notevoli costi economici, in quanto determina l'aumento delle spese mediche, un calo della produttività, in particolare per via delle giornate lavorative perse, e la diminuzione dei rendimenti agricoli. Di fronte a questa situazione, accogliamo con favore l'emergere di un nuovo diritto umano: il diritto a un ambiente sano, sicuro e sostenibile.

Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), da un ambiente sano dipendono circa 1,2 miliardi di posti di lavoro (il 40 % dell'occupazione mondiale). Lo stress da calore ridurrà le ore di lavoro nel mondo del 2 % nel 2030, il che rappresenta 72 milioni di posti di lavoro. L'inquinamento e il degrado ambientale avranno un impatto sulla produttività, sulla salute, sui redditi e sulla sicurezza alimentare dei lavoratori.

È per questo che nella relazione informativa spieghiamo che "l'UE deve porsi come partner affidabile sulla scena internazionale, rafforzando e attuando una legislazione che integri un approccio globale all'azione per il clima e l'ambiente basato sui diritti umani al fine di orientare le politiche e le misure di mitigazione dei cambiamenti climatici, tutelando nel contempo i diritti di tutti. In particolare, l'UE deve essere coerente e prestare maggiore attenzione agli accordi commerciali."

Tra tutta una serie di proposte volte a far sì che le azioni dell'UE per il clima siano incentrate sui diritti fondamentali, la relazione raccomanda anche l'adozione di una strategia interdisciplinare precisa e coordinata, e sottolinea la necessità di portare a compimento la procedura di adesione dell'UE alla CEDU (Convenzione europea dei diritti dell'uomo). Infine, il CESE chiede l'adozione di una legislazione europea, nota come "legge contro le azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica", per lottare contro le azioni legali abusive intese a ridurre al silenzio informatori, giornalisti, difensori dei diritti e altri organi di controllo pubblico, in modo da raggiungere un livello di protezione elevato e uniforme dappertutto in Europa.

Ozlem Yildirim, membro del CESE e vicepresidente del gruppo Diritti fondamentali e Stato di diritto

Notizie dal CESE

Senza un'Ucraina sicura, l'Europa stessa è a rischio

In un dibattito nato spontaneamente su impulso della Presidente del CESE Christa Schweng durante la sessione plenaria di febbraio, i membri del Comitato economico e sociale europeo hanno condannato l'invasione ingiustificata e non provocata dell'Ucraina da parte della Federazione russa. I membri del CESE hanno espresso la loro solidarietà con il popolo ucraino e invocato azioni risolute a livello sia dell'UE che nazionale e in uno spirito di unità, in questo drammatico momento.

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In un dibattito nato spontaneamente su impulso della Presidente del CESE Christa Schweng durante la sessione plenaria di febbraio, i membri del Comitato economico e sociale europeo hanno condannato l'invasione ingiustificata e non provocata dell'Ucraina da parte della Federazione russa. I membri del CESE hanno espresso la loro solidarietà con il popolo ucraino e invocato azioni risolute a livello sia dell'UE che nazionale e in uno spirito di unità, in questo drammatico momento.

Aprendo il dibattito, la Presidente Christa Schweng ha sottolineato la natura critica di questa situazione per l'Europa e ha dichiarato: "Oggi abbiamo assistito a un'aggressione alle porte dell'Unione europea. Quest'invasione costituisce una palese violazione del diritto internazionale e degli accordi internazionali, compresi gli accordi di Minsk. In queste ore i nostri pensieri vanno all'Ucraina e alla sua società civile, ai cittadini innocenti, donne, uomini e bambini, che si trovano a subire questo attacco non provocato e temono per la loro vita. L'Europa deve schierarsi al fianco dell'Ucraina e della sua società civile!" ha esortato Schweng.

Stefano Mallia, presidente del gruppo Datori di lavoro, ha dichiarato: "L'UE è certamente unita nel volere un'azione risoluta. Ero a piazza Maidan durante quei famosi eventi, e c'è una cosa che ricordo perfettamente: il forte desiderio della società civile di far parte dell'Europa e dell'UE. L'Ucraina non può essere abbandonata. Dobbiamo essere pronti anche a pagare un prezzo per gli sforzi e le azioni da intraprendere".

Oliver Röpke, presidente del gruppo Lavoratori, ha aggiunto: "È il momento per noi di esprimere a gran voce la nostra opposizione a quest'attacco e dire chiaramente che l'Europa non potrà mai tollerarlo. Dobbiamo essere uniti e trovare il modo di reagire all'aggressione, restando a fianco del popolo ucraino ed esprimendogli tutta la nostra solidarietà."

Nello stesso spirito Séamus Boland, presidente del gruppo Diversità Europa, ha espresso il proprio sostegno: "Ci troviamo sull'orlo di un precipizio e dobbiamo tendere la mano alle organizzazioni della società civile in Ucraina. È fondamentale che l'UE resti unita e solidale con i suoi vicini."

Il presidente della sezione Relazioni esterne del CESE, Dimitris Dimitriadis, ha annunciato che il CESE compirà ogni sforzo per continuare a sostenere la società civile ucraina attraverso i propri canali consolidati, come la piattaforma della società civile UE-Ucraina, e i contatti bilaterali. (at)

Politica industriale: la sostenibilità deve andare di pari passo con la competitività e l'autonomia strategica

L'UE deve riesaminare le priorità della sua politica industriale alla luce della pandemia e del conflitto alla frontiera orientale dell'Europa. Questo il messaggio emerso il 4 marzo 2022 dal convegno 'Un futuro sostenibile per l'industria europea', organizzato dal Comitato economico e sociale europeo, in collaborazione con la Commissione europea e la presidenza francese del Consiglio dell'Unione europea.

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L'UE deve riesaminare le priorità della sua politica industriale alla luce della pandemia e del conflitto alla frontiera orientale dell'Europa. Questo il messaggio emerso il 4 marzo 2022 dal convegno 'Un futuro sostenibile per l'industria europea', organizzato dal Comitato economico e sociale europeo, in collaborazione con la Commissione europea e la presidenza francese del Consiglio dell'Unione europea.

Aprendo il convegno, la Presidente del CESE Christa Schweng ha sottolineato la necessità di un approccio cooperativo per la definizione della politica industriale dell'UE: "Dobbiamo lavorare in partenariato con l'industria, le autorità pubbliche e le parti sociali alla costruzione di un futuro sostenibile per l'industria dell'UE. In questo processo non dobbiamo lasciare indietro nessuno".

I drammatici eventi in Ucraina hanno sconvolto il continente mentre l'UE era ancora alle prese con le conseguenze della crisi provocata dalla COVID-19. Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, ha dichiarato che "le industrie europee devono ridurre la dipendenza unilaterale dagli altri. Dobbiamo anche proteggere il mercato unico da influenze esterne, sotto forma di sovvenzioni estere distorsive o di tentativi di coercizione da parte di governi stranieri".

Per la maggior parte dei partecipanti che si sono espressi, il conflitto rappresenta un altro valido motivo per continuare a promuovere gli obiettivi verdi, mentre per alcuni le circostanze attuali richiedono un ripensamento dei nostri obiettivi ambientali e sarebbe addirittura auspicabile un ritorno al carbone in Europa. "Nuovi fattori emergenti, come l'inflazione, il debito, la difesa e l'energia, stanno completamente modificando la strategia industriale che dobbiamo perseguire. L'autonomia strategica e la difesa devono essere il nostro nuovo imperativo ", ha esortato l'europarlamentare Carlo Calenda.

Thomas Courbe, direttore generale delle Imprese presso il ministero francese dell'Economia, delle finanze e della ripresa, ritiene inoltre che la transizione verso l'energia sostenibile rappresenti un'opportunità per modernizzare le fondamenta industriali europee. La duplice transizione deve promuovere condizioni per la creazione di posti di lavoro eque e socialmente giuste, in linea con il principio che prevede di non lasciare indietro nessuno. "L'obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre il più possibile le emissioni di gas a effetto serra al minor costo socioeconomico possibile", ha aggiunto Sandra Parthie, relatrice del CESE sul tema < style="color:blue">"Aggiornamento della nuova strategia industriale".

Infine, Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno, ha ribadito che in tempi di crescenti tensioni geopolitiche è essenziale incoraggiare lo sviluppo di una visione coesa dell'Unione europea e delle sue industrie. (gb/dm)

L'aggressione in atto nei confronti dell'Ucraina evidenzia la necessità di rafforzare ulteriormente il progetto europeo

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha tenuto un convegno sul tema Plasmare l'Europa insieme. L'obiettivo del convegno, organizzato in vista della conclusione della Conferenza sul futuro dell'Europa, era quello di fare il punto sul lavoro svolto finora dal Comitato e discutere la situazione attuale, le sfide che ci attendono e le ambizioni per l'avvenire.

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Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha tenuto un convegno sul tema Plasmare l'Europa insieme. L'obiettivo del convegno, organizzato in vista della conclusione della Conferenza sul futuro dell'Europa, era quello di fare il punto sul lavoro svolto finora dal Comitato e discutere la situazione attuale, le sfide che ci attendono e le ambizioni per l'avvenire.

La Presidente del CESE Christa Schweng ha avviato il dibattito menzionando i recenti, storici sviluppi in Ucraina e rispondendo alla domanda di apertura della discussione se sia questo il momento giusto per discutere il futuro dell'Europa.

"L'aggressione nei confronti dell'Ucraina e del suo popolo evidenzia l'urgenza di rafforzare ulteriormente il progetto europeo e i valori fondamentali dell'Europa, come la pace, la libertà e la democrazia" ha dichiarato Schweng.

La Presidente ha poi sottolineato l'importanza dell'evento come occasione per tracciare un quadro della situazione attuale e valutare gli avvenimenti degli ultimi mesi.

Il CESE ha condotto iniziative ed eventi di sensibilizzazione in tutti gli Stati membri, per garantire un'equa rappresentatività, coinvolgere datori di lavoro, lavoratori e l'intera società civile organizzata, e trasmettere le loro posizioni alla Conferenza sul futuro dell'Europa. Il Comitato ha anche adottato una risoluzione sul tema Una nuova narrazione per l'Europa e ha presentato varie idee sulla piattaforma online della conferenza. 

Nel suo intervento di chiusura, Clément Beaune, sottosegretario di Stato per gli Affari europei presso il ministero francese dell'Europa e degli Affari esteri, ha affermato: "Attuare le proposte dei cittadini richiederà discussioni e decisioni istituzionali, e il CESE svolgerà la funzione di custode per garantire che in questo contesto le vostre aspettative siano soddisfatte".

Il CESE ha svolto un ruolo particolarmente attivo nella Conferenza sul futuro dell'Europa, attraverso il suo gruppo ad hoc, nonché in qualità di osservatore nel comitato esecutivo della conferenza e come membro della plenaria. (ks)

Dobbiamo percorrere insieme il lungo cammino verso la parità di genere

Il convegno sul tema "Le donne nel mercato del lavoro", organizzato dal CESE per celebrare la Giornata internazionale della donna, si è tenuto l'8 marzo all'ombra della guerra. I partecipanti hanno reso omaggio alle donne ucraine per la loro forza, il loro coraggio e la loro resilienza straordinari.

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Il convegno sul tema "Le donne nel mercato del lavoro", organizzato dal CESE per celebrare la Giornata internazionale della donna, si è tenuto l'8 marzo all'ombra della guerra. I partecipanti hanno reso omaggio alle donne ucraine per la loro forza, il loro coraggio e la loro resilienza straordinari.

Nel suo intervento di apertura, la Presidente del CESE Christa Schweng ha ricordato le donne e le ragazze ucraine che sono costrette a lasciare il loro paese, e che si trovano così maggiormente esposte al rischio di violenza.

Nello stesso spirito, la presidente del gruppo ad hoc Parità e membro del CESE Maria Nikolopoulou ha sottolineato che "sono molte le donne, madri e mogli bloccate in una zona di guerra che imbracciano le armi per combattere, mentre altre cercano di fuggire dalle atrocità degli attacchi. Ci uniamo all'appello delle società civili che reclamano la fine della guerra in tutti i paesi".

La pandemia di COVID-19 ha ulteriormente ampliato il divario occupazionale di genere, oltre ad aver contribuito a un aumento della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro.

La commissaria europea per l'Uguaglianza Helena Dalli ha annunciato che la Commissione europea presenterà una proposta di direttiva - vincolante per tutti gli Stati membri - sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

Per quanto riguarda il settore dell'intelligenza artificiale, le donne rappresentano solo il 16 % della forza lavoro, il che lascia all'84 % degli uomini la facoltà di prendere tutte le decisioni e di assumere un ruolo guida. "Se le donne sono assenti da questi settori, il nostro nuovo mondo sarà interamente plasmato dagli uomini e rifletterà i loro possibili preconcetti", ha dichiarato Schweng.  (at)

EU organic awards

Prima edizione dei Premi dell'UE per la produzione biologica

Quest'anno il Comitato economico e sociale europeo (CESE) organizzerà - insieme con la Commissione europea, il Comitato europeo delle regioni (CdR), COPA-Cogeca e IFOAM Organics Europe - la prima edizione dei Premi dell'UE per la produzione biologica, un riconoscimento all'eccellenza europea che premierà gli attori migliori e più innovativi della catena del valore del biologico nell'UE.

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Quest'anno il Comitato economico e sociale europeo (CESE) organizzerà - insieme con la Commissione europea, il Comitato europeo delle regioni (CdR), COPA-Cogeca e IFOAM Organics Europe - la prima edizione dei Premi dell'UE per la produzione biologica, un riconoscimento all'eccellenza europea che premierà gli attori migliori e più innovativi della catena del valore del biologico nell'UE.

I Premi in questione (#EUOrganic awards) sono destinati a 7 categorie di attori, per un totale di 8 premi: migliore

  1. coltivatrice e coltivatore
  2. regione
  3. città
  4. biodistretto
  5. piccola e media impresa (PMI)
  6. dettagliante di generi alimentari
  7. ristorante biologico/a.

Il CESE, che propugna da anni una politica alimentare più sostenibile e completa nell'UE, sarà responsabile dell'assegnazione di tre di questi premi: migliore PMI, miglior rivenditore al dettaglio e migliore ristorante biologici. Il modulo di candidatura è disponibile qui. 

Le candidature online saranno aperte dal 25 marzo all'8 giugno 2022, e saranno disponibili in questa pagina web.

La cerimonia di premiazione di questa edizione avrà luogo nella Giornata europea del biologico, dunque il 23 settembre 2022, e in tale occasione i vincitori presenteranno i loro progetti innovativi e saranno premiati con un riconoscimento di carattere non pecuniario.

Informazioni di base

La Commissione ha stabilito l'obiettivo di destinare il 25 % dei terreni agricoli dell'UE all'agricoltura biologica entro il 2030; e, a sostegno di tale obiettivo, nel marzo 2021 ha adottato un piano d'azione per lo sviluppo della produzione biologica. Il piano d'azione si basa sul concetto che, per stimolare la produzione e il consumo biologici, è fondamentale sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica in merito alle loro caratteristiche e ai loro benefici; e prevede pertanto, tra le strategie per raggiungere tale obiettivo, il conferimento di premi annuali per la produzione biologica. (mr)

Plenaria del CESE: Aspettare fino a quando è troppo tardi costituisce la più grave minaccia per la transizione climatica

Nella sessione plenaria del 24 febbraio, il CESE ha presentato il suo parere Pronti per il 55 %": realizzare l'obiettivo climatico dell'UE per il 2030 lungo il cammino verso la neutralità climatica. Il CESE ha formulato proposte concrete per contribuire ad accelerare la transizione energetica in modo da consentire all'UE di ridurre di almeno il 55 % le emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2030.

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Nella sessione plenaria del 24 febbraio, il CESE ha presentato il suo parere "Pronti per il 55 %": realizzare l'obiettivo climatico dell'UE per il 2030 lungo il cammino verso la neutralità climatica. Il CESE ha formulato proposte concrete per contribuire ad accelerare la transizione energetica in modo da consentire all'UE di ridurre di almeno il 55 % le emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2030.

Realizzare gli obiettivi riveduti per il 2030, come proposto nel pacchetto "Pronti per il 55 %", avrà un impatto disomogeneo sulle diverse regioni e comunità e sui singoli cittadini di tutta Europa.

Per rispondere a queste preoccupazioni, il CESE raccomanda alla Commissione europea di effettuare una mappatura granulare dell'impatto che la transizione avrà sull'occupazione e sulle competenze nei diversi paesi, regioni e settori, compresi i subappaltatori e le catene del valore a valle.

Occorre adottare un modello che porti a un'economia fiorente, sostenibile e competitiva. Per tale motivo, il CESE raccomanda di sottoporre tutte le proposte legislative presentate nel quadro del pacchetto "Pronti per il 55 %" a una valutazione d'impatto sulla competitività, in modo da cogliere con precisione le loro ricadute sulle imprese.

Le parti sociali e le organizzazioni della società civile più rappresentative devono svolgere un ruolo di primo piano e vanno coinvolte sia nella fase di pianificazione che in quella di attuazione del pacchetto "Pronti per il 55 %".

Pertanto, "il CESE invita a istituire commissioni tripartite per una transizione giusta, al fine di consentire agli enti regionali, alle parti sociali e alle organizzazioni della società civile di partecipare all'attuazione dei piani nazionali e regionali per una transizione giusta" ha sottolineato Lohan.

Affrontare i cambiamenti climatici avrà enormi implicazioni sul piano finanziario, sociale e ambientale. "Questo è il motivo per cui dobbiamo fare in modo che il pacchetto costituisca un primo passo importante piuttosto che un ostacolo sul cammino verso un'economia europea a zero emissioni nette entro il 2050" ha precisato Mallia. (mr)

 

La lotta alla pandemia comporta misure eccezionali che non devono compromettere i valori comuni dell'Europa

Le misure di emergenza adottate dalle autorità pubbliche in circostanze eccezionali dovrebbero sempre essere rigorosamente proporzionate, chiaramente limitate nel tempo e monitorate con grande attenzione. Nei loro interventi alla seduta del 23 febbraio 2022 della plenaria del Comitato, sia la Presidente del CESE Christa Schweng che la vicepresidente della Commissione per i Valori e la trasparenza Věra Jourová hanno preso una posizione ferma e risoluta al riguardo.

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Le misure di emergenza adottate dalle autorità pubbliche in circostanze eccezionali dovrebbero sempre essere rigorosamente proporzionate, chiaramente limitate nel tempo e monitorate con grande attenzione. Nei loro interventi alla seduta del 23 febbraio 2022 della plenaria del Comitato, sia la Presidente del CESE Christa Schweng che la vicepresidente della Commissione per i Valori e la trasparenza Věra Jourová hanno preso una posizione ferma e risoluta al riguardo.

Ricordando la pandemia di coronavirus e lo stato di emergenza proclamato da un gran numero di Stati membri per tutelare la salute dei cittadini, e le limitazioni di una serie di diritti e libertà fondamentali che ne sono conseguite, Schweng ha dichiarato che "la pandemia è un banco di prova per le nostre società e le nostre democrazie. Il CESE ritiene essenziale monitorare attentamente la situazione sul piano dei diritti fondamentali, dello Stato di diritto e della democrazia. Abbiamo in particolare prestato ascolto a quanto avevano da dirci gli attori della società civile sulle conseguenze e le sfide legate alla crisi e sulle strategie per uscirne. L'UE deve superare la crisi della COVID-19 rafforzando i suoi valori comuni."

La vicepresidente Jourová ha sottolineato che la pandemia ci ha fornito un'inequivocabile dimostrazione di quanto i nostri diritti fondamentali e i nostri valori democratici siano essenziali per la nostra vita quotidiana e di come non possano essere dati per scontati: "Un insegnamento importante della crisi sanitaria è che le necessarie misure messe in campo per il contrasto alla pandemia non dovrebbero compromettere la difesa dei valori democratici e dei diritti fondamentali. Dobbiamo rimanere vigili e continuare a difendere i nostri diritti fondamentali e i nostri valori comuni, che dovrebbero essere la chiave di volta della nostra risposta alla COVID-19."

La posizione del Comitato in merito all'impatto della COVID-19 sui diritti fondamentali e lo Stato di diritto in tutta l'UE e il futuro della democrazia è illustrata nel parere a cura dei relatori José Antonio Moreno Díaz e Cristian Pîrvulescu che è stato presentato dal gruppo Diritti fondamentali e Stato di diritto del CESE. Nel documento, adottato dall'Assemblea plenaria, il Comitato sottolinea che le misure speciali adottate per fronteggiare la crisi della COVID-19 devono rimanere eccezionali e limitate nel tempo e non devono essere contrarie allo Stato di diritto né mettere a repentaglio la democrazia, il principio della separazione dei poteri e i diritti fondamentali degli abitanti dell'Europa. (mp)

La transizione verde dei trasporti per via d'acqua deve tenere conto della salute della popolazione

L'inverdimento del trasporto marittimo e fluviale deve tenere conto della salute e della qualità di vita di tutti coloro che vivono e lavorano in prossimità delle rotte di navigazione e dei porti. È questa l'idea di fondo del parere elaborato da Pierre Jean Coulon e adottato dal CESE nella sessione plenaria di febbraio.

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L'inverdimento del trasporto marittimo e fluviale deve tenere conto della salute e della qualità di vita di tutti coloro che vivono e lavorano in prossimità delle rotte di navigazione e dei porti. È questa l'idea di fondo del parere elaborato da Pierre Jean Coulon e adottato dal CESE nella sessione plenaria di febbraio.

Nel documento il CESE affronta la dimensione sociale in senso lato delle questioni legate al trasporto marittimo locale e regionale, formulando alcune raccomandazioni che sono essenziali per la futura valorizzazione dell'economia blu e integrando le conclusioni di altri due pareri, di recente adozione, sulle iniziative legislative FuelEU Maritime (TEN/751) e NAIADES III (TEN/752).

Intervenendo a margine della plenaria, Coulon ha dichiarato che "occorre un approccio innovativo e sostenibile che combini obiettivi verdi e in materia di salute. Per raggiungere lo scopo ultimo, nel trasporto marittimo si rende necessaria un'intensa cooperazione con tutti i portatori di interessi del settore e della relativa catena di approvvigionamento. Una stretta cooperazione è indispensabile anche per garantire gli evidenti benefici derivanti dalla creazione di terminali intermodali, che consentono lo sviluppo del trasporto sulle vie navigabili interne nelle città e contribuiscono al miglioramento della qualità della vita".

Il 75 % circa del trasporto merci dell'UE avviene per via marittima. Di qui l'estrema importanza di trovare un equilibrio tra gli aspetti economici, sociali e ambientali attraverso un approccio integrato. Le autorità portuali e gli operatori dei trasporti dovrebbero collaborare con le amministrazioni locali e regionali per ripensare i collegamenti tra città, porti e modi di trasporto.

Tra gli ulteriori aspetti da affrontare figurano la formazione del personale, le prospettive occupazionali, la disparità di trattamento tra donne e uomini e i profondi cambiamenti indotti dalla digitalizzazione e dall'automazione del lavoro. (mp)

 

Il CESE raccomanda all'UE di passare a un quadro economico orientato alla prosperità

Il CESE e la DG ECFIN della Commissione hanno organizzato un convegno online sul quadro di governance economica dell'UE nel contesto del dibattito pubblico su questo tema. L'obiettivo dell'evento era quello di coinvolgere la società civile al fine di raggiungere un consenso attorno al futuro del quadro di governance economica.

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Il CESE e la DG ECFIN della Commissione hanno organizzato un convegno online sul quadro di governance economica dell'UE nel contesto del dibattito pubblico su questo tema. L'obiettivo dell'evento era quello di coinvolgere la società civile al fine di pervenire a un consenso attorno al futuro del quadro di governance economica.

Nel suo intervento di apertura, la Presidente del CESE Christa Schweng ha sottolineato che "invece di un ritorno alla normalità, il CESE chiede una svolta verso un quadro di governance economica riveduto e riequilibrato che sia orientato alla prosperità", ed ha esortato a coinvolgere tutte le principali parti interessate, comprese le organizzazioni della società civile. È intervenuto poi il commissario all'Economia Paolo Gentiloni, il quale ha ammonito che "pervenire a un consenso in tempo utile per il 2023 non sarà un compito facile, ma dobbiamo cogliere questa opportunità unica per allineare le nostre regole di bilancio alla nostra ambizione di una crescita forte, sostenibile e inclusiva in Europa". Ha preso quindi la parola l'europarlamentare Margarida Marques per presentare la relazione del Parlamento europeo sulla revisione del quadro legislativo macroeconomico, cui è seguita una tavola rotonda. L'ultima parte del convegno è stata dedicata al modo in cui un nuovo quadro di governance economica potrebbe risolvere la sfida della carenza di investimenti necessari a realizzare la duplice transizione. La relatrice del CESE Dominika Biegon è intervenuta per presentare il suo parere d'iniziativa sul tema Ridefinire il quadro di bilancio dell'UE per una ripresa sostenibile e una transizione giusta. (tk)

Nuovo direttore del CESE per la Comunicazione e i Rapporti interistituzionali

Alexander Kleinig è il nuovo direttore del CESE per la Comunicazione e i Rapporti interistituzionali. Kleinig ha iniziato la sua carriera al Parlamento europeo nel 1996 in qualità di amministratore presso la commissione per l'occupazione e gli affari sociali. Nel 2005 è entrato a far parte della DG COMM del Parlamento europeo in qualità di responsabile di progetto per il centro visitatori, lanciando il Parlamentarium e assumendone la gestione tra il 2011 e il 2018.

"Sono positivamente colpito dal livello di qualità dei dibattiti e dalla professionalità del personale del Comitato. Ovunque io vada, incontro colleghi che lavorano con dedizione, orgoglio ed entusiasmo. Sono anche sinceramente commosso per l'amichevole accoglienza che ho ricevuto dal personale della Direzione D. Colgo l'occasione per ringraziare Eleonora Di Nicolantonio, che mi ha preceduto nell'incarico e ha gestito così bene la direzione in passato."

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Alexander Kleinig è il nuovo direttore del CESE per la Comunicazione e i Rapporti interistituzionali. Kleinig ha iniziato la sua carriera al Parlamento europeo nel 1996 in qualità di amministratore presso la commissione per l'occupazione e gli affari sociali. Nel 2005 è entrato a far parte della DG COMM del Parlamento europeo in qualità di responsabile di progetto per il centro visitatori, lanciando il Parlamentarium e assumendone la gestione tra il 2011 e il 2018.

"Sono positivamente colpito dal livello di qualità dei dibattiti e dalla professionalità del personale del Comitato. Ovunque io vada, incontro colleghi che lavorano con dedizione, orgoglio ed entusiasmo. Sono anche sinceramente commosso per l'amichevole accoglienza che ho ricevuto dal personale della Direzione D. Colgo l'occasione per ringraziare Eleonora Di Nicolantonio, che mi ha preceduto nell'incarico e ha gestito così bene la direzione in passato."

Notizie dai gruppi

Il risveglio di una nuova Europa

a cura di Stefano Mallia, presidente del gruppo Datori di lavoro del CESE

"Siamo addormentati fino a quando ci innamoriamo!", scrive brillantemente Lev Tolstoj nel suo intramontabile capolavoro Guerra e Pace.

Vladimir Putin avrebbe dovuto leggere tra le righe dell'opera del suo compatriota per capire che l'Europa poteva forse essere addormentata quando la Russia ha annesso la Crimea, ma che un continente unito, che ha subito due guerre mondiali sul suo suolo, non poteva rimanere addormentato per sempre.

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a cura di Stefano Mallia, presidente del gruppo Datori di lavoro del CESE

"Siamo addormentati fino a quando ci innamoriamo!", scrive brillantemente Lev Tolstoj nel suo intramontabile capolavoro Guerra e Pace.

Vladimir Putin avrebbe dovuto leggere tra le righe dell'opera del suo compatriota per capire che l'Europa poteva forse essere addormentata quando la Russia ha annesso la Crimea, ma che un continente unito, che ha subito due guerre mondiali sul suo suolo, non poteva rimanere addormentato per sempre.

Ed è così che è successo: l'Europa si è innamorata dell'Ucraina e si è svegliata. Quello che abbiamo visto in questi giorni è un continente che si innamora di un paese che lotta contro l'aggressione per la sua autodeterminazione, per la sua libertà e per i suoi valori democratici.

Subito dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, l'UE ha imposto misure che solo pochi mesi fa erano impensabili. La guerra in Ucraina sta facendo emergere l'umanità dell'UE e dei suoi cittadini, che stanno anteponendo la libertà e la pace all'interesse e al commercio.

Alla velocità della luce, l'UE ha adottato il più grande pacchetto di sanzioni nella storia dell'Unione, andando a colpire il sistema finanziario della Russia, le sue industrie ad alta tecnologia e la sua élite corrotta. Queste sanzioni incideranno pesantemente sull'economia russa e sul Cremlino e avranno anche un costo per l'economia europea.

Il risveglio dell'Europa è visibile in tutto l'arco politico. Se l'Europa vuole continuare a vivere in pace, deve finalmente costruire una politica estera forte e una politica di difesa comune. La ricomparsa della guerra sul nostro continente ha fatto cadere il tabù.

L'UE aveva bisogno di riscoprire il suo desiderio di pace per continuare a costruire il suo progetto. Putin, invece di dividere l'Europa, ci ha uniti tutti in questa missione.

Il testo integrale dell'articolo è disponibile qui: https://timesofmalta.com/articles/view/the-awakening-of-a-new-europe-stefano-mallia.938838 (dv/kr)

 

Giornata internazionale della donna 2022

di Maria Nikolopoulou, membro del gruppo Lavoratori del CESE

Quest'anno la celebrazione della Giornata internazionale della donna è segnata dalla pandemia di COVID-19 e dalla guerra in Ucraina. Due eventi, questi, dai quali emerge chiaramente come, nei periodi di instabilità politica, sociale ed economica, i diritti delle donne siano ancora più calpestati.

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di Maria Nikolopoulou, membro del gruppo Lavoratori del CESE

Quest'anno la celebrazione della Giornata internazionale della donna è segnata dalla pandemia di COVID-19 e dalla guerra in Ucraina. Due eventi, questi, dai quali emerge chiaramente come, nei periodi di instabilità politica, sociale ed economica, i diritti delle donne siano ancora più calpestati.

SI è visto come, durante la pandemia, le donne lavoratrici siano state più numerose a trovarsi disoccupate, come, durante il telelavoro, esse abbiano sofferto maggiormente in termini di equilibrio tra vita professionale e privata, e come, durante i periodi di confinamento, la violenza domestica sia aumentata. Le disuguaglianze strutturali che esistevano già prima della pandemia sono state esacerbate.

La guerra ha l'effetto di modificare l'ordine delle priorità, portando al primo posto la lotta per la sopravvivenza. Le donne - nei loro molteplici ruoli di madri, prestatrici di assistenza, lavoratrici, combattenti, profughe - ne pagheranno le conseguenze in termini di sofferenze fisiche e psicologiche, con la sola scelta di continuare a resistere e andare avanti.

Il movimento sindacale e il gruppo Lavoratori del CESE hanno la volontà e il dovere di manifestare la loro solidarietà a tutte le donne i cui diritti e la cui stessa sopravvivenza sono oggi minacciati. Donne di tutto il mondo, unitevi per ripristinare la pace e costruire un futuro equo e prospero per tutti!  

Le organizzazioni della società civile dell'UE a 27 chiedono un'azione immediata per il clima sotto il loro patrocinio

a cura del gruppo Diversità Europa del CESE

In un convegno tenutosi a Parigi, organizzazioni della società civile di tutta Europa hanno chiesto una transizione climatica ed energetica giusta, equa e inclusiva, che coinvolga i cittadini, le organizzazioni della società civile e in particolare i giovani.

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a cura del gruppo Diversità Europa del CESE

In un convegno tenutosi a Parigi, organizzazioni della società civile di tutta Europa hanno chiesto una transizione climatica ed energetica giusta, equa e inclusiva, che coinvolga i cittadini, le organizzazioni della società civile e in particolare i giovani.

Queste organizzazioni ritengono che il dialogo, la cooperazione e il coordinamento a tutti i livelli siano condizioni preliminari per il buon esito, insieme a importanti investimenti nella preparazione di piani di emergenza e nell'adattamento ai cambiamenti climatici e alla transizione energetica. Si dovrebbero accrescere le risorse finanziarie sostenibili, suffragate da impegni forti da parte delle pubbliche autorità, delle imprese, della società civile e dei cittadini, come si dovrebbero accrescere il ricorso a energia rinnovabile, economicamente accessibile e prodotta in proprio,nonché il consumo efficiente.

Il gruppo Diversità Europa del CESE ha ospitato il 2 marzo scorso, presso l'Académie du Climat a Parigi, un convegno in formato ibrido sul tema Cambiamenti climatici e transizione energetica. Nel corso dell'evento sono stati affrontati gli aspetti multiformi e interconnessi dell'argomento, tra cui la dimensione sociale e geopolitica, il ruolo della pubblicità e l'atteggiamento dei cittadini, così come le azioni a livello locale, nazionale ed europeo.  

Il presidente del gruppo Diversità Europa Séamus Boland ha aperto il convegno sottolineando l'urgenza di un'azione urgente e immediata in materia di cambiamenti climatici e di transizione energetica, non da ultimo alla luce del rapporto del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, che è stato presentato a margine del convegno. "I cambiamenti climatici e la transizione energetica sono un tema urgente che ci riguarda tutti. Così come la pace, essi riguardano il nostro futuro comune. Si tratta di una questione che riguarda i valori e la nostra umanità. E per questa ragione ce ne dobbiamo occupare, anche in tempi turbolenti come quelli che stiamo attraversando", ha affermato.

Boland ha sottolineato il ruolo centrale della società civile nell'orientare e tenere viva l'attenzione delle comunità e dei cittadini per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento a essi. Ha sottolineato che ...

Approfondimento: il comunicato stampa integrale sul convegno del gruppo Diversità Europa è disponibile sulla pagina web: Civil society organisations from the EU27 call for immediate climate action led under their auspices | European Economic and Social Committee (europa.eu).

Le presentazioni di tutti gli oratori esterni e le foto possono essere consultate cliccando su questo link: Climate Change and Energy Transition | European Economic and Social Committee (europa.eu)

Soon in the EESC/Cultural events

Gli eventi culturali al CESE

L'edizione 2022 della conferenza a cura della Piattaforma delle parti interessate per l'economia circolare (ECESP) e la Giornata internazionale della donna sono state celebrate con una serie di manifestazioni culturali e spettacoli.

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L'edizione 2022 della conferenza a cura della Piattaforma delle parti interessate per l'economia circolare (ECESP) e la Giornata internazionale della donna sono state celebrate con una serie di manifestazioni culturali e spettacoli.

Il 2 marzo si è tenuto l'eccezionale concerto del trio internazionale di percussionisti TrashBeatz, una band che fa musica con la spazzatura, e il cui slogan "riduci-riutilizza-ricicla i tuoi rifiuti" corrisponde perfettamente al tema scelto quest'anno per la conferenza delle parti interessate per l'economia circolare. Se non siete riusciti ad assistere al concerto, potete guardare il video online.

Il CESE ha accolto un'esibizione artistica intitolata "…perche sono donna?" della giovane e talentuosa artista polacca Patrycja Alenkuć: un video con una performance di danza accompagnata dal racconto di una voce narrante. Il concetto alla base dello spettacolo insiste sulla straordinaria resilienza femminile, nonostante le donne non beneficino di un sostegno adeguato, indipendentemente dalla loro età o classe sociale, dal paese in cui vivono, dalla professione che svolgono o da altri fattori. "... perché sono donna?" è stato uno dei momenti più intensi del convegno del CESE sul tema Le donne nel mercato del lavoro, con il video della performer polacca in guisa di conclusione artistica degli eventi della giornata. (ck)

Edizione 2022 dell'evento

L'edizione 2022 di La vostra Europa, la vostra opinione 2022! (YEYS) si svolgerà interamente online il 31 marzo e il 1º aprile 2022. "La verità sulle menzogne. I giovani sfidano la disinformazione" è il tema di cui discuteranno gli studenti.

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L'edizione 2022 di La vostra Europa, la vostra opinione 2022! (YEYS) si svolgerà interamente a distanza il 31 marzo e il 1º aprile 2022. "La verità sulle menzogne. I giovani sfidano la disinformazione" è il tema di cui discuteranno gli studenti.

Le visite dei membri del CESE presso le scuole selezionate degli Stati membri proseguiranno fino al 25 marzo. Nel frattempo, gli studenti attendono con grande interesse di partecipare all'evento in programma il 31 marzo e il 1º aprile. La vicepresidente esecutiva della Commissione Věra Jourová incontrerà virtualmente i 99 studenti durante la sessione plenaria conclusiva per ascoltare le raccomandazioni dell'assemblea dei giovani e rispondere alle loro richieste politiche. Per ricevere altri aggiornamenti non dimenticate di seguire i profili YEYS sui social media cliccando su questo link: https://www.facebook.com/youreuropeyoursay.

Il programma dell'evento è disponibile online. (ck)

Redazione

Ewa Haczyk-Plumley (editor-in-chief)
Daniela Marangoni (dm)

Hanno collaborato a questo numero

Amalia Tsoumani (at)
Chrysanthi Kokkini (ck)
Daniela Marangoni (dm)
Daniela Vincenti (dv)
Ewa Haczyk-Plumley (ehp)
Jasmin Kloetzing (jk)
Karen Serafini (ks)
Katharina Radler (kr)
Katerina Serifi (ks)
Laura Lui (ll)
Marco Pezzani (mp)
Pablo Ribera Paya (prp)
Thomas Kersten (tk)

 

Coordinamento

Agata Berdys (ab)
Katerina Serifi (ks)

Technical support
Bernhard Knoblach (bk)

Indirizzo

Comitato economico e sociale europeo
Edificio Jacques Delors, 99 Rue Belliard, B-1040
Bruxelles, Belgio
Tel. +32 25469476
E-mail: eescinfo@eesc.europa.eu

CESE info viene pubblicato nove volte l’anno in occasione delle sessioni plenarie del CESE. CESE info è disponibile in 23 lingue.
CESE info non può essere considerato un resoconto ufficiale dei lavori del CESE. A tal fine si rimanda alla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o ad altre pubblicazioni del CESE.
La riproduzione - con citazione della fonte - è autorizzata (a condizione di inviare una copia alla redazione).
 

March 2022
04/2022

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