European Economic
and Social Committee
European Economic
and Social Committee
The European Economic and Social Committee (EESC) is the voice of organised civil society in Europe.
Find out more about its role and structure at http://www.eesc.europa.eu/en/about
The EESC issues between 160 and 190 opinions, evaluation and information reports a year.
It also organises several annual initiatives and events with a focus on civil society and citizens’ participation such as the Civil Society Prize, the Civil Society Days, the Your Europe, Your Say youth plenary and the ECI Day.
Find the latest EESC opinions and publications at http://www.eesc.europa.eu/en/our-work/opinions-information-reports/opinions and http://www.eesc.europa.eu/en/our-work/publications-other-work/publications respectively.
The EESC is active in a wide range of areas, from social affairs to economy, energy and sustainability.
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The EESC holds nine plenary sessions per year. It also organises many conferences, public hearings and high-level debates related to its work.
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The EESC brings together representatives from all areas of organised civil society, who give their independent advice on EU policies and legislation. The EESC's326 Members are organised into three groups: Employers, Workers and Various Interests.
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The EESC has six sections, specialising in concrete topics of relevance to the citizens of the European Union, ranging from social to economic affairs, energy, environment, external relations or the internal market.
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Di Christian Moos
Le preoccupazioni per l'ingerenza malevola di Stati ostili come la Russia sono pienamente giustificate, come dimostrano molteplici esempi di prestiti vantaggiosi concessi a partiti di estrema destra, di incarichi nei consigli di sorveglianza conferiti ad ex politici, di contratti redditizi offerti a imprenditori di dubbia moralità e di finanziamento di presunte ONG.
Dobbiamo quindi restare particolarmente vigili in vista delle elezioni europee. A questo proposito, il pacchetto per la difesa della democrazia formula alcune valide raccomandazioni rivolte agli Stati membri, anche se con un ritardo decisamente eccessivo. Il pacchetto, infatti, era già tardivo quando era stato varato dalla Commissione, che l'aveva poi rinviato di oltre sei mesi, all'inizio dell'estate 2023, a causa delle forti e - soprattutto - unanimi critiche mosse alla proposta legislativa che il pacchetto avrebbe dovuto includere.
Il pacchetto è stato finalmente pubblicato nel dicembre scorso, confermando tuttavia i peggiori timori. La direttiva proposta, infatti, stigmatizzerebbe le ONG che ricevono fondi da governi di paesi terzi come gli Stati Uniti. La proposta stessa si presta ad essere sfruttata come pretesto dai governi autoritari che ricorrono a leggi sugli "agenti stranieri" per tentare di mettere a tacere qualsiasi opposizione democratica.
Inoltre, la direttiva contiene definizioni vaghe e lacune enormi di cui possono approfittare gli agenti (questi sì effettivi) di Mosca. I rappresentanti della società civile organizzata si chiedono perché la Commissione non istituisca un registro generale per la trasparenza che includa tutti i rappresentanti di interessi e che risulti compatibile con le normative vigenti a livello nazionale, creando così una base giuridica chiara e sicura per tutte le parti interessate.
La Commissione dovrebbe quindi ritirare l'attuale proposta di direttiva e presentare una nuova proposta nel 2025, adottando un approccio più globale che non faccia il gioco dei nemici della democrazia.