European Economic
and Social Committee
Gestione dei rifiuti radioattivi: le comunità locali devono avere voce in capitolo
Un convegno sulla gestione dei rifiuti radioattivi organizzato dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) e dalla Commissione europea ha sottolineato quanto sia importante tenere conto del punto di vista della società civile organizzata e valutare attentamente gli ultimi sviluppi scientifici.
La gestione dei rifiuti radioattivi può essere migliorata dando ascolto alle esigenze, alle aspettative e alle preoccupazioni della società civile. Per comprendere e affrontare i potenziali problemi, in particolare a livello locale, regionale e nazionale, è essenziale assicurare una partecipazione, un coinvolgimento e un'interazione a largo raggio nel processo decisionale pubblico, attingendo alle esperienze maturate in questo campo sia in passato che ora.
È questo il messaggio di fondo del convegno intitolato La gestione dei rifiuti radioattivi dal punto di vista della società civile, tenutosi a Bruxelles il 17 ottobre 2024 su iniziativa comune del CESE e della direzione generale della Ricerca e dell'Innovazione della Commissione europea.
"Dobbiamo facilitare il dialogo inclusivo, l'apertura e la trasparenza con la società civile in tutti i settori della gestione dei rifiuti radioattivi", ha dichiarato Baiba Miltoviča, presidente della sezione Trasporti, energia, infrastrutture e società dell'informazione del CESE. "Quando si tratta di prendere decisioni politiche particolarmente complesse relative alla gestione dei rifiuti radioattivi, il coinvolgimento della società civile non è mai eccessivo o prematuro".
Le ha fatto eco Rosalinde Van Der Vlies, direttrice responsabile delle politiche per un pianeta pulito presso la DG Ricerca e innovazione della Commissione europea: "Le decisioni per le generazioni future non dovrebbero essere lasciate esclusivamente agli scienziati. È essenziale coinvolgere la società civile europea nel nostro partenariato sulla gestione dei rifiuti radioattivi. Mi auguro che il convegno di oggi getti le basi per future iniziative di dialogo con i cittadini. Sono molto lieta di annunciare che la prossima settimana, a Gand, sarà avviato il partenariato EURAD-2 sulla gestione dei rifiuti radioattivi, cofinanziato dal programma Euratom di ricerca e formazione. Auspico vivamente di poter cooperare in modo duraturo con il CESE e la società civile".
Il Comitato e la Commissione insieme per ascoltare i punti di vista della società civile
Tutti gli Stati membri dell'UE hanno generato e continuano a generare rifiuti radioattivi derivanti dalla produzione di energia elettrica e da attività industriali, agricole, mediche e di ricerca, nonché dalla disattivazione di impianti nucleari. La gestione sicura e responsabile del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi è un presupposto fondamentale per qualsiasi attività nel campo nucleare ed è di competenza di ciascuno Stato membro.
La ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica svolgono un ruolo fondamentale nella gestione sicura dei rifiuti radioattivi, e in tutto ciò bisogna tenere conto delle preoccupazioni e delle aspettative della società civile organizzata. Le considerazioni delle OSC confluiranno nelle conclusioni del convegno e contribuiranno alla stesura del parere del CESE sul tema La gestione dei rifiuti radioattivi dal punto di vista della società civile, che sarà adottato nella sessione plenaria del CESE la prossima settimana.
Per garantire che le posizioni della società civile su questi temi siano ascoltate, anche il CESE, in qualità di istituzione dell'UE che rappresenta la società civile organizzata di tutti i 27 Stati membri, partecipa ora a EURAD, il programma congiunto europeo sulla gestione dei rifiuti radioattivi.
L'interazione con la società civile è una componente innovativa del programma stesso. A breve termine l'obiettivo consiste nel promuovere la partecipazione attiva della società civile organizzata e la cooperazione tra quest'ultima e i partner tecnici al fine di migliorare la sicurezza, mentre quello a lungo termine è accrescere sia la consapevolezza che la fiducia del pubblico nei programmi di ricerca nazionali.
Contesto – Il programma dell'UE sulla gestione dei rifiuti radioattivi
EURAD è il primo programma congiunto europeo sulla gestione dei rifiuti radioattivi, avviato per un periodo di cinque anni nel 2019. Dal suo lancio, 51 organizzazioni sono state designate quali beneficiari, con altre 62 entità affiliate o parti terze di 23 paesi europei (compresi tre paesi associati) che partecipano.
Il programma di lavoro di EURAD è volto ad assicurare progressi scientifici e tecnologici nella gestione dei rifiuti radioattivi, consolidando nel contempo le conoscenze a sostegno dei programmi nazionali, conformemente alla direttiva sui rifiuti nucleari (2011/70/Euratom), che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.
Nel corso della sua durata quinquennale, conclusasi nel maggio 2024, EURAD ha ottenuto risultati notevoli. A partire dall'ottobre 2024 gli farà seguito un partenariato denominato EURAD-2, che continuerà a costruire e rafforzare la comunità EURAD già istituita.
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