Al primo Forum del CESE sull'edilizia abitativa si chiede di riconoscere il diritto all'alloggio in quanto diritto fondamentale

Alla sessione plenaria di dicembre il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha organizzato per la prima volta un Forum sull'edilizia abitativa, nel corso del quale ha insistito sull'urgente necessità di disporre di alloggi dignitosi, sostenibili ed economicamente accessibili in tutta l'Unione europea. L'evento ha riunito varie parti interessate ad alto livello per discutere l'attuale crisi degli alloggi ed esplorare possibili soluzioni.

Il diritto all'alloggio deve essere riconosciuto in quanto diritto fondamentale, garantendo abitazioni dignitose e sostenibili a tutti gli europei, compresi i giovani e gli appartenenti a gruppi vulnerabili: questa l'idea predominante durante il Forum. L'UE deve prendere risolutamente l'iniziativa e sancire un diritto effettivo e universale all'alloggio al fine di porre rimedio alla crisi abitativa: l'aumento degli affitti e dei prezzi degli immobili, infatti, fanno sì che avere un tetto sulla testa sia ormai fuori della portata di molti. Sono stati lanciati specifici appelli affinché il diritto all'alloggio sia sancito nel diritto primario dell'UE, mentre le ristrutturazioni climaticamente neutre di edifici e gli alloggi collettivi sono state presentate come soluzioni innovative da adottare.

Al Forum hanno partecipato diverse personalità di spicco. Ricordando la nomina del nuovo commissario europeo per l'Energia e l'edilizia abitativa, Dan Jørgensen, il Presidente del CESE Oliver Röpke ha espresso il suo compiacimento per la storica decisione di istituire un portafoglio ad hoc per la questione degli alloggi in seno alla nuova Commissione. Röpke ha affermato che "avere un alloggio è un diritto fondamentale, non un privilegio, e non possiamo accettare che fasce vulnerabili della popolazione siano escluse dal soddisfacimento di questa esigenza di base. In questo periodo in cui una grave crisi abitativa colpisce quasi tutti gli Stati membri, sottolineo che è necessario e urgente fare in modo che alloggi economicamente accessibili, sostenibili e dignitosi diventino una realtà per tutti".

Su come si possa raggiungere questo obiettivo, il Presidente ha aggiunto che "occorre affrontare i fallimenti del mercato, semplificare l'accesso ai finanziamenti e dare la priorità ai gruppi vulnerabili, ai giovani e alla sostenibilità. Dobbiamo lavorare per sancire il diritto all'alloggio nel diritto primario dell'UE, promuovendo nel contempo soluzioni innovative quali gli alloggi collettivi e le ristrutturazioni climaticamente neutre. Insieme possiamo creare un futuro in cui ciascuno abbia un posto che possa chiamare casa."

Nell'invocare una nuova prospettiva che consideri l'alloggio come una delle infrastrutture fondamentali per la società, al pari della sanità e dell'istruzione, Bent Madsen, presidente di Housing Europe, ha dichiarato: "Accogliamo con soddisfazione l'opinione espressa dal nuovo commissario responsabile per l'Edilizia abitativa quando ha sostenuto che il nostro approccio dovrebbe basarsi su valori, regole e investimenti. Nel nostro ruolo di cooperativa pubblica e di fornitori di alloggi sociali, siamo pronti a mostrare come si debbano garantire ai nostri cittadini e alle nostre società le case di cui hanno bisogno."

Sulla stessa lunghezza d'onda, l'europarlamentare Marcos Ros Sempere ha osservato: "I cittadini chiedono soluzioni per superare le difficoltà che devono affrontare per accedere a un alloggio. Per venire incontro alle loro aspettative, siamo favorevoli a un bilancio dell'UE più forte e a una politica di coesione rafforzata che investano nel miglioramento delle infrastrutture esistenti e nella creazione di un parco di edilizia residenziale pubblica."

Serve un piano d'azione dell'UE in materia di alloggi

Nel parere sul tema Edilizia sociale nell'UE - alloggi dignitosi, sostenibili ed economicamente accessibili, elaborato da Thomas Kattnig e Rudolf Kolbe, il CESE riconosce che nel settore dell'edilizia abitativa si deve constatare un fallimento del mercato. Occorre rimediare migliorando le condizioni quadro – quali i dati, il coordinamento, le procedure di approvazione e le norme sulla pianificazione dell'utilizzo del territorio –, introducendo un diritto fondamentale all'alloggio, erogando finanziamenti sufficienti, attuando l'approccio "Prima la casa" (Housing First) per le persone senza fissa dimora e riservando maggiore attenzione al tema della sostenibilità e alle esigenze dei giovani.

"La crisi degli alloggi nell'Unione europea è un dato di fatto", ha dichiarato Kattnig. "L'aumento degli affitti e i prezzi degli immobili saliti alle stelle fanno sì che gli alloggi siano diventati inaccessibili per un numero sempre maggiore di persone. Abbiamo bisogno di un piano d'azione europeo a 360 gradi che sancisca il diritto all'alloggio, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali e la Carta dei diritti fondamentali dell'UE."

"Le misure principali da mettere in campo consisterebbero in politiche fondiarie di tipo sociale, investimenti nell'edilizia sostenibile e uno strumento statistico a livello dell'UE per realizzare un monitoraggio trasparente del mercato immobiliare", ha aggiunto Kolbe. "Il nostro obiettivo è chiaro: il diritto all'alloggio in quanto diritto universale, dando la priorità ai giovani, alla sostenibilità e alla giustizia sociale. Lavoriamo insieme per raggiungere questo traguardo".

Il dibattito con i rappresentanti della società civile

Nel corso del dibattito Georgi Stoev, membro del gruppo Datori di lavoro del CESE, ha sottolineato che la politica dell'UE in materia di alloggi è di fondamentale importanza e deve essere sostenuta da dati affidabili, ad esempio mediante l'istituzione di un registro a livello dell'UE per la trasparenza delle operazioni immobiliari e per la gestione dei programmi di edilizia residenziale sociale. Ha poi dichiarato che il gruppo Datori di lavoro sostiene la proposta del CESE di coadiuvare l'operato del nuovo commissario per l'Edilizia abitativa affiancandogli un comitato di esperti comprendente anche rappresentanti del CESE, e che il gruppo è pronto a fare la sua parte per contribuire a un piano d'azione in materia di alloggi.

A nome del gruppo Lavoratori del CESE, il membro del Comitato Carlos Manuel Trindade ha sottolineato che il parere giunge al momento opportuno, poiché tratta di problemi che interessano tutte le nostre società e tutti gli Stati membri, nei quali oggi migliaia di persone si trovano ad affrontare delle difficoltà economiche. Evidenzia come il parere formuli una serie di punti concreti – ad esempio la necessità di un mercato immobiliare funzionale e di una specifica strategia europea per alloggi dignitosi e sostenibili – che dovrebbero prima o poi essere integrati nel diritto primario dell'UE.

Baiba Miltoviča, presidente della sezione Trasporti, energia, infrastrutture e società dell'informazione (TEN) del CESE e membro del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE, ha presentato la Dichiarazione sull'edilizia abitativa, da lei elaborata di recente insieme a Andres Jaadla, relatore del parere del Comitato europeo delle regioni (CdR) sullo stesso argomento, invitando la Commissione europea a organizzare, in collaborazione con il Parlamento europeo, il CESE e il CdR, un vertice annuale dell'UE sugli alloggi sociali e a prezzi accessibili, che riunisca tutte le parti interessate coinvolte nell'attuazione di provvedimenti relativi ad alloggi con queste caratteristiche negli Stati membri.

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