La transizione energetica: un'opportunità unica per mettere la società civile al centro del processo decisionale dell'UE

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La transizione energetica offre alle città e alle regioni enormi possibilità di mettere a punto politiche nuove, innovative ed efficaci a livello regionale. Intervenendo alla sessione plenaria di luglio del Comitato economico e sociale europeo (CESE), Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea e commissario per l'Unione dell'energia, ha sottolineato l'importanza di legare le iniziative dell'UE nel campo dell'energia alla politica e allo sviluppo regionali e di rafforzare la cooperazione tra gli organi dell'UE e la società civile.

Partecipando al dibattito dell'Assemblea plenaria del CESE dedicato alla fornitura decentrata di energia, allo sviluppo economico regionale e al trasporto sostenibile, il commissario europeo Šefčovič ha sottolineato l'importanza del ruolo che le regioni e le città dell'UE possono svolgere nell'iniziativa per l'Unione dell'energia in quanto fonti preziose di soluzioni innovative: "è a livello locale" ha osservato "che piani e impegni politici si traducono in progetti concreti. L'Unione dell'energia non può essere costruita qui a Bruxelles, ma va realizzata nelle nostre città e nei nostri paesi. Bisogna che sia un'impresa collettiva, in cui possiamo presentare soluzioni creative".

Un gran numero di azioni sarà infatti sviluppato a livello locale: dalla diffusione di punti di ricarica per i veicoli elettrici urbani alla costruzione di edifici intelligenti, per non parlare della produzione decentrata di energie rinnovabili e delle cooperative energetiche. Tutto questo, a sua volta, contribuirà a rafforzare la crescita e l'occupazione sul territorio.

Da parte sua, il Presidente del CESE Luca Jahier ha posto l'accento sul ruolo cruciale che in questo campo spetta alla società civile. "Il coinvolgimento del CESE nelle politiche europee in materia di energia e di trasporti" ha spiegato "rappresenta una grande opportunità di fare in modo che i cittadini siano al centro dell'iniziativa per l'Unione dell'energia".

"La priorità numero uno dell'Unione dell'energia", ha aggiunto il commissario Šefčovič, "è la sicurezza dell'approvvigionamento. Una volta assicuratici che l'Europa disponga di energia sufficiente per il suo fabbisogno, dobbiamo adempiere i nostri obblighi in materia di clima. Una volta resa più verde la nostra energia, occorre che le nostre imprese la adoperino e la nostra industria rimanga competitiva, promuovendo idee innovative". Al centro dell'Unione dell'energia vi è l'idea è che le questioni energetiche non possono essere affrontate in modo isolato, separatamente dal resto dell'economia. Questo è il motivo per cui, per la prima volta, la Commissione ha adottato per l'energia e il clima un'impostazione unificante, che coinvolge tutte le politiche correlate e in particolare quella in materia di trasporti, che soprattutto negli ultimi anni ha acquisito sempre maggiore centralità. La sostenibilità assume qui un rilievo fondamentale, se si considera che in Europa i trasporti generano quasi un quarto delle emissioni di gas a effetto serra e che, rispetto ad altri settori, tale quota risulta in aumento.

Citando la progressiva chiusura delle miniere di carbone in tutta l'UE, la questione di giustizia sociale posta dalla povertà energetica e la necessità di modernizzare i trasporti, Šefčovič ha messo in evidenza le azioni di vario tipo finora condotte dalla Commissione europea:

  • offrendo sostegno e assistenza tecnica ai territori in cui sono state chiuse miniere di carbone, attraverso la Piattaforma per le regioni carbonifere in transizione (iniziativa sostenuta dal CESE, che ha organizzato diverse tavole rotonde per discutere di questo tema);
  • istituendo l'Osservatorio UE della povertà energetica, che monitora e affronta le cause profonde di tale fenomeno, che nell'UE colpisce circa 50 milioni di cittadini (il CESE aveva proposto di creare un organismo di questo genere già nel 2013, e presto entrerà a far parte del consorzio che ne sostiene le attività);
  • basando il terzo pacchetto Mobilità, recentemente adottato, sui tre pilastri della sostenibilità, della sicurezza e della mobilità intelligente (il CESE ha seguito da vicino questi sviluppi e contribuito attivamente all'elaborazione delle nuove politiche, sia di sua iniziativa che su richiesta di altre istituzioni). Il vicepresidente della Commissione ha poi sottolineato l'importanza strategica delle proposte del pacchetto Mobilità e la necessità di agire con celerità. L'Europa deve attuare le innovazioni e investire in tecnologie nuove e pulite per offrire soluzioni di trasporto più efficaci, ridurre l'inquinamento atmosferico e garantire ai suoi cittadini un ambiente più sano e più sicuro, senza dimenticare la dimensione economica. L'Europa deve diventare leader nella tecnologia delle batterie, che costituisce una base importante per la transizione energetica e dei trasporti.

Tuttavia, l'impegno a favore del livello regionale e l'approccio trasversale nei confronti dell'energia - considerata in un'ottica economica, sociale e ambientale - sono elementi necessari ma non sufficienti. Le misure legislative devono infatti essere accompagnate dalla cooperazione tra le parti interessate in tutti i campi e in tutti i territori, perché, ha concluso il commissario Šefčovič, "il nostro obiettivo è fare in modo che nessuna regione e nessun cittadino siano lasciati indietro".

Il Presidente Jahier ha quindi illustrato il lavoro del CESE su questo tema e in particolare i due pareri adottati nella sessione plenaria in corso, che sottolineano gli effetti positivi sovente prodotti dalla transizione energetica sulle economie regionali e la necessità di collegare tra loro in modo più sistematico le politiche in materia di energia e di coesione (parere TEN/660 sugli effetti della transizione energetica sulle economie regionali, relatore Lutz Ribbe).

Riguardo al ruolo dei trasporti, il Presidente del CESE ha sottolineato la necessità di un nuovo approccio più integrato che consideri gli aspetti economici, sociali e ambientali e sia orientato a conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite (parere TEN/661 sul ruolo dei trasporti nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, relatrice Tellervo Kylä-Harakka-Ruonala).

Alcuni membri del CESE hanno quindi espresso le loro preoccupazioni in merito ad aspetti sociali e politici dell'Unione dell'energia, e il commissario Šefčovič ha replicato ribadendo l'impegno della Commissione ad adottare misure volte a eliminare gli ostacoli che ancora impediscono la partecipazione piena e attiva dei cittadini alla transizione energetica in qualità di "prosumatori", nonché a sviluppare la fiducia degli investitori nelle energie pulite.

Il Presidente Jahier ha concluso il dibattito ricordando la visione e il ruolo del CESE, consentire a ciascuno di fare udire la propria voce: "riunendo le diverse competenze della società civile organizzata di tutta l'UE, il CESE cerca di fare in modo che, nella modernizzazione dell'economia europea, nessuno sia lasciato indietro: né in termini di qualità dell'ambiente, disponibilità di posti di lavoro e opportunità di creare valore economico né in quanto consumatore".

 

Informazioni di base: i pareri del CESE

  • TEN/657 - Terza relazione sullo stato dell'Unione dell'energia
  • TEN/643 - Una mobilità pulita, competitiva e interconnessa per tutti

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PR 35 / 2018 - Debate Sefcovic-Jahier