A cura di Emilie Prouzet

Le disfunzioni del mercato unico hanno un impatto diretto sul costo della vita e il CESE constata con rammarico che la situazione sta peggiorando. Il costo della vita è più che mai la principale preoccupazione dei nostri concittadini, e specialmente dei giovani. I più colpiti sono i 94,6 milioni di cittadini europei a rischio di povertà o di esclusione sociale.

A cura di Emilie Prouzet

Le disfunzioni del mercato unico hanno un impatto diretto sul costo della vita e il CESE constata con rammarico che la situazione sta peggiorando. Il costo della vita è più che mai la principale preoccupazione dei nostri concittadini, e specialmente dei giovani. I più colpiti sono i 94,6 milioni di cittadini europei a rischio di povertà o di esclusione sociale.

Secondo stime dell'FMI, nell'UE le barriere non tariffarie per le merci equivalgono a dazi doganali di circa il 44 %, ossia il triplo di quelle che si frappongono tra i differenti Stati degli USA, per utilizzare un paragone di attualità. Per il mercato dei servizi, tale valore è addirittura pari al 110 %.

Il fenomeno interessa numerosi settori: prodotti alimentari, alloggio, energia, sanità, istruzione, e sono in atto delle iniziative europee. Dobbiamo tutti agire in modo più deciso: gli Stati membri, gli operatori privati e la stessa Commissione europea, in quanto custode dei Trattati. Citerò tre delle principali raccomandazioni formulate nel parere.

Anzitutto dobbiamo affrontare con urgenza le restrizioni territoriali dell'offerta e la segmentazione nazionale da parte di operatori privati, che limitano la concorrenza e determinano un aumento dei prezzi al consumo. Secondo uno studio del 2020 del Centro comune di ricerca, tali limitazioni costano ogni anno 14 miliardi di EUR ai consumatori. Tenendo conto dell'inflazione, è logico che l'obiettivo principale sia ora quello di migliorare il mercato unico. La Commissione, principalmente attraverso la task force per l’applicazione delle norme sul mercato unico (SMET), sta lavorando in tal senso. Sebbene il problema sia complesso, sono state avanzate delle proposte, occorre valutarne l'impatto e compiere rapidi progressi in questo campo.

Il CESE propone inoltre di accelerare i procedimenti contro le norme nazionali che violano il diritto dell'UE. Dovremmo esaminare la possibilità di ingiunzioni provvisorie per evidenti violazioni delle norme dell'UE. Non bisogna consentire la creazione di barriere, il protezionismo di alcuni Stati membri ha conseguenze dirette. Cosa dire del fatto che i medicinali possono scadere prima che si riesca a reindirizzarli dove sono necessari?

Abbiamo infine il dovere di trovare un approccio equilibrato tra la prevenzione dell'erosione di standard elevati in materia di sostenibilità, benessere e protezione dei lavoratori, la riduzione degli oneri amministrativi superflui e l'agevolazione degli scambi transfrontalieri per promuovere un mercato unico equo e competitivo.

La frammentazione del mercato unico incide direttamente sul costo della vita nell'UE, spingendo molti cittadini europei sull'orlo della povertà. Abbiamo chiesto a Emilie Prouzet, relatrice del parere su questo tema, quali sono le raccomandazioni del CESE per affrontare la questione e creare un mercato unico equo e competitivo. 

La frammentazione del mercato unico incide direttamente sul costo della vita nell'UE, spingendo molti cittadini europei sull'orlo della povertà. Abbiamo chiesto a Emilie Prouzet, relatrice del parere su questo tema, quali sono le raccomandazioni del CESE per affrontare la questione e creare un mercato unico equo e competitivo. 

Reference number
17/2025

Un convegno ad alto livello svoltosi a Varsavia sotto gli auspici della presidenza polacca del Consiglio dell'Unione europea ha evidenziato l'importanza di adottare un quadro strategico globale a livello europeo in materia di malattie rare.

La Settimana verde dell'UE, che si svolgerà dal 3 al 5 giugno, sarà dedicata al tema "Un'Europa pulita, competitiva e circolare".

La Settimana verde dell'UE, che si svolgerà dal 3 al 5 giugno, sarà dedicata al tema "Un'Europa pulita, competitiva e circolare".

La Piattaforma europea delle parti interessate per l'economia circolare (European Circular Economy Stakeholders Platform - ECESP), l'iniziativa faro organizzata congiuntamente dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) e dalla Commissione, è orgogliosa di tenere la Settimana verde dell'UE 2025, dedicata alle soluzioni circolari per un'Unione europea competitiva. Il convegno di quest'anno esaminerà i modi in cui l'economia circolare può rafforzare la competitività sostenibile, ridurre i rifiuti e stimolare l'innovazione. Mentre dal 3 al 4 giugno è prevista una serie di dibattiti ad alto livello sugli aspetti politici della circolarità, il 5 giugno di terranno discussioni approfondite con i portatori di interessi sul potenziale di circolarità per realizzare un'Europa competitiva ed efficiente sotto il profilo delle risorse.

La manifestazione sarà anche l'occasione per presentare la relazione sul dialogo con le parti interessate, tenutosi il 10 aprile presso il CESE. Questo evento di prima presa di contatto del convegno ha offerto ai portatori di interessi l'opportunità di confrontarsi su temi quali il patto per l'industria pulita, la strategia per la bioeconomia e l'imminente atto legislativo sull’economia circolare.

È possibile iscriversi alla Settimana verde dell'UE cliccando qui. (ac)

Disfunzioni del mercato unico / Aumento del costo della vita

Document Type
AS

Quest'anno il premio ha richiamato 58 candidature di persone fisiche, imprese private e organizzazioni della società civile di molti Stati membri dell'UE, con un'ampia distribuzione geografica. 

Quest'anno il premio ha richiamato 58 candidature di persone fisiche, imprese private e organizzazioni della società civile di molti Stati membri dell'UE, con un'ampia distribuzione geografica.

I progetti candidati coprono un'ampia gamma di temi, dal coinvolgimento e dall'emancipazione dei giovani alla coesione e all'inclusione sociali, dall'alfabetizzazione mediatica alla disinformazione, ai diritti umani e alla parità di genere.

Molte iniziative affrontano alla radice il problema della polarizzazione, e contribuiscono alla sua prevenzione.

Iniziative come EUth Voices for Social Change, gestita dall'organizzazione senza scopo di lucro Youthmakers Hub in Grecia, mirano a consentire ai giovani di promuovere cambiamenti positivi nelle loro comunità. Questi progetti affrontano il problema della polarizzazione dannosa, costruendo una cultura della tolleranza per incoraggiare la partecipazione a dialoghi costruttivi e la resistenza a narrazioni divisive, ad esempio attraverso l'alfabetizzazione digitale e i podcast.

Altri progetti combattono le narrazioni che incitano la polarizzazione e la radicalizzazione. Essi colmano i divari culturali, etnici e generazionali, affrontano le divisioni della società, promuovono la comprensione e la cooperazione reciproche, tutelano i diritti fondamentali e ispirano la coesione sociale.

DEMDIS Digital Discussion, un'iniziativa lanciata da DEMDIS in Slovacchia, ha creato una nuova piattaforma software per ospitare una discussione digitale equa, anche su temi controversi. Gli utenti esprimono un voto su differenti affermazioni e sono inseriti in vari gruppi di opinione. Attraverso l'individuazione di un terreno comune, il progetto crea ponti tra questi campi polarizzati.

La Guida ai diritti umani della Società baltica per i diritti umani è un esempio di come la società civile può impegnarsi per difendere i diritti fondamentali. La Guida funge da piattaforma per l'educazione ai diritti umani, offrendo spiegazioni in varie lingue su come i diritti umani possono e dovrebbero valere in situazioni specifiche della vita quotidiana.

Tra i contributi di quest'anno figuravano anche differenti approcci culturali e artistici alla lotta alla polarizzazione, come l'Atlante geopolitico della cultura e dei media indipendenti in Europa di Arty Farty. Questa iniziativa segnala temi prioritari per una rete di organizzazioni culturali e mediatiche indipendenti di tutta Europa, quali l'inclusione, la riduzione dei divari territoriali o la necessità di combattere la disinformazione. Ognuno di questi progetti dimostra che la cultura e i media possono avere un ruolo trasformativo nella depolarizzazione della società.

 

La 15a edizione del Premio CESE per la società civile è stato conferito a tre associazioni, provenienti rispettivamente da Slovacchia, Belgio e Francia, per il loro impegno esemplare nella lotta alla polarizzazione negativa in tutta Europa. I vincitori sono stati annunciati il 20 marzo, in una cerimonia di premiazione svoltasi durante la Settimana della società civile.  

La 15a edizione del Premio CESE per la società civile è stato conferito a tre associazioni, provenienti rispettivamente da Slovacchia, Belgio e Francia, per il loro impegno esemplare nella lotta alla polarizzazione negativa in tutta Europa. I vincitori sono stati annunciati il 20 marzo, in una cerimonia di premiazione svoltasi durante la Settimana della società civile.  

Il premio in denaro è stato suddiviso fra i primi tre classificati: 14 000 EUR per l'associazione che si è aggiudicata il primo premio, e 9 000 EUR ciascuna per le associazioni arrivate rispettivamente seconda e terza.

PRIMO PREMIO: Associazione slovacca per il dibattito per "L'Olimpiade del pensiero critico"

L'Associazione slovacca per il dibattito (SDA) è un'organizzazione non governativa, la cui missione è promuovere l'apertura mentale e il pensiero critico e favorire la cittadinanza attiva presso i giovani slovacchi. Attraverso una serie di programmi, l'associazione insegna ai giovani a valutare fatti e opinioni, a formulare le proprie argomentazioni e a riflettere in modo critico sulle informazioni divulgate dai media per trovare fonti credibili. In tal modo, l'organizzazione crea lo spazio per un dibattito pubblico e aperto sulle questioni chiave che la società slovacca si trova ad affrontare.

Uno dei programmi di maggior successo, lanciato nel 2021, è l'Olimpiade del pensiero critico. Il progetto ha già avuto una notevole diffusione, e l'anno scorso vi hanno partecipato quasi 9 000 studenti di oltre 300 scuole. Si tratta di una gara volta ad aumentare la resilienza degli studenti alla disinformazione, che è un fenomeno molto diffuso in Slovacchia: il 61 % degli abitanti non ha fiducia nei media e oltre la metà crede a teorie del complotto. L'Olimpiade punta ad affrontare direttamente questa sfida, diffondendo l'alfabetizzazione mediatica e modificando le abitudini di consumo presso i giovani.

La gara, rivolta ad allievi di tre fasce di età (classi 8-13), presenta loro delle sfide del mondo reale dei media che devono affrontare in tre tornate. I compiti da eseguire sono concepiti in modo da rispecchiare i contenuti ai quali gli studenti possono essere esposti nella loro vita quotidiana. I partecipanti analizzano video di TikTok, verificano contenuti creati dall'IA e valutano post di Instagram, cercando di distinguere tra realtà e disinformazione. Inoltre, prendono parte a un dibattito pubblico in cui devono presentare le loro argomentazioni ai loro pari.

"L'Olimpiade del pensiero critico aiuta a depolarizzare la società insegnando a migliaia di studenti a dialogare con persone che la pensano diversamente, a riconoscere i pregiudizi cognitivi e ad articolare le loro opinioni in modo costruttivo", ha dichiarato Richard Vaško, fondatore e coordinatore del programma. "Rafforzando il pensiero critico e l'alfabetizzazione mediatica attraverso la creazione di competenze, mettiamo i giovani in condizione di resistere alla disinformazione e di sapersi orientare nei dibattiti sociali."

SECONDO PREMIO: Reporters d'Espoirs (Francia) per il Prix Européen Jeunes Reporters d'Espoirs

Reporters d'Espoirs è un'organizzazione senza scopo di lucro, costituita nel 2003. Reporters d'Espoirs ha lanciato l'approccio del "giornalismo delle soluzioni", che è oggi ampiamente praticato e punta a rispondere alle sfide che la società si trova ad affrontare. L'organizzazione incoraggia i giornalisti ad adottare questa mentalità positiva e ricompensa, attraverso una serie di premi, le migliori innovazioni giornalistiche ed editoriali di professionisti del settore e di giovani.

Il premio Prix Européen Jeunes Reporters d'Espoirs è un'iniziativa volta a premiare e formare i giornalisti al giornalismo delle soluzioni in lingua francese. Questo programma multiforme offre ai candidati l'opportunità di imparare a praticare il giornalismo delle soluzioni attraverso un corso online organizzato in collaborazione con la Scuola di giornalismo di Aix-Marsiglia. Ogni candidato è inoltre abbinato a un tutor, che lo aiuta a perfezionare la capacità di scrittura e di parola, e riceve una formazione nell'arte della presentazione. I vincitori vengono invitati a Parigi per un viaggio di studio di 48 ore durante il quale incontrano altri giornalisti ed esperti di tutta Europa che condividono gli stessi principi. Vengono poi prescelti sei vincitori, che ricevono premi per un totale di 10 000 EUR.

"La lotta contro la polarizzazione è inerente al metodo del giornalismo delle soluzioni: consiste infatti nel mostrare la complessità del mondo, la diversità dei soggetti che agiscono a tutti i livelli e in tutti i paesi, insieme o separatamente, descrivendo al tempo stesso la capacità di diffusione di iniziative lanciate a livello locale", ha dichiarato Gilles Vanderpooten, direttore di Reporters d'Espoirs.

Nelle prime tre edizioni del premio sono state ricevute oltre 400 candidature da 25 paesi. L'attuale edizione, la quarta, è in procinto di superare le 300 candidature. L'organizzazione ha già aiutato oltre 75 candidati a perfezionare il loro francese scritto e parlato.

L'idea è facilmente replicabile, e il team sta già discutendo con giornalisti spagnoli, italiani e belgi per collaborare con loro e diffondere ulteriormente l'iniziativa.

"La nostra ambizione è estendere il premio dal mondo francofono ad altri contesti linguistici dell'Unione europea", ha dichiarato Vanderpooten. "Questa è la chiave per coinvolgere sempre più giovani nell'"Europa delle soluzioni".

TERZO PREMIO: FEC Diversité asbl (Belgio) per il progetto ESCAPE GAME EXTREME DROITE pour se désintoxiquer (GIOCO DI FUGA ESTREMA DESTRA per disintossicarsi)

In Europa e nel mondo, le ideologie di destra stanno prendendo piede. I partiti di estrema destra guadagnano terreno, e il populismo è in aumento. L'organizzazione belga senza scopo di lucro FEC Diversité ha messo a punto un metodo, rivolto a insegnanti, sindacati e comuni cittadini, per contrastare questi punti di vista.

ESCAPE GAME EXTREME DROITE pour se désintoxiquer è un gioco di fuga che consente ai giocatori di "disintossicarsi" dalle idee dell'estrema destra in modo divertente e coinvolgente. I giocatori vengono informati di essere stati infettati da ideologie di estrema destra e devono decontaminarsi svolgendo una serie di compiti. Così facendo, imparano in che modo le idee di estrema destra si diffondono e vengono amplificate nella società.

I giocatori vengono suddivisi in quattro distretti, ciascuno con prove specifiche da superare. Nel distretto A i partecipanti tengono discussioni riguardo all'impatto dell'estrema destra sul luogo di lavoro, attraverso interazioni con 19 oggetti. Nel distretto B i giocatori leggono brani di testimonianze autentiche di migranti per comprendere il loro percorso verso l'Europa. Nel distretto C l'audio di un "discorso sull'estrema destra" è accompagnato da una serie di immagini. Nel distretto D i giocatori devono preparare una relazione su un partito di estrema destra, prima di completare dei cruciverba.

In questo gioco immersivo ci sono anche degli assistenti, che indossano tute e maschere antigas e le cui voci sono modificate. Attraverso le diverse sfide, l'idea è quella di stimolare tutti i cinque sensi affinché i partecipanti vivano appieno l'esperienza e siano sensibilizzati ai rischi per la democrazia in Europa.

Dal suo lancio nel giugno 2023, quasi 1 000 giocatori sono stati "disintossicati", e il gioco si è diffuso presso sindacati dei lavoratori, organizzazioni e scuole, sia in Belgio che al di là delle frontiere. Anche dalla Francia e dalla Bulgaria, infatti, sono arrivati dei concorrenti, con l'obiettivo di partecipare al gioco e di ricrearlo altrove.

"Siamo orgogliosi di aver messo a punto uno strumento educativo innovativo che affronta la questione delle idee di estrema destra in modo coinvolgente e interattivo", dichiara Malika Borbouse di FEC Diversité. "Stimolando il dialogo e la riflessione collettiva, la nostra iniziativa ha contribuito a ridurre le tensioni e a promuovere una società più inclusiva."

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) accoglie con favore la nuova Visione per l'agricoltura e l'alimentazione della Commissione europea, una tabella di marcia per la riforma volta a rafforzare le posizioni degli agricoltori e a costruire sistemi alimentari sostenibili. Tuttavia, il CESE raccomanda una politica agricola comune (PAC) più ambiziosa.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) accoglie con favore la nuova Visione per l'agricoltura e l'alimentazione della Commissione europea, una tabella di marcia per la riforma volta a rafforzare le posizioni degli agricoltori e a costruire sistemi alimentari sostenibili. Tuttavia, il CESE raccomanda una politica agricola comune (PAC) più ambiziosa.

La visione, discussa nella sessione plenaria del CESE del 27 marzo, comprende misure volte a rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori, aumentare la trasparenza della catena di approvvigionamento e migliorare il dialogo sulla politica alimentare. Christophe Hansen, commissario europeo per l'Agricoltura, l'ha descritta come una "risposta mirata alla richiesta di un settore agroalimentare competitivo, equo e resiliente" e ha sottolineato l'importanza di collaborare strettamente con tutte le parti interessate, compresa la società civile.

Il Presidente del CESE Oliver Röpke ha osservato che la visione rispecchia molte delle priorità del CESE. "Riconosce il ruolo chiave di tutti gli attori del settore agroalimentare nel garantire la sostenibilità e la competitività", ha dichiarato, aggiungendo che in alcuni settori le raccomandazioni del CESE sono andate oltre le proposte della Commissione.

I membri del CESE hanno accolto con favore le iniziative volte a rafforzare il ruolo dei produttori nei negoziati e nei contratti. "I contratti scritti con clausole di rinegoziazione aumenteranno la trasparenza e il potere contrattuale degli agricoltori", ha dichiarato Stoyan Tchoukanov, relatore del parere del CESE Modifica del regolamento recante organizzazione comune dei mercati (OCM) dei prodotti agricoli sul rafforzamento della posizione dei produttori nella negoziazione e nella conclusione dei contratti.

La Commissione prevede inoltre di rafforzare la cooperazione in tutto il sistema alimentare, promuovendo una produzione sostenibile e regimi alimentari più sani. Emilie Prouzet, relatrice del parere del CESE Nuove norme sulla repressione transfrontaliera delle pratiche commerciali sleali, ritiene che si tratti di un primo passo per sostenere gli agricoltori evitando nel contempo l'incertezza giuridica.

La visione comprende un impegno a favore di un nuovo sistema di gestione dei rischi e delle crisi a livello dell'UE, in linea con le richieste del CESE di strumenti più solidi per gestire gli shock ambientali, di mercato e climatici. Si prevede inoltre una futura strategia per il ricambio generazionale, che sosterrebbe i giovani agricoltori nell'accesso alla terra, nelle competenze in materia di investimenti e nelle infrastrutture rurali.

Nonostante l'ampio sostegno, permangono preoccupazioni. I partecipanti al dibattito hanno rilevato le sfide da affrontare nel dibattito sulla riforma della PAC dopo il 2027 senza chiarezza sul prossimo bilancio dell'UE. Il CESE chiede inoltre una più rigorosa applicazione delle condizionalità sociali e avverte che la visione non affronta pienamente questioni quali la concentrazione del mercato e la speculazione finanziaria che incidono sui prezzi dei prodotti alimentari.

Il CESE ha ribadito il suo ruolo di partner fondamentale per trasformare la visione della Commissione in politica. E si è impegnato a proseguire la collaborazione per garantire il rispetto degli interessi degli agricoltori, dei produttori, dei lavoratori e dei consumatori nel plasmare il futuro dell'agricoltura dell'UE. (ks)

Il peso del rafforzamento della coesione per superare la polarizzazione delle nostre società ricade sulle organizzazioni della società civile, che hanno la forza e la motivazione per proteggere gli spazi civici e democratici. Questo è il messaggio chiave della Settimana della società civile, ospitata per il secondo anno dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) per discutere dell'allarmante tendenza alla polarizzazione diffusa in tutte le società dell'UE.

Il peso del rafforzamento della coesione per superare la polarizzazione delle nostre società ricade sulle organizzazioni della società civile, che hanno la forza e la motivazione per proteggere gli spazi civici e democratici. Questo è il messaggio chiave della Settimana della società civile, ospitata per il secondo anno dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) per discutere dell'allarmante tendenza alla polarizzazione diffusa in tutte le società dell'UE.

Oltre 800 persone, tra cui rappresentanti di organizzazioni della società civile (OSC), ONG e gruppi giovanili, nonché portatori di interessi e giornalisti, si sono riunite al CESE dal 17 al 20 marzo, in onore della Settimana della società civile, per condividere opinioni e discutere di come rafforzare la coesione e la partecipazione nelle società polarizzate.

La Settimana della società civile ha ospitato 14 sessioni organizzate dai membri del gruppo di collegamento del CESE e dai partner della Giornata dell'iniziativa dei cittadini europei (ICE), compresa la cerimonia di consegna del Premio CESE per la società civile. I partecipanti hanno elaborato una serie completa di misure attuabili e richieste fondamentali per rendere le società più coese, tra cui:

  • rafforzare la coesione attraverso l'istruzione, l'educazione e la cultura;
  • fornire alloggi sostenibili e a prezzi accessibili;
  • rafforzare la partecipazione pubblica attraverso l'ICE;
  • garantire una transizione giusta inclusiva e una crescita verde e blu;
  • costruire una solida strategia europea per la società civile;
  • rafforzare il sostegno e i finanziamenti a favore delle organizzazioni della società civile;
  • coinvolgere i giovani nella costruzione di un'Europa più forte e più resiliente;
  • promuovere l'innovazione e la tecnologia per il bene comune.

Alla sessione conclusiva, il Presidente del CESE Oliver Röpke ha dichiarato: "Mentre concludiamo questa seconda edizione della Settimana della società civile, posso affermare che l'energia, la resilienza e l'impegno degli attori della società civile di tutta Europa sono per me una grande fonte di ispirazione. Questa settimana abbiamo dimostrato che, quando la società civile si riunisce, possiamo inventare soluzioni in grado di rafforzare la nostra democrazia, promuovere la coesione sociale e costruire un'Europa realmente al servizio dei suoi cittadini".

Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha sottolineato il ruolo cruciale che le organizzazioni della società civile svolgono nel guidare le società nel rispetto dei valori fondamentali dell'Europa.

Victor Negrescu, vicepresidente del Parlamento europeo, ha lanciato un risoluto appello all'azione, chiedendo alle organizzazioni della società civile di mostrare la loro forza e di reagire alla retorica aggressiva: "abbiamo bisogno di una società civile forte e di un autentico partenariato tra la società civile e i responsabili decisionali, al fine di costruire insieme una società coerente con un impatto reale sulla vita delle persone".

I rappresentanti delle OSC hanno sottolineato che le società civili non sono semplici prestatori di servizi ma rappresentano una componente essenziale della democrazia e della partecipazione. Nataša Vučković, segretaria generale della Fondazione serba "Centro per la democrazia", ha espresso ottimismo riguardo al fatto che la società civile può svolgere un ruolo fondamentale nella lotta contro le cause profonde e la diffusione delle narrazioni antidemocratiche e antieuropee, sia nell'UE che nei paesi candidati all'adesione. Ma per questo occorre far sì che tutti i cittadini comprendano appieno l'Unione europea e possano trarne vantaggio nella loro vita di tutti i giorni. (at)

Il Premio CESE per la società civile, fiore all'occhiello del Comitato, è stato assegnato 15 volte. Viene conferito a progetti che applicano un approccio particolarmente creativo e innovativo a questioni di grande rilevanza per l'UE.

Il Premio CESE per la società civile, fiore all'occhiello del Comitato, è stato assegnato 15 volte. Viene conferito a progetti che applicano un approccio particolarmente creativo e innovativo a questioni di grande rilevanza per l'UE.

Possono candidarsi tutte le organizzazioni della società civile ufficialmente registrate nell'Unione europea e operanti a livello locale, regionale, nazionale o europeo. La partecipazione è aperta anche alle persone fisiche che risiedono nell'UE, nonché alle imprese registrate o attive nell'UE, a condizione che i loro progetti siano rigorosamente non a scopo di lucro.

Per essere ammissibili, le iniziative e i progetti devono essere realizzati nell'UE ed essere già stati attuati o essere ancora in corso quando scade il termine di presentazione delle candidature.

L'obiettivo del Premio è richiamare l'attenzione sullo straordinario contributo della società civile alla creazione di un'identità e di una cittadinanza europee e alla promozione dei valori comuni alla base dell'integrazione europea.

Il tema del Premio cambia ogni anno. Nel 2023 erano i progetti incentrati sulla salute mentale. Nel 2022 il CESE ha eccezionalmente indetto il premio su due temi: i giovani e l'Ucraina. Nel 2021 il premio è andato a progetti climatici volti a promuovere una transizione giusta, mentre nel 2020 è stato sostituito da un Premio speciale per la solidarietà assegnato a chi si era distinto nella lotta contro la pandemia di COVID-19. Negli anni ancora precedenti, il premio è stato dedicato a temi quali la parità di genere e l'emancipazione femminile, le identità e il patrimonio culturale europei e la migrazione.

Nell'ottobre 2024 il CESE ha lanciato il 15o Premio per la società civile dedicato alla lotta contro la polarizzazione dannosa della società europea.

Il tema della polarizzazione è più che mai urgente. In un contesto di molteplici crisi sovrapposte – tra cui la pandemia di COVID-19, la guerra della Russia in Ucraina e la diffusa instabilità sociale ed economica – la sfiducia nelle istituzioni e nelle autorità pubbliche è cresciuta, provocando una dannosa polarizzazione.

La società civile svolge un ruolo fondamentale nel combattere questa sfiducia e nel monitorare i focolai di polarizzazione online e offline, rinforzando la coesione sociale e sostenendo gli ideali democratici. Insieme alle pubbliche autorità e alla società civile, può contribuire a proteggere la democrazia liberale dalle tendenze autoritarie.

Per questo il CESE ha deciso di assegnare il Premio per la società civile di questa edizione a iniziative senza scopo di lucro che mettano in campo efficaci misure di prevenzione, di allerta rapida e (se necessario) di allentamento delle tensioni, volte a garantire il rispetto dei valori democratici e a impedire che la polarizzazione arrechi danni e che le narrazioni unilaterali sfocino in atti di violenza.