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European Economic and Social Committee A bridge between Europe and organised civil society

NOVEMBER 2020 | IT

CESE info - SPECIALE - Nuova presidenza del CESE
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Editoriale

Editoriale

Care lettrici e cari lettori,

Abbiamo da poco inaugurato il nuovo mandato del CESE in modo del tutto atipico. A causa delle restrizioni imposte dalla COVID-19, per la prima volta nella nostra storia la sessione plenaria inaugurale si è svolta in modalità virtuale. 

I metodi di lavoro online, che saranno la nuova normalità nei prossimi mesi, possono presentare al tempo stesso delle sfide ma anche dei vantaggi. Se da un lato i contatti diretti ci permettono di trovare più facilmente un compromesso sulle politiche dell'UE, dall'altro, risparmiamo il tempo degli spostamenti tra casa e luogo di lavoro e viaggiamo praticamente in tutta l'UE in pochi clic.

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Care lettrici e cari lettori,

Abbiamo da poco inaugurato il nuovo mandato del CESE in modo del tutto atipico. A causa delle restrizioni imposte dalla COVID-19, per la prima volta nella nostra storia la sessione plenaria inaugurale si è svolta in modalità virtuale. 

I metodi di lavoro online, che saranno la nuova normalità nei prossimi mesi, possono presentare al tempo stesso delle sfide ma anche dei vantaggi. Se da un lato i contatti diretti ci permettono di trovare più facilmente un compromesso sulle politiche dell'UE, dall'altro, risparmiamo il tempo degli spostamenti tra casa e luogo di lavoro e viaggiamo praticamente in tutta l'UE in pochi clic.

Il CESE è un ponte tra la società civile organizzata e il quadro istituzionale europeo. Gettare un ponte digitale presenta dei vantaggi: ci consente di essere più veloci, più flessibili e di interagire con un numero ancora maggiore di persone.

Questa interconnettività è particolarmente importante al giorno d'oggi, in un momento in cui l'UE si trova a combattere la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze economiche, sociali e socioculturali. È per questo che ho scelto il termine "unità" come motto per la mia presidenza. Dobbiamo unire le forze non solo per lottare contro la crisi, ma anche per rimodellare l'UE dopo la COVID-19. Dobbiamo essere uniti per il futuro dell'Europa!

Qual è l'Europa di cui abbiamo bisogno? Per me è un'Europa florida sul piano economico, socialmente inclusiva e sostenibile dal punto di vista ambientale, un'Europa che fornisca a tutta la società civile basi solide per prosperare e vivere in democrazie aperte e basate sui valori.

Abbiamo bisogno di un'Europa più partecipativa e di politiche più efficaci e più confacenti alla situazione sul campo. Il CESE è pronto a mettere a disposizione dei responsabili politici le sue competenze per contribuire a realizzare questi obiettivi.

Sia all'interno che all'esterno del CESE, mi sto adoperando con grande impegno per rafforzare la reputazione del Comitato e fargli riguadagnare fiducia e credibilità. Insieme abbiamo adottato un mandato per la revisione del nostro Regolamento interno e del Codice di condotta, al fine di garantire che il Comitato operi in linea con i massimi standard etici e professionali.

Vorrei chiedere a tutti voi di partecipare attivamente alle attività del CESE. Partecipando ai nostri eventi, contribuendo alle discussioni e condividendo i risultati del nostro lavoro, potete aiutarci a far sentire la voce della società civile. Uniamoci per il futuro dell'Europa!

Christa Schweng, Presidente del CESE

 

"Una domanda a…"

"Una domanda a…"

A partire da questo numero del CESE Info, i lettori potranno trovare una nuova sezione intitolata "Una domanda a… ". La sezione proseguirà nei prossimi numeri con domande a membri del CESE sui temi di attualità che sembreranno più pertinenti alla redazione del CESE Info.

 

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A partire da questo numero del CESE Info, i lettori potranno trovare una nuova sezione intitolata "Una domanda a… ". La sezione proseguirà nei prossimi numeri con domande a membri del CESE sui temi di attualità che sembreranno più pertinenti alla redazione del CESE Info.

Le prime persone invitate a condividere le loro riflessioni con i lettori sono i nuovi vicepresidenti del CESE. La domanda posta loro è la seguente: "con l'inizio del Suo mandato in una fase di confinamento, distanziamento e rapporti di lavoro virtuali, come sarebbe possibile ravvivare uno spirito di cordialità creativa sia in seno al CESE che al di fuori del Comitato?".

Cillian Lohan, vicepresidente del CESE per la comunicazione

Spesso penso che quando tutto mi sembra troppo facile significa che non mi sto impegnando abbastanza. Eppure il nostro obiettivo quando creiamo sistemi funzionanti è proprio quello di garantire che le cose vadano bene e che tutto funzioni in modo efficace e senza intoppi. In realtà, io ritengo utile distinguere i processi, che dovrebbero essere semplici, dai contenuti, che dovrebbe invece essere impegnativi.

Personalmente ho sempre trovato stimolante mettermi alla prova qui al CESE, fino a quando non comincio ad affrontare una vera e propria sfida, ed è a quel punto che poi mi accorgo che è possibile trovare soluzioni davvero valide.

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Spesso penso che quando tutto mi sembra troppo facile significa che non mi sto impegnando abbastanza. Eppure il nostro obiettivo quando creiamo sistemi funzionanti è proprio quello di garantire che le cose vadano bene e che tutto funzioni in modo efficace e senza intoppi. In sostanza, io distinguo i processi, che dovrebbero essere semplici, dai contenuti, che dovrebbe invece essere impegnativi.

Personalmente ho sempre trovato stimolante mettermi alla prova qui al CESE, fino a quando non comincio ad affrontare una vera e propria sfida, ed è a quel punto che poi mi accorgo che è possibile trovare soluzioni davvero valide.

All'inizio del mio primo mandato di membro le procedure e le modalità di lavoro erano per me fonte di confusione o perplessità: faticavo, ad esempio, a trovare la sala di riunione giusta, o a capire quando premere il pulsante per chiedere la parola...

Per chiunque inizi un nuovo mandato possono essere necessarie alcune riunioni prima di acquisire dimestichezza con tutti questi meccanismi, che divengono familiari solo se ripetuti nel tempo. E naturalmente le pause caffè e la frequentazione dei colleghi nei corridoi sono un'opportunità unica per informarsi e capire come funzionano le cose!

Ora però, senza tutte queste opportunità che aiutano normalmente ad ambientarsi nel nuovo contesto lavorativo, questo mandato è cominciato in maniera decisamente insolita. Non è nemmeno chiaro chi è tornato e chi non è più presente. E per i nuovi membri non è per niente facile iniziare a capire come funziona il CESE e a comprenderne le dinamiche.

Abbiamo capito che siamo in grado di operare a distanza ma abbiamo al tempo stesso apprezzato il valore aggiunto delle riunioni in presenza. Desidero porgere un sentito ringraziamento a tutti i tecnici del nostro Comitato, la cui presenza, ritenuta critica, è stata essenziale per facilitare il proseguimento dei nostri lavori.

Hanno fatto sì che tutto funzionasse bene e senza intoppi e hanno aiutato tutti noi a lavorare con questa nuova modalità.

Mi piace pensare che anche lavorare a distanza da casa, collegandoci dai nostri studi, dalle nostre cucine o dai nostri salotti, ci abbia in qualche modo avvicinato e ci abbia ricordato che siamo tutti soltanto persone impegnate a lavorare al meglio in questo spazio.

Infine, sono certo che quando tutti noi torneremo a riempire le sale dell'edificio JDE, lo faremo con un nuovo spirito e uno sguardo nuovo e, ci auguriamo, anche con una maggiore empatia reciproca, impegnandoci a fornire i nostri validi contributi al processo di integrazione europea.

Giulia Barbucci, vicepresidente del CESE per il bilancio

La crisi sanitaria che stiamo vivendo è senza precedenti nella storia europea e mondiale: sta avendo profonde ripercussioni sul genere umano in ogni parte del mondo, ponendoci di fronte alla natura transitoria delle nostre vite. Siamo stati attaccati da un organismo microscopico che non siamo ancora in grado di sconfiggere, ma prima o poi vinceremo questa sfida.

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La crisi sanitaria che stiamo vivendo è senza precedenti nella storia europea e mondiale: sta avendo profonde ripercussioni sul genere umano in ogni parte del mondo, ponendoci di fronte alla natura transitoria delle nostre vite. Siamo stati attaccati da un organismo microscopico che non siamo ancora in grado di sconfiggere, ma prima o poi vinceremo questa sfida.

Per la prima volta nella sua millenaria storia, la specie umana si trova costretta a svolgere molte attività umane e sociali senza contatti fisici, senza condivisione di spazi, senza relazioni umane dirette. Abbiamo dovuto imparare a vivere "virtualmente" e questo cambierà profondamente, dal punto di vista antropologico, il nostro modo di essere persone. Il mondo sta cambiando e dobbiamo adeguarci di conseguenza, imparando a utilizzare gli strumenti digitali per connetterci in videoconferenza e a comunicare in modo diverso, senza più vederci fisicamente o mantenendo il distanziamento sociale quando ci incontriamo; anche la mobilità sta cambiando e stiamo cercando nuove soluzioni per muoverci, come i monopattini. Questi sono solo alcuni esempi di come il cambiamento sia diventato un aspetto importante della nostra vita.

La nostra generazione dovrà affrontare tutte queste sfide e dovrà trovare delle soluzioni.

Nonostante tutto, noi siamo comunque esseri umani ed abbiamo quindi la capacità di adattarci. Inoltre, sappiamo che questo è solo un interludio nella nostra lunga storia e che, prima o poi, saremo in grado di tornare alla nostra natura originaria di animali sociali.

In un certo senso, è stato triste riunirci a distanza per la plenaria costitutiva del CESE per il nuovo mandato, un sentimento, questo, probabilmente condiviso da molti. Senza la possibilità di incontrarsi di persona e di conoscere i nuovi membri, di bere insieme un caffè durante le pause o un bicchiere di vino dopo una lunga giornata di lavoro, è proprio una cosa differente. Quei momenti e quelle interazioni sociali sono realmente importanti nella nostra vita lavorativa, essenziali per conoscersi e scambiare opinioni con i colleghi con cui dobbiamo discutere e trovare un consenso per adottare i nostri pareri.

Ci rendiamo conto di dover sospendere ancora per un po' tutto questo ma siamo certi che prima o poi torneremo a svolgere le nostre attività umane in tutti i sensi.

Notizie dal CESE

L'austriaca Christa Schweng eletta nuova Presidente del CESE

Uniti per il futuro dell'Europa: la nuova Presidente è determinata a ricostruire l'unità e la reputazione del CESE e a dimostrarne il valore aggiunto per influenzare la definizione delle politiche a livello UE

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Uniti per il futuro dell'Europa: la nuova Presidente è determinata a ricostruire l'unità e la reputazione del CESE e a dimostrarne il valore aggiunto per influenzare la definizione delle politiche a livello UE

L'austriaca Christa Schweng è la trentatreesima Presidente del Comitato economico e sociale europeo (CESE) e la quinta donna a capo dell'organo dell'UE che rappresenta la società civile organizzata dalla sua istituzione nel 1958. I due nuovi vicepresidenti eletti per affiancarla alla guida del CESE sono Giulia Barbucci (Italia), responsabile per il bilancio, e Cillian Lohan (Irlanda), responsabile per la comunicazione.

Nello svolgimento del suo incarico, Schweng potrà contare su una grande esperienza e una profonda conoscenza delle questioni sociali e occupazionali, maturate in oltre vent'anni di attività consultiva sia a livello dell'UE che nel suo paese.

Dal 1994 è infatti consigliera di alto livello per il dipartimento delle politiche sociali della Camera federale austriaca per l'economia.

Convinta europeista, fa parte del CESE da 22 anni come membro del gruppo Datori di lavoro.

A seguito della sua nomina Christa Schweng ha dichiarato: "Questo mandato sarà segnato dalla pandemia di COVID-19 e, purtroppo, da periodi di incertezza e di disagio economico e sociale in cui le imprese lotteranno per sopravvivere e i lavoratori perderanno il posto di lavoro. Nel contesto attuale è più che mai necessario unire le forze, elaborare una visione per un'Europa nuova dopo la crisi della COVID-19 e fare tutto il possibile per assicurare che il nostro Comitato apporti un contributo importante alla ripresa dell'Europa e alla sua resilienza futura. Questo impegno andrà di pari passo con la ricostruzione di un CESE che sia più unito, funzioni in modo più efficace e goda di un'alta considerazione".

Con questo spirito, il motto della nuova presidenza di Schweng è "Uniti per il futuro dell'Europa".

La nuova Presidente si è impegnata ad agire immediatamente per ripristinare la reputazione del CESE e ristabilire la fiducia nell'istituzione dopo che quest'ultima aveva di recente ribadito la sua ferma volontà di contrastare le molestie sul luogo di lavoro.

"Abbiamo bisogno di un Comitato che sia unito, soddisfi i massimi standard etici e sia dotato di un'immagine eccellente", ha affermato la neoletta Presidente, aggiungendo che il codice di condotta dei membri del CESE e il suo Regolamento interno saranno rafforzati all'inizio del suo mandato.

Poiché la presidenza del CESE viene rinnovata a metà mandato, il nuovo Ufficio di presidenza guidato da Christa Schweng, che subentra al suo predecessore Luca Jahier, resterà in carica due anni e mezzo, fino al marzo 2023.

Il programma della Presidente sarà incentrato sulle seguenti priorità, che sono in linea con la sua visione di un'Europa post COVID-19 che permetta ai cittadini di prosperare e di vivere in una società aperta e fondata su valori: un'Europa economicamente prospera, un'Europa socialmente inclusiva e un'Europa sostenibile sul piano ambientale.

La quarta priorità consiste nel garantire che il CESE svolga un ruolo cruciale nella Conferenza sul futuro dell'Europa, un'iniziativa importante tesa a dare ai cittadini europei un senso di titolarità nei confronti della loro Unione, consentendo loro di confrontarsi sulle principali tematiche relative all'UE, e quindi di migliorarne il funzionamento.(ll)

Per Christa Schweng, "il contributo della società civile è indispensabile per forgiare un'Europa migliore"

Christa Schweng ha tenuto il suo primo intervento in veste di Presidente del CESE in occasione di un dibattito inaugurale con i principali leader dell'UE che si è svolto il giorno dopo la sua elezione nella plenaria dello scorso ottobre.

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Christa Schweng ha tenuto il suo primo intervento in veste di Presidente del CESE in occasione di un dibattito inaugurale con i principali leader dell'UE che si è svolto il giorno dopo la sua elezione nella plenaria dello scorso ottobre.

Al dibattito, svoltosi online e incentrato sul tema Ripresa per il futuro dell'Europa, hanno fornito un contributo i presidenti di tutte le principali istituzioni dell'UE, che si sono soffermati sul ruolo che la società civile può svolgere per il superamento delle sfide cui l'Europa e il mondo sono attualmente posti di fronte.
La neoeletta Presidente del CESE Christa Schweng ha affermato che il Comitato svolge una funzione fondamentale nel far sentire la voce della società civile organizzata a livello europeo.

A suo avviso, "grazie al contributo della società civile organizzata, le politiche europee possono tenere conto della situazione sul campo in modo più preciso ed essere attuate con maggiore efficacia a livello nazionale o locale".

Secondo Christa Schweng, questa funzione è non solo positiva, ma addirittura necessaria: "L'esperienza concreta dei datori di lavoro, dei lavoratori, dei consumatori, degli agricoltori e delle ONG è indispensabile per forgiare un'Europa migliore. Serviamo da ponte: dobbiamo tener fede alla nostra funzione e sono certa che possiamo farlo".

Al dibattito hanno partecipato anche i neoeletti vicepresidenti del CESE. Giulia Barbucci, vicepresidente al Bilancio, ha ricordato che l'UE ha svolto un grande lavoro nell'affrontare l'attuale crisi, ma ciò che manca ancora è il fondamentale coinvolgimento dei cittadini, e il CESE può svolgere un ruolo molto importante al riguardo.

Cillian Lohan, vicepresidente alla Comunicazione, ha sottolineato che i membri del CESE possono offrire una prospettiva senza pari sull'impatto che l'UE ha per la vita quotidiana di diversi settori della società.

Anche la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha partecipato al dibattito con un videomessaggio, in cui si è unita al Presidente del Parlamento europeo David Maria Sassoli, al Presidente del Consiglio europeo Charles Michel e al Presidente del Comitato europeo delle regioni Apostolos Tzitzikostas nell'augurare a Christa Schweng ogni successo per il suo mandato. Tutti hanno espresso grande apprezzamento per i contributi del CESE e hanno sottolineato la necessità di tenere conto del punto di vista della società civile europea. (dgf)

Cillian Lohan: "Abbiamo bisogno di leader in cui riporre la nostra fiducia"

Cillian Lohan (Irlanda) sarà uno dei due vicepresidenti del CESE per un mandato di due anni e mezzo, dall'ottobre 2020 al marzo 2023. Sarà lui il vicepresidente responsabile della Comunicazione del CESE.

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Cillian Lohan (Irlanda) sarà uno dei due vicepresidenti del CESE per un mandato di due anni e mezzo, dall'ottobre 2020 al marzo 2023. Sarà lui il vicepresidente responsabile della Comunicazione del CESE.

Non appena eletto vicepresidente, Cillian Lohan ha dichiarato: "viviamo in tempi difficili, nei quali dobbiamo affrontare una pandemia globale e gli effetti che essa provoca sulle nostre economie, ma anche investire in un processo urgente di transizione che ci faccia uscire dalla dipendenza da sistemi energetici obsoleti. Abbiamo bisogno di soluzioni che producano risultati per tutti, e abbiamo bisogno di leader in cui riporre la nostra fiducia.

Il CESE apporta al dibattito un punto di vista imprescindibile. I nostri messaggi dovranno giungere alle istituzioni dell'UE in modo forte e chiaro".

In un periodo così difficile, ha aggiunto Lohan, "il CESE può apportare un valore aggiunto, costruendo consenso intorno ai suoi contributi alle nuove politiche europee, individuando carenze e lacune nella legislazione dell'UE e formulando proposte concrete per porvi rimedio. I nostri pareri sono il risultato di un lavoro instancabile svolto dal personale e dai membri del CESE per produrre prospettive preziose ed uniche, che è cruciale abbiano il sostegno di tutte le diverse componenti della società civile. E, in quanto vicepresidente, dare maggiore visibilità a questo lavoro sarà la mia priorità".

Membro del gruppo Diversità Europa, nominato membro del CESE su indicazione delle organizzazioni ambientaliste, in Irlanda Lohan si è occupato di politiche ambientali nell'ambito dell'Irish Environmental Pillar ed è stato presidente dell'Irish Environmental Network.

È un'autorità riconosciuta nel campo dell'economia circolare ed è stato il primo presidente della Piattaforma europea delle parti interessate per l'economia circolare, un organismo che egli stesso ha contribuito a creare.

Ha una lunga esperienza di delegato per iniziative delle Nazioni Unite quali i negoziati della COP sul clima e il Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile.

In qualità di amministratore delegato della Green Economy Foundation, Cillian Lohan ha supervisionato una serie di progetti ambiziosi, come l'impianto di oltre un milione di alberi in Irlanda e la creazione di una riserva naturale protetta a Tobago.

Lohan assume la carica di vicepresidente responsabile della Comunicazione dopo essere stato portavoce della categoria Consumatori e ambiente del CESE.

È stato relatore di numerosi pareri di rilievo, tra i quali il primo testo realizzato a livello di istituzioni europee per affrontare in modo compiuto la questione della definizione dei principi della Giustizia climatica e i pareri sui Piani d'azione per l'economia circolare2015 e 2019, sul Coinvolgimento strutturato dei giovani, sul Documento di riflessione "Verso un'Europa sostenibile" e sull'Accesso ai finanziamenti delle azioni per il clima. (mr)

Guarda qui un videomessaggio del vicepresidente del CESE responsabile per la Comunicazione

Giulia Barbucci: "È essenziale mantenere una gestione oculata e trasparente del bilancio"

La sindacalista italiana Giulia Barbucci è la nuova vicepresidente del CESE responsabile del bilancio.

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La sindacalista italiana Giulia Barbucci è la nuova vicepresidente del CESE responsabile del bilancio.

"Sono felice di far parte di una presidenza composta per due terzi da donne", ha dichiarato Barbucci nel corso della sessione plenaria. "L'equilibrio di genere è ancora una questione aperta all'interno del CESE, delle istituzioni e di tutta l'Unione europea."

Giulia Barbucci lavora dal 1989 alla CGIL - Confederazione Generale Italiana del Lavoro, il più grande sindacato italiano. In questo periodo di crisi economica la neoeletta vicepresidente ritiene necessario mantenere una gestione oculata e trasparente del bilancio, con una priorità essenziale: garantire il lavoro politico dei membri.

Al centro del lavoro di Giulia Barbucci è sempre stata la protezione dei lavoratori e delle lavoratrici. Nel luglio 2020 ha curato l'elaborazione del parere sulla Strategia per la parità di genere nell'Unione europea , quale contributo del Comitato alla Commissione europea.

Nel 2002 ha partecipato ai negoziati sull'accordo quadro europeo sul telelavoro, che ora meriterebbe una rivisitazione alla luce della pandemia. "Durante questa crisi sanitaria le imprese sono riuscite a cavarsela, spesso senza regole certe", spiega Barbucci. "Ora però l'impatto del telelavoro sulle persone e sui nuclei familiari è enorme, e le donne sono le prime a pagarne le conseguenze, dato che devono anche svolgere il lavoro di cura e assistenza. Per questo è necessario tutelare il diritto a scollegarsi". (na)

Guarda il messaggio video della vicepresidente del CESE responsabile del bilancio:

 

Renewal rate per country

Numero record di nuovi membri e di donne al CESE

Il mandato 2020-2025 del CESE registra il numero più elevato di nuovi membri e di donne da quando, nel 2010, si è iniziato a raccogliere dati statistici sui membri. La percentuale di donne al Comitato è la più elevata mai registrata: il 33% rispetto al 28% del 2015 e al 24,70% del 2010. L'Italia ha il 50% di nuovi membri e il 20,83% di membri donne.

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Il mandato 2020-2025 del CESE registra il numero più elevato di nuovi membri e di donne da quando, nel 2010, si è iniziato a raccogliere dati statistici sui membri. L'Italia ha il 50% di nuovi membri e il 20,83% di membri donne.

La percentuale di donne al Comitato è la più elevata mai registrata: il 33% rispetto al 28% del 2015 e al 24,70% del 2010 (cfr. il grafico 3).

Inoltre, per la prima volta da 15 anni a questa parte, a guidare il nuovo Comitato sarà una donna, l'austriaca Christa Schweng del gruppo Datori di lavoro.

Lo Stato membro che ha nominato il maggior numero di donne è l'Estonia (85,71%), seguita dalla Cechia e dalla Croazia (66,67%). All'estremo opposto il Portogallo e Cipro, che non hanno nominato donne tra i loro rappresentanti, mentre la Svezia presenta un equilibrio di genere perfetto (cfr. il grafico 2).

Complessivamente, sette paesi hanno nominato più donne che uomini (oltre a quelli già menzionati, anche l'Ungheria, la Lettonia, la Lituania e la Francia).

Dei tre gruppi che compongono il CESE, è nel gruppo Lavoratori che si registra la quota più elevata di membri donne (37,96%), mentre il gruppo Datori di lavoro è quello con la quota più bassa (28,30%) e Diversità Europa si colloca tra i due (32,17%).

Prima del rinnovo dei membri, gli orientamenti del Consiglio dell'UE destinati agli Stati membri avevano messo in risalto la necessità di garantire un equilibrio di genere. Mentre il Consiglio è formalmente responsabile della nomina dei membri del CESE, sono i governi degli Stati membri a proporre i nominativi dopo aver ascoltato le parti sociali e altre organizzazioni della società civile.

Con 137 membri di nuova nomina su un totale di 329, il nuovo CESE conta il maggior numero di nuovi arrivati (41,64%) degli ultimi tre mandati, rispetto al 30% del 2010 e al 40,29% del 2015 (cfr. il grafico 4).

La Lettonia e l'Estonia presentano il maggior tasso di rinnovo, con cinque nuovi membri su sette, mentre la Bulgaria si colloca in fondo alla classifica, con appena due nuovi membri su 12 (cfr. il grafico 1).

 

Il gruppo Lavoratori conta il numero più basso di membri al loro primo mandato (39 su 108), e Diversità Europa il numero più alto (52 su 115), mentre il gruppo Datori di lavoro si colloca tra i due (46 su 106).

Quanto all'età, il membro più giovane ha 27 anni, mentre il più anziano ne ha 76, e l'età media è di 55 anni.

Se si confrontano i dati con quelli del Parlamento europeo e del Comitato delle regioni, le altre assemblee dell'UE che vengono rinnovate regolarmente, seppur a intervalli di tempo diversi, il CESE presenta oggi una percentuale di nuovi membri e di membri donne più bassa rispetto al PE (58,50% e 40,40% rispettivamente), ma più elevata rispetto al CdR (31% e 29,10%). (dm)

I tre gruppi del CESE, Datori di lavoro, Lavoratori e Diversità Europa, scelgono i loro nuovi leader

I tre gruppi di interesse che compongono il CESE hanno eletto i loro nuovi presidenti nella giornata di apertura dei lavori della sessione plenaria inaugurale del Comitato economico e sociale europeo per il nuovo mandato.

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I tre gruppi di interesse che compongono il CESE hanno eletto i loro nuovi presidenti nella giornata di apertura dei lavori della sessione plenaria inaugurale del Comitato economico e sociale europeo per il nuovo mandato.

I nuovi presidenti sono:

  • Stefano Mallia, gruppo Datori di lavoro,
  • Oliver Röpke, gruppo Lavoratori,
  • Séamus Boland, gruppo Diversità Europa.

I tre presidenti resteranno in carica per i prossimi due anni e mezzo, fino al 2023.

Le procedure di voto si sono svolte nel corso delle riunioni costitutive dei gruppi, a margine della sessione plenaria.

Stefano Mallia è membro del CESE dal 2010. La chiara priorità della sua presidenza del gruppo Datori di lavoro del CESE sarà quella di aiutare le imprese a sopravvivere alla crisi della COVID-19 e a costruire una ripresa che faccia tesoro delle dure lezioni apprese negli ultimi mesi. Tra gli altri obiettivi figureranno la transizione verso un'economia più pulita, che deve avvenire in modo economicamente sostenibile, e la digitalizzazione. Mallia sottolinea che il CESE e il gruppo Datori di lavoro devono essere partner naturali delle altre istituzioni dell'UE nel dibattito sull'economia europea. Mallia è socio della società di analisi economica e consulenza aziendale EMCS Ltd ed ex presidente della Camera di commercio, impresa e industria di Malta. Tra le sue aree di competenza figurano i fondi strutturali dell'UE e il finanziamento delle PMI.

Oliver Röpke è, quanto a lui, il presidente riconfermato del gruppo Lavoratori, già eletto alla guida del gruppo a metà del precedente mandato del CESE, in sostituzione di Gabriele Bischoff, divenuta europarlamentare nel 2019. Membro della Federazione dei sindacati austriaci (ÖGB), che rappresenta nel comitato esecutivo della Confederazione europea dei sindacati (CES), Röpke fa parte del CESE dal 2009, ed ha al suo attivo una serie di pareri su questioni sociali fondamentali come il salario minimo dignitoso e le norme minime comuni nel campo delle indennità di disoccupazione. Röpke ha espresso il suo impegno a favore di una forte strategia di ricostruzione e ripresa sociale dell'UE per far fronte all'impatto della crisi della COVID-19, con particolare attenzione per la solidarietà e per un'agenda sociale provvista di misure a tutela dei diritti dei lavoratori.

Nel suo primo mandato di presidente del gruppo Diversità Europa, che raccoglie un'ampia gamma di organizzazioni della società civile, Séamus Boland concentrerà i propri sforzi sulla povertà e sul ruolo di tali organizzazioni nella lotta a questo fenomeno. Il nuovo presidente intende inquadrare la questione nel più ampio contesto del Green Deal europeo e dell'impatto della COVID-19 sulla società. Agricoltore ed esponente della società civile da lunga data, Boland è amministratore delegato di Irish Rural Link, membro del consiglio di amministrazione dell'agenzia Inland Fisheries Ireland e presidente del Peatlands Council. Membro del CESE dal 2011, ha elaborato numerosi pareri su argomenti attinenti all'agricoltura, lo sviluppo rurale, l'energia, gli affari sociali e la Brexit.

Per maggiori informazioni si rimanda alle pagine web dedicate ai singoli gruppi:

Stefano Mallia assume la presidenza del gruppo Datori di lavoro del CESE

Oliver Röpke resta alla presidenza del gruppo Lavoratori nel nuovo mandato del CESE

L'irlandese Séamus Boland è il nuovo presidente del gruppo Diversità Europa del CESE

CESE 2020-2023 - Presidenza, presidenti dei gruppi e presidenti delle sezioni

Di seguito si presenta il nuovo organigramma per la presidenza e i presidenti dei gruppi e delle sezioni del CESE 2020-2023

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Presidente


 Christa Schweng


Vicepresidenti

Cillian Lohan
Vicepresidente del CESE / Presidente della commissione Comunicazione

Giulia Barbucci
Vicepresidente del CESE / Presidente della commissione Affari amministrativi e finanziari

 
Presidenti dei gruppi

Stefano Mallia
Presidente del gruppo Datori di lavoro

Oliver Röpke
Presidente del gruppo Lavoratori

Séamus Boland
Presidente del gruppo Diversità Europa

 
Presidenti delle sezioni

Stefano Palmieri
Sezione Unione economica e monetaria, coesione economica e sociale (ECO)

Alain Coheur
Sezione Mercato unico, produzione e consumo (INT)

Dimitris Dimitriadis
Sezione Relazioni esterne (REX)

Peter Schmidt
Sezione Agricoltura, sviluppo rurale, ambiente (NAT)

Aurel Laurenţiu Plosceanu
Sezione Occupazione, affari sociali, cittadinanza (SOC)

Baiba Miltoviča
Sezione Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione (TEN)

Pietro Francesco De Lotto
Commissione consultiva per le trasformazioni industriali (CCMI)

Redazione

Ewa Haczyk-Plumley (editor-in-chief)
Daniela Marangoni (dm)

Hanno collaborato a questo numero

Daniela Marangoni (dm)
David Gippini Fournier (dgf)
Ewa Haczyk - Plumley (ehp)
Laura Lui (ll)
Margarida Reis (mr)
Nicola Accardo (na)

Coordinamento

Agata Berdys (ab)
Katerina Serifi (ks)

Indirizzo

Comitato economico e sociale europeo
Edificio Jacques Delors, 99 Rue Belliard, B-1040
Bruxelles, Belgio
Tel. +32 25469476
E-mail: eescinfo@eesc.europa.eu

CESE info viene pubblicato nove volte l’anno in occasione delle sessioni plenarie del CESE. CESE info è disponibile in 23 lingue.
CESE info non può essere considerato un resoconto ufficiale dei lavori del CESE. A tal fine si rimanda alla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o ad altre pubblicazioni del CESE.
La riproduzione - con citazione della fonte - è autorizzata (a condizione di inviare una copia alla redazione).
 

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