L'UE ha bisogno di un'edilizia competitiva e resiliente

In un convegno organizzato presso il Comitato economico e sociale europeo (CESE) si è discusso delle sfide cui deve far fronte l'edilizia europea e della necessità di intervenire per migliorare le competenze della forza lavoro, ridurre i costi di costruzione, rafforzare la protezione dei lavoratori e garantire una concorrenza leale.

L'UE deve risolvere una serie di problemi che incidono sul settore delle costruzioni, tra cui la carenza di manodopera e la crisi abitativa senza precedenti. Inoltre deve modificare le sue direttive in materia di appalti pubblici e contrastare il fenomeno degli abusi che possono verificarsi nelle catene di subappalto.

Questi sono stati i temi discussi al convegno Building Tomorrow: Addressing Europe's construction sector challenges - social partners' & civil society's inputs (Costruire il futuro: affrontare le sfide dell'edilizia europea - contributi delle parti sociali e della società civile), svoltosi a Bruxelles il 24 giugno 2025.

L'evento è stato organizzato dalla sezione Trasporti, energia, infrastrutture e società dell'informazione (TEN) del CESE, in collaborazione con la Federazione europea dell'industria delle costruzioni (FIEC) e la Federazione europea dei lavoratori edili e del legno (FELEDL), con le osservazioni introduttive del Presidente del CESE Oliver Röpke e la moderazione del vicepresidente del CESE Aurel Laurenţiu Plosceanu.

Carenze di manodopera

Il settore delle costruzioni in Europa sta registrando notevoli carenze di manodopera a causa dell'invecchiamento della forza lavoro, del calo di interesse per questo tipo di lavoro da parte delle giovani generazioni e della crescente complessità dei progetti. Tali carenze si traducono in ritardi nei progetti e in costi più elevati, ma anche nel rischio di un abbassamento della qualità del lavoro.

Per affrontare il problema, è essenziale migliorare le condizioni di lavoro, offrire salari competitivi e investire in programmi di formazione. Anche la promozione dell'edilizia come carriera gratificante e lo sfruttamento della tecnologia per migliorare la produttività possono contribuire ad attenuare gli effetti negativi e a preservare la posizione dell'industria.

Alloggi a prezzi accessibili

Il settore delle costruzioni si trova inoltre ad affrontare diverse sfide significative per rendere disponibili alloggi a prezzi accessibili. L'incremento dei costi dei materiali, la carenza di manodopera e requisiti normativi rigorosi hanno aumentato il costo complessivo della costruzione di una nuova abitazione. Nelle aree urbane i terreni sono scarsi e costosi, e le leggi urbanistiche spesso pongono dei limiti ai progetti ad alta densità abitativa, riducendo ulteriormente la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili. I complessi regolamenti edilizi, le normative ambientali e la lunghezza delle procedure per il rilascio dei permessi aumentano i costi e i ritardi nei progetti di edilizia abitativa.

Trainata dalla crescita demografica e dall'urbanizzazione, la domanda di alloggi a prezzi accessibili supera spesso l'offerta. I progetti di sviluppo di nuovi alloggi a prezzi accessibili si scontrano spesso con l'opposizione delle comunità locali, il che complica gli sforzi volti ad aumentare il parco immobiliare. Per affrontare questi problemi occorrono metodi di costruzione innovativi, incentivi governativi e norme semplificate per rendere gli alloggi più accessibili e abbordabili per tutti.

La crisi degli alloggi in Europa è grave: oltre il 10,6 % degli abitanti delle città e il 6,2 % dei residenti nelle zone rurali si trovano a sostenere costi abitativi elevati. Per superare questo problema, l'UE ha bisogno di investimenti ingenti in alloggi sociali e a prezzi accessibili, ma ottenere i finanziamenti risulta complicato. Da molti anni il Comitato chiede con insistenza investimenti in alloggi economicamente abbordabili, accessibili, sostenibili e dignitosi.

Revisione delle direttive sugli appalti pubblici e lotta contro gli abusi nelle catene di subappalto

Da ultimo, ma non meno importante, servono misure urgenti per rendere più efficace la normativa e migliorare il coordinamento, al fine di garantire una concorrenza leale nel settore delle costruzioni.

Sebbene il subappalto in quanto tale non sia necessariamente un problema, esso viene spesso utilizzato per ridurre i costi e accelerare l'esecuzione dei progetti, in particolare in un contesto transfrontaliero.

L'attuale revisione delle direttive sugli appalti pubblici deve essere guidata dai seguenti obiettivi: rafforzare la lotta contro le pratiche illegali, in particolare nel subappalto, aumentare il ricorso all'approccio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (MEAT) nell'aggiudicazione degli appalti pubblici, e applicare adeguatamente le disposizioni esistenti, al fine di proteggere i lavoratori e garantire una concorrenza leale. Invece di concentrarsi solo sul prezzo più basso, il metodo MEAT permette di individuare il miglior rapporto qualità/prezzo, prendendo in considerazione criteri come la qualità e i fattori ambientali e sociali.

Estratti dagli interventi degli oratori

"L'accessibilità economica degli alloggi è diventata un problema diffuso e urgente in tutta Europa. Per far fronte all'aumento della domanda, specialmente nelle nostre dinamiche zone urbane, è fondamentale intensificare la costruzione di nuove unità abitative, in particolare di alloggi sociali. Ma non è tutto: dobbiamo concentrarci anche sulla riduzione dei costi di costruzione attraverso tecniche e materiali edili innovativi. Il nostro obiettivo finale è chiaro: fornire soluzioni efficaci all'attuale crisi abitativa in Europa e rendere gli alloggi economicamente accessibili per tutti gli europei".

Oliver Röpke, Presidente del Comitato economico e sociale europeo (CESE)

"L'assenza di un'edilizia competitiva e resiliente in Europa mette in forse tutti gli altri sviluppi in materia di infrastrutture energetiche, a duplice uso e idriche, nel settore della difesa, nel campo delle infrastrutture mediche e di altro tipo".

Aurel Laurenţiu Plosceanu, vicepresidente del Comitato economico e sociale europeo (CESE)

"Abbiamo esplorato le molteplici sfide da superare per rendere gli alloggi economicamente accessibili, riconoscendo la necessità di soluzioni innovative e di sforzi collaborativi per far fronte all'aumento dei costi e agli ostacoli normativi. Affrontando con determinazione queste sfide possiamo sviluppare un'edilizia più resiliente, equa e sostenibile per il futuro. Il CESE mantiene saldamente il proprio impegno a promuovere la causa di garantire a tutti gli europei l'accesso ad alloggi sostenibili, accessibili e a prezzi abbordabili".

Baiba Miltoviča, presidente della sezione Trasporti, energia, infrastrutture e società dell'informazione (TEN) del CESE

"Il settore delle costruzioni è complesso: non si limita a costruire abitazioni e infrastrutture, ma contribuisce anche al benessere dei cittadini dell'UE, promuove la competitività dell'economia dell'UE e fornisce un contributo fondamentale al conseguimento degli obiettivi di sostenibilità. È importante mantenere sempre aperto il dialogo tra i responsabili politici e le parti interessate, e il CESE è la piattaforma migliore per offrire questa opportunità".

Domenico Campogrande, direttore generale della Federazione europea dell'industria delle costruzioni (FIEC)

"L'Unione europea deve vietare il "criterio del prezzo più basso" negli appalti pubblici. Il prezzo più basso comporta sempre costi sociali, problemi di qualità e rischi per la sicurezza per i lavoratori!"

Gianni De Vlaminck, Federazione europea dei lavoratori edili e dei lavoratori del legno (FELEDL)

"L'Autorità europea del lavoro (ELA) può svolgere un ruolo cruciale nel migliorare la mobilità equa, le condizioni di lavoro e l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore delle costruzioni, rendendo l'occupazione nel settore più attraente e accessibile. Il nostro obiettivo è garantire che chi sceglie di lavorare e vivere in un altro paese sia consapevole dei propri diritti, si senta protetto e sia trattato in modo equo".

Cosmin Boiangiu, direttore esecutivo dell'Autorità europea del lavoro (ELA)