Lei è relatore del parere "Promuovere una produzione alimentare autonoma e sostenibile: strategie per la politica agricola comune dopo il 2027". Quali sono le proposte avanzate dal Comitato nel suo parere, in particolare per quanto riguarda la PAC dopo il 2027 ai fini della produzione alimentare sostenibile?

Lei è relatore del parere "Promuovere una produzione alimentare autonoma e sostenibile: strategie per la politica agricola comune dopo il 2027". Quali sono le proposte avanzate dal Comitato nel suo parere, in particolare per quanto riguarda la PAC dopo il 2027 ai fini della produzione alimentare sostenibile?

Stoyan Tchoukanov: La PAC ha consentito all'UE di garantire alla sua popolazione in crescita un approvvigionamento alimentare stabile, di qualità elevata e sempre migliore, mantenendo nel contempo un modello di agricoltura familiare. In questi 65 anni la PAC si è evoluta, ma continua ad essere oggetto di molte critiche riguardo alle tre dimensioni della sostenibilità della nuova versione, entrata in vigore nel 2021.

Nel momento in cui facciamo fronte a nuove sfide ci serve più che mai un quadro strategico stabile a lungo termine, orientato alla produzione alimentare sostenibile e all'autonomia strategica aperta dell'Unione europea. Allo stesso tempo occorrerebbe tutelare la diversità dei tipi di agricoltura nell'UE e rispondere alle esigenze della società e dell'ambiente ("denaro pubblico in cambio di beni pubblici"), oltre a garantire lo sviluppo rurale.

Le politiche ambientali e climatiche non dovrebbero essere considerate come un onere nella ripresa dalla crisi attuale, ma piuttosto come una parte delle soluzioni e degli orientamenti a lungo termine per le decisioni da adottare in futuro. L'ultima riforma ha rafforzato il principio secondo cui ogni ettaro sovvenzionato deve fornire in cambio dei servizi ambientali alla società.

Ma un finanziamento uniforme per ettaro non riflette la realtà ecologica né rappresenta un sostegno equo dal punto di vista sociale. A nostro avviso la prossima PAC dovrebbe amplificare ulteriormente questo aspetto, rafforzando i requisiti ambientali e sociali che dovranno essere ricompensati in modo adeguato nonché tutelati dalla concorrenza sleale.

Di conseguenza, i pagamenti basati sulla superficie dovrebbero essere riorientati nel senso di fornire incentivi piuttosto che una compensazione dei servizi utili, con un ragionevole periodo di transizione che potrebbe andare al di là di un solo quadro finanziario pluriennale (QFP).

Le piccole aziende agricole a conduzione familiare dovrebbero poter scegliere di mantenere un sostegno al reddito fondato sui pagamenti basati sulla superficie e sulle unità di lavoro nell'azienda, lasciando che gli Stati membri definiscano i relativi criteri nei piani strategici. Per arrestare l'ulteriore calo del numero di aziende agricole nell'UE dovuto alla mancanza di ricambio generazionale, è necessario intervenire in materia di aumento del reddito medio derivante dall'attività agricola, accesso alla terra (attraverso sovvenzioni agli investimenti, crediti agevolati, legislazione nazionale in materia di trasferimento di terreni), condizioni di investimento favorevoli nell'ambito del secondo pilastro (in grado di apportare ulteriori finanziamenti privati), miglioramento delle competenze (degli agricoltori, dei lavoratori agricoli e dei consulenti), emancipazione delle donne, buone condizioni di lavoro, miglioramento delle prospettive a lungo termine per gli agricoltori (pensioni ecc.) nonché attrattiva generale delle zone rurali.

La PAC deve promuovere la domanda di regimi alimentari più sani e sostenibili (prodotti biologici, stagionali, locali) da parte dei consumatori nell'UE, ridurre gli sprechi alimentari e regolamentare i mercati alimentari per far fronte alla finanziarizzazione del settore alimentare che è all'origine di gravi speculazioni, dal momento che vengono realizzati enormi profitti mentre i cittadini europei faticano a far fronte all'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Gli aumenti dei prezzi energetici e i rischi di interruzione dell'approvvigionamento di energia e fertilizzanti sono ormai all'ordine del giorno, e nel quadro della PAC andrebbe considerata la possibilità di includere componenti anticicliche e di fornire regimi di sostegno agli investimenti destinati a migliorare la produzione e la distribuzione di energia rinnovabile a livello locale e di singola azienda agricola nelle zone rurali.

Nel nostro parere suggeriamo alla Commissione di prendere in considerazione la possibilità di rafforzare, negli strumenti della PAC dopo il 2027, i regimi assicurativi di partenariato pubblico/privato, che hanno carattere volontario nei singoli Stati membri, in risposta alle conseguenze di condizioni climatiche estreme. In vista delle elezioni del Parlamento europeo del 2024 e del futuro allargamento dell'UE, il CESE ravvisa in questo parere un'opportunità per dar voce ad alcune considerazioni, indicazioni e proposte della società civile organizzata sulla forma e l'orientamento futuri della PAC dopo il 2027, nella prospettiva di realizzare una produzione alimentare autonoma e sostenibile entro una politica alimentare più a vasto raggio e globale. L'obiettivo è contribuire alla proposta della Commissione per la prossima PAC segnalando le esigenze delle organizzazioni della società civile e le aspettative della società.

Le elezioni europee del giugno 2024 saranno determinanti per il futuro dell'Europa, ed è per questo che il CESE, partner istituzionale della società civile, lancia la sua prima Settimana della società civile

Un appuntamento da non perdere!

Le elezioni europee del giugno 2024 saranno determinanti per il futuro dell'Europa, ed è per questo che il CESE, partner istituzionale della società civile, lancia la sua prima Settimana della società civile

Un appuntamento da non perdere!

Questo evento faro riunirà persone di ogni età, provenienza ed estrazione, compresi giovani, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni dell'UE, per un vivace dibattito su temi importanti per la nostra vita quotidiana e per il futuro dell'Europa.

All'insegna del motto Mobilitiamoci per la democrazia! discuteremo delle minacce e delle sfide da affrontare per salvaguardare i valori democratici e individueremo con esattezza ciò che la società civile si aspetta dai futuri leader europei. Le nostre raccomandazioni confluiranno nella risoluzione del CESE sulle elezioni europee.

La Settimana della società civile sarà incentrata su cinque importanti iniziative del CESE:

Partecipa anche tu e lasciati ispirare dai nostri seminari e dibattiti ad alto livello animati da esperti. Fai sentire la tua voce su questioni chiave per il nuovo ciclo legislativo europeo ed entra in contatto con le organizzazioni della società civile e con i responsabili del cambiamento provenienti da tutta Europa!

Le iscrizioni agli eventi sono aperte da gennaio 2024.

Ulteriori informazioni saranno presto disponibili sulla pagina web #CivSocWeek (mt)

Il 12 dicembre 2023, l'Ufficio di presidenza del Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha deciso di nominare Isabelle Le Galo Flores nuova Segretaria generale del CESE.

Il 12 dicembre 2023, l'Ufficio di presidenza del Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha deciso di nominare Isabelle Le Galo Flores nuova Segretaria generale del CESE.

Le Galo Flores ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria matematica nonché in Comunicazione, studi sui media e relazioni internazionali. Nel corso della sua carriera ha occupato varie posizioni dirigenziali, da ultimo quella di vicedirettrice generale per la Spagna della fondazione Daniel e Nina Carasso, dove si è occupata tra l'altro di sistemi alimentari sostenibili e di cittadinanza attraverso l'arte.

Il Segretario generale del CESE riveste una funzione esecutiva, assistendo e consigliando gli organi statutari del Comitato e gestendo una forza lavoro di circa 700 unità. Le Galo Flores ha assunto le sue funzioni il 16 gennaio per un periodo di cinque anni, succedendo a Gianluca Brunetti, che ha lasciato il posto il 31 dicembre 2023. (ehp)

In un parere adottato in sessione plenaria, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha proposto una strategia per affrontare le sfide socioeconomiche cui devono far fronte le isole, le zone montane e le aree scarsamente popolate dell'UE. Il CESE chiede che l'UE intervenga attraverso la politica di coesione e sottolinea la necessità di strategie su misura, dati affidabili e meccanismi specifici per la crescita sostenibile.

In un parere adottato in sessione plenaria, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha proposto una strategia per affrontare le sfide socioeconomiche cui devono far fronte le isole, le regioni montane e le zone scarsamente popolate dell'UE. Il CESE chiede che l'UE intervenga attraverso la politica di coesione e sottolinea la necessità di strategie su misura, dati affidabili e meccanismi specifici per la crescita sostenibile.

 

Le regioni remote dell'UE, dalle isole alle zone montane e scarsamente popolate, si trovano a dover affrontare delle sfide economiche, sociali e ambientali che ne ostacolano il progresso. Le isole remote devono sostenere costi elevati a causa del loro isolamento, mentre i cambiamenti climatici comportano dei rischi per le zone montane. Il declino demografico nelle zone scarsamente popolate impone di adottare strategie di crescita innovative. Il relatore del CESE Ioannis Vardakastanis sottolinea la necessità di approcci su misura, che tengano conto delle caratteristiche specifiche di ciascuna regione. Nel suo parere il Comitato raccomanda un'azione coesa dell'UE, ponendo l'accento sulla solidarietà regionale per prevenire l'emarginazione. Il CESE propone di utilizzare la solida base giuridica della politica di coesione dell'UE e raccomanda di istituire fondi e patti specifici – come il "patto per le isole" o il "patto per le zone montane" – per affrontare sfide uniche, sulla falsariga delle strategie di successo attuate nelle zone urbane e rurali. Le soluzioni comprendono aspetti economici, sociali e ambientali, che richiedono misure diversificate, dalla riduzione dei costi operativi alla promozione della creazione di posti di lavoro e alla tutela della cultura locale. Un processo decisionale informato si basa su dati precisi e sullo sviluppo delle capacità, nonché sulla promozione di un dialogo attivo tra le parti interessate dell'UE, nazionali e locali per definire politiche che riflettano le caratteristiche uniche di queste regioni all'interno dell'UE. (tk)

Il settore finanziario, e più in particolare quello bancario, è fondamentale per rendere più competitiva l'economia dell'UE, in quanto esercita una notevole influenza sui finanziamenti e sulla transizione essenziale verso la sostenibilità. In un parere adottato in sessione plenaria, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) illustra le principali modalità per rafforzare questo settore e accrescere il suo contributo all'autonomia strategica dell'UE, come pure gli obiettivi che lo aiuteranno in tal senso.

Il settore finanziario, e più in particolare quello bancario, è fondamentale per rendere più competitiva l'economia dell'UE, in quanto esercita una notevole influenza sui finanziamenti e sulla transizione essenziale verso la sostenibilità. In un parere adottato in sessione plenaria, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) illustra le principali modalità per rafforzare questo settore e accrescere il suo contributo all'autonomia strategica dell'UE, come pure gli obiettivi che lo aiuteranno in tal senso.

 

Un sistema finanziario resiliente rappresenta una priorità per la trasformazione economica dell'UE, ma restano ancora delle sfide da affrontare, nonostante gli sforzi volti a introdurre verifiche della competitività e a perfezionare la regolamentazione tramite il programma REFIT. Il relatore del parere del CESE Antonio García del Riego osserva che il mancato completamento dell'Unione bancaria e dell'Unione dei mercati dei capitali costituisce un ostacolo all'unità del mercato, il che fa sì che le banche dell'UE perdano terreno rispetto alla concorrenza globale. Questo aspetto dovrà essere affrontato mediante valutazioni approfondite, al fine di garantire un settore finanziario competitivo e resiliente. La concorrenza leale è fondamentale per la stabilità e la crescita, ma richiede quadri normativi più solidi che tutelino la diversità del settore bancario. Il CESE sottolinea il ruolo svolto da una concorrenza leale nel garantire la stabilità e nell'attrarre investimenti, e chiede un approccio equilibrato alla vigilanza che promuova la digitalizzazione e la sostenibilità del mercato. Pur accogliendo con favore l'introduzione di una verifica della competitività in tutte le politiche future, il CESE sottolinea che la competitività deve essere rafforzata senza discostarsi dalle norme internazionali come il quadro di Basilea III. È essenziale che tale verifica sia allineata alle specificità del settore finanziario. Il completamento dell'Unione dei mercati dei capitali combatterà la frammentazione del mercato, rafforzerà la stabilità finanziaria e promuoverà l'integrazione. Il CESE sottolinea che, per il progresso di tale settore, è fondamentale impiegare metodi di valutazione efficaci, coinvolgere le parti interessate nelle valutazioni d'impatto e disporre di dati affidabili che permettano di prendere decisioni informate. (tk)

Il Belgio ha assunto la guida dell'UE il 1º gennaio e deterrà la presidenza del Consiglio dell'UE in questo primo, cruciale semestre del 2024. L'appuntamento più importante sarà senza dubbio quello delle elezioni europee di giugno, quando i cittadini europei potranno decidere in merito al futuro corso dell'Unione. Noi del CESE faremo la nostra parte, contribuendo alacremente a diffondere informazioni su questa consultazione elettorale e a incoraggiare gli elettori ad andare a votare.

Il Belgio ha assunto la guida dell'UE il 1º gennaio e deterrà la presidenza del Consiglio dell'UE in questo primo, cruciale semestre del 2024. L'appuntamento più importante sarà senza dubbio quello delle elezioni europee di giugno, quando i cittadini europei potranno decidere in merito al futuro corso dell'Unione. Noi del CESE faremo la nostra parte, contribuendo alacremente a diffondere informazioni su questa consultazione elettorale e a incoraggiare gli elettori ad andare a votare. "In quanto casa della società civile organizzata, il CESE lavorerà a stretto contatto con la presidenza belga per costruire un'Europa più forte, più resiliente e più democratica", ha dichiarato il Presidente del CESE Oliver Röpke.

Questo nuovo opuscolo presenta le attività che il CESE svolgerà in questo primo semestre e i dossier chiave su cui stanno lavorando le nostre sezioni, nonché i pareri esplorativi a noi richiesti dalla presidenza belga.
È curioso scoprire chi sono i nostri membri belgi?

Qui può vedere chi sono e quali parti della società civile rappresentano. Le informazioni sono disponibili in francese, inglese, neerlandese e tedesco (cw).

La storia del CESE è una storia di successo, ma l'Unione europea deve compiere uno sforzo ancora maggiore per difendere e promuovere il suo patto sociale e i principi di solidarietà, di un'economia equa e di inclusività. È questa la chiave per preservare i suoi valori europei.

La storia del CESE è una storia di successo, ma l'Unione europea deve compiere uno sforzo ancora maggiore per difendere e promuovere il suo patto sociale e i principi di solidarietà, di un'economia equa e di inclusività. È questa la chiave per preservare i suoi valori europei.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) è stato istituito dal Trattato di Roma (firmato nel marzo 1957) e ha tenuto la sua prima sessione plenaria nel maggio 1958. Le esperienze maturate nel corso della sua attività e gli insegnamenti che ne ha tratto per il futuro sono stati al centro del dibattito dedicato alle Celebrazioni del 65º anniversario del Comitato economico e sociale europeo: Rafforzare la società civile, difendere la democrazia, che si è svolto a Bruxelles il 13 dicembre 2023. "Nei suoi 65 anni di vita il nostro Comitato ha creato una vera e propria piattaforma grazie alla quale la società civile può esprimere liberamente le proprie opinioni e sforzarsi così di migliorare la legislazione dell'UE. Nell'attuale contesto geopolitico in evoluzione, far risuonare la voce di una società civile forte e indipendente è più importante che mai. È la società civile, esercitando il suo ruolo di controllo, a garantire che nessuno si discosti dal sistema di bilanciamento dei poteri, dallo Stato di diritto o dai diritti e valori fondamentali, ossia che nessuno 'si scolleghi dalla democrazia'", ha dichiarato il Presidente del CESE Oliver Röpke.

I membri del CESE rappresentano l'ampio spettro delle organizzazioni della società civile di tutta Europa, incluse le imprese, i sindacati e altri gruppi di interesse. Il Comitato è un organo consultivo dell'Unione europea che formula pareri indirizzati alla Commissione europea, al Consiglio dell'UE e al Parlamento europeo, fungendo da ponte tra le istituzioni decisionali dell'Unione e i suoi cittadini. "Una volta toccato il traguardo dei 65 anni, si potrebbe pensare che per il nostro Comitato sia ormai arrivato il momento di andare in pensione. Ma è proprio il contrario! Oggi il CESE è più indispensabile che mai, in un periodo in cui così tanti cittadini europei devono far fronte alle difficoltà. Dobbiamo respingere i tentativi di ignorare il ruolo del dialogo sociale organizzato. Le altre istituzioni dell'UE dovrebbero anzi prestare sempre di più ascolto a quello che abbiamo da dire", ha sottolineato George Dassis, ex Presidente del CESE e presidente dell'Associazione degli ex membri del CESE.

Come è stato ricordato nel corso delle celebrazioni, il CESE è stato protagonista del dibattito sviluppatosi negli ultimi anni sul pilastro europeo dei diritti sociali. È stato anche parte integrante della Conferenza sul futuro dell'Europa, le cui raccomandazioni finali riconoscono esplicitamente il CESE quale strumento per rafforzare la partecipazione e la trasparenza nella democrazia dell'UE. Tra gli esempi più recenti del ruolo di apripista svolto dal CESE, segnaliamo che è stato il primo a invocare un'autentica Unione europea della salute ed è tuttora in prima linea nel proporre un "diritto alla riparazione". Stefano Mallia, presidente del gruppo Datori di lavoro, ha messo l'accento sull'importante impatto che hanno avuto i lavori del CESE, sottolineando i miglioramenti apportati alla legislazione a partire dal 1958: "Negli ultimi mesi abbiamo raggiunto diversi obiettivi fondamentali, tra cui la verifica della competitività e un Blue Deal dell'UE, e continueremo a lavorare per far conoscere i punti di vista delle categorie che rappresentiamo".

La transizione energetica, le azioni per far fronte alla crisi climatica e la risposta alla minaccia geopolitica rappresentata dalla Russia sono solo alcune delle sfide che rendono ancor più indispensabile il ruolo di un CESE che contribuisca a costruire un consenso per il bene comune, a promuovere i valori dell'integrazione europea e far progredire la causa della democrazia partecipativa e delle organizzazioni della società civile. "Da 65 anni il CESE mette a disposizione dei rappresentanti sindacali una piattaforma per svolgere discussioni dense di contenuto con i datori di lavoro, le organizzazioni della società civile e le altre istituzioni dell'Unione europea. Il segreto del successo del CESE è nella collaborazione. Dall'incontro e dallo scambio tra esponenti di molti gruppi sociali differenti riusciamo a elaborare pareri con tante prospettive diverse. Questa inclusività è la garanzia che il nostro lavoro rimanga allineato ai principi democratici", ha dichiarato Lucie Studničná, presidente del gruppo Lavoratori.

Séamus Boland, presidente del gruppo Organizzazioni della società civile, ha sollecitato la piena mobilitazione del CESE in vista delle elezioni europee. "L'UE deve fornire una soluzione collettiva dei problemi alle sfide comuni europee. Se riusciremo o no a centrare questo obiettivo dipenderà in larga misura dai risultati delle elezioni del Parlamento europeo. Il CESE e i suoi membri hanno il compito e la responsabilità di entrare in contatto con i cittadini europei attraverso le loro reti di organizzazioni della società civile per fugare i timori e combattere la disinformazione e la sfiducia. Dobbiamo inoltre ribadire la nostra richiesta di misure concrete per attuare il dialogo con la società civile a livello dell'UE in tutti i settori d'intervento delle politiche."

Per saperne di più di sulla storia del CESE (ab)

L'iniziativa Global Gateway è intesa a garantire l'autonomia strategica aperta dell'UE ma deve basarsi su valutazioni d'impatto, come ha sottolineato il Comitato economico e sociale europeo nel parere sul tema adottato nella sessione plenaria dello scorso dicembre. Il CESE si propone per svolgere un ruolo più attivo nelle fasi cruciali del processo decisionale relative ai progetti di sviluppo associati a Global Gateway.

L'iniziativa Global Gateway è intesa a garantire l'autonomia strategica aperta dell'UE ma deve basarsi su valutazioni d'impatto, come ha sottolineato il Comitato economico e sociale europeo nel parere sul tema adottato nella sessione plenaria dello scorso dicembre. Il CESE si propone per svolgere un ruolo più attivo nelle fasi cruciali del processo decisionale relative ai progetti di sviluppo associati a Global Gateway.

La strategia si impegna a mobilitare, tra il 2021 e il 2027, fino a 300 miliardi di EUR di investimenti per contrastare i cambiamenti climatici, migliorare la connettività digitale, energetica e dei trasporti, e rafforzare le infrastrutture sanitarie, educative e di ricerca in tutto il mondo.

Il CESE sottolinea tuttavia che i programmi di investimento nell'ambito dell'iniziativa Global Gateway devono basarsi su valutazioni d'impatto, garantendo la titolarità democratica delle iniziative di sviluppo nei paesi partner nonché la sostenibilità economica, sociale e ambientale dei progetti. Al tempo stesso, il Comitato esprime delle riserve circa i progetti finanziati con altri fondi dell'UE, che potrebbero discostarsi dal normale processo di controllo per via della scarsa chiarezza delle procedure di valutazione dell'impatto dei singoli progetti.

Il membro del CESE e relatore del parere Stefano Palmieri ha precisato che i progetti previsti nel quadro dell'iniziativa Global Gateway devono rispettare una serie di principi e obiettivi, sottolineando che "il rispetto dei valori dell'UE e la presentazione di valutazioni d'impatto dettagliate sono elementi importanti per garantire la sostenibilità di tali progetti".

Il Comitato deplora al contempo l'assenza di una partecipazione significativa di attori locali europei nel processo di sviluppo globale. Il CESE desidera avere un ruolo più attivo nelle fasi cruciali del processo decisionale relative ai progetti di sviluppo associati a Global Gateway, a cominciare dall'organizzazione di incontri con cadenza regolare tra il Consiglio dell'iniziativa, le organizzazioni della società civile e le parti sociali. (mt)

Le organizzazioni della società civile esprimono delusione per i risultati della COP 28, ma li considerano un punto di partenza per intensificare l'azione europea sulla scena mondiale. Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) conferma il suo impegno ad affrontare la crisi climatica, sottolineando la necessità di una essere più ambiziosi e di coinvolgere maggiormente i giovani.

Le organizzazioni della società civile esprimono delusione per i risultati della COP 28, ma li considerano un punto di partenza per intensificare l'azione europea sulla scena mondiale. Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) conferma il suo impegno ad affrontare la crisi climatica, sottolineando la necessità di una essere più ambiziosi e di coinvolgere maggiormente i giovani.

La COP28 segna una svolta storica: per la prima volta in trent'anni i paesi partecipanti si sono impegnati ad abbandonare i combustibili fossili nei sistemi energetici. Il Presidente del CESE Oliver Röpke riconosce questi progressi, ma insiste sulla necessità di eliminare completamente i combustibili fossili e sottolinea l'importanza di coinvolgere i giovani in questi sforzi.

I negoziatori dell'Unione europea affermano di essere riusciti a mantenere vivo l'obiettivo dell'accordo di Parigi di limitare l'aumento della temperatura globale. La COP 28 si è concentrata sul settore energetico, puntando a una riduzione delle emissioni del 43 % entro il 2030 e all'azzeramento delle emissioni nette entro il 2050. Tuttavia, l'accordo è oggetto di critiche a causa delle sue carenze, tra cui le incertezze circa il raggiungimento dell'obiettivo degli 1,5ºC, l'influenza degli Stati produttori di petrolio e la debolezza delle disposizioni finanziarie per la transizione.

Sandrine Dixson-Declève, copresidente del Club di Roma, mette in guardia contro l'aumento della disuguaglianza in termini di ricchezza e le tensioni sociali derivanti da una ripartizione inadeguata degli oneri. Diandra Ni Bhuachalla, delegata del CESE per i giovani, afferma di essere estremamente delusa dai risultati della COP 28, sottolineando l'importanza delle esperienze dei cittadini nel contrastare i lobbisti dei combustibili fossili.

Nonostante le preoccupazioni espresse, i membri del CESE riconoscono gli aspetti positivi dell'accordo di Dubai e si impegnano ad affrontarne le lacune, esortando le altre istituzioni dell'UE a fare altrettanto. Il messaggio generale del dibattito in seno al CESE è un impegno risoluto: "Non rinunceremo" ad affrontare con urgenza la crisi climatica attraverso un'azione costante nell'UE e alle Nazioni Unite. (ks)

Tra il momento in cui è nata l'idea di un mercato unico europeo negli anni '80 e la sua concezione e il suo lancio nei primi anni '90, sono stati molti i cambiamenti storici che si sono succeduti sul nostro continente e nel resto del mondo. Da allora le dimensioni dell'Unione europea e il numero dei suoi Stati membri sono più che raddoppiati e l'UE si è trovata ad affrontare crisi, conflitti e sfide naturali, economiche, sociali e tecnologiche.

Tra il momento in cui è nata l'idea di un mercato unico europeo negli anni '80 e la sua concezione e il suo lancio nei primi anni '90, sono stati molti i cambiamenti storici che si sono succeduti sul nostro continente e nel resto del mondo. Da allora le dimensioni dell'Unione europea e il numero dei suoi Stati membri sono più che raddoppiati e l'UE si è trovata ad affrontare crisi, conflitti e sfide naturali, economiche, sociali e tecnologiche.

Da allora anche la situazione geopolitica è cambiata radicalmente, con l'emergere in Asia di una nuova superpotenza che si è trasformata in un rivale sistemico dell'UE a diversi livelli. Nel corso degli anni i principi del mercato interno, vale a dire la libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e dei lavoratori, hanno permesso di migliorare le prestazioni economiche dell'UE. Tuttavia, il mercato unico è lungi dall'essere perfetto.

E questo a causa dell'attuazione piuttosto frammentaria delle norme concordate, del moltiplicarsi delle prescrizioni amministrative e delle capacità di vigilanza del mercato estremamente limitate. Inoltre, il mercato unico si trova attualmente ad affrontare obiettivi contrastanti: le richieste di sovvenzioni da parte dell'industria, ma anche di altri attori a livello nazionale, sono incompatibili con le richieste di limitare gli aiuti di Stato e di mantenere condizioni di parità in tutti gli Stati membri; i requisiti in materia di produzione locale per mantenere la creazione di valore e l'occupazione in Europa sono in contrasto con la richiesta di promuovere l'apertura e l'accesso ai mercati, al fine di rimanere competitivi sotto il profilo dei costi rispetto ai concorrenti globali e di fornire ai consumatori prodotti a prezzi accessibili; l'accesso alle materie prime indispensabili per la produzione di beni (dalle automobili, le turbine eoliche o i pannelli solari, agli elettrodomestici da cucina o gli attrezzi da giardino) non è compatibile con le condizioni di approvvigionamento di tali risorse, come la garanzia di norme in materia di lavoro e ambiente e la gestione dei concorrenti per tali risorse.

L'apertura dei mercati e delle frontiere dell'UE, un aspetto cruciale alla base dell'idea del mercato unico, è ormai insufficiente in un mondo che non rispetta più le norme commerciali internazionali concordate a livello multilaterale. In effetti, rischia di trasformarsi in un punto debole per l'UE se non prevede alcune garanzie, quali una rigorosa sorveglianza della qualità e della sicurezza dei prodotti che entrano nel mercato dell'UE o il controllo degli investimenti e dei relativi obiettivi da parte degli investitori. In un mondo che si sta allontanando dai sistemi multilaterali fondati su regole per avvicinarsi a Stati che limitano o impongono restrizioni all'accesso alle risorse sulla base dei loro interessi nazionali, l'economia della globalizzazione e delle catene di approvvigionamento integrate a livello internazionale non funziona più.

Un mercato interno basato su tali regole necessita pertanto di una nuova strategia, che dovrebbe concentrarsi su diversi aspetti: una politica industriale europea, un quadro favorevole per le imprese e le PMI, le imprese dell'economia sociale, il sostegno pubblico al progetto europeo, servizi di interesse generale adeguatamente organizzati ed efficienti e misure per preservare e sviluppare il nostro modello sociale.

Secondo il CESE, il completamento del mercato dei capitali dell'UE è fondamentale per l'approfondimento del mercato unico. Il mercato dei capitali dovrebbe essere orientato al finanziamento della produzione, dell'acquisto e del flusso di beni e servizi, in particolare sostenendo la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione delle imprese e i servizi di interesse generale, e incoraggiando l'imprenditorialità.

Inoltre, è necessario dare priorità alle politiche che forniscono un quadro per l'innovazione da parte delle imprese private e favoriscono l'innovazione attraverso l'accesso al capitale di rischio e la cooperazione tra l'industria e la scienza. L'applicazione dell'acquis deve pertanto essere un'ulteriore priorità per rafforzare il mercato interno. Purtroppo, molte di queste norme non sono state recepite a livello nazionale, oppure sono applicate in maniera o misura molto diversa, e questo costituisce un ostacolo grave e sostanziale al buon funzionamento del mercato interno.