Economia e finanza, trasformazione digitale, competitività e imprese, commercio: questi sono i quattro settori in cui la presidenza spagnola del Consiglio dell'Unione europea ha fatto passi avanti nel semestre da luglio a dicembre 2023.

Economia e finanza, trasformazione digitale, competitività e imprese, commercio: questi sono i quattro settori in cui la presidenza spagnola del Consiglio dell'Unione europea ha fatto passi avanti nel semestre da luglio a dicembre 2023.

Intervenendo alla sessione plenaria di dicembre, Nadia Calviño, prima vicepresidente e ministra dell'Economia e della trasformazione digitale del governo spagnolo, ha sintetizzato le conclusioni della presidenza di turno dell'UE, menzionando, in particolare, l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria, l'accordo sui bonifici istantanei in euro, la riforma del mercato dell'energia elettrica e la stipula di un accordo commerciale avanzato con il Cile.

Calviño, che dovrebbe assumere le funzioni di Presidente della Banca europea per gli investimenti (BEI) il 1º gennaio 2024, ha sottolineato inoltre i punti che l'Unione europea dovrà iscrivere presto all'ordine del giorno, specie in vista delle prossime elezioni europee. "Il mondo sta attraversando un profondo cambiamento, e le placche tettoniche create dopo la Seconda guerra mondiale si stanno spostando", ha dichiarato. "Dobbiamo garantire che l'UE mantenga un ruolo di guida nei dibattiti più importanti a livello internazionale, sia in grado di affrontare le principali sfide e protegga i valori europei in questo nuovo ordine mondiale."

Facendo riferimento all'intenso semestre che stava per concludersi, ha aggiunto che "la cooperazione con le altre istituzioni europee e, in particolare, con il CESE, è stata determinante per ottenere buoni risultati. La mia presenza testimonia quanto sia forte l'impegno del governo spagnolo nei confronti delle parti sociali, del dialogo sociale e della società civile. Cerchiamo di ascoltare attentamente il punto di vista della società civile e di integrarlo nel nostro lavoro." (mp)

In questo numero:

  • In memoria di Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea. Omaggio a cura di Sebastien Maillard, direttore dell'Istituto Jacques Delors, e Lorenzo Consoli, corrispondente UE
  • COP 28: la società civile chiede un'azione più incisiva per salvare il clima
  • Carta europea della disabilità: un passo avanti verso la realizzazione della libera circolazione delle persone con disabilità nell'UE
  • Il CESE insiste nel chiedere che siano intensificati gli sforzi per porre fine alla deprivazione abitativa

In questo numero:

  • In memoria di Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea. Omaggio a cura di Sebastien Maillard, direttore dell'Istituto Jacques Delors, e Lorenzo Consoli, corrispondente UE
  • COP 28: la società civile chiede un'azione più incisiva per salvare il clima
  • Carta europea della disabilità: un passo avanti verso la realizzazione della libera circolazione delle persone con disabilità nell'UE
  • Il CESE insiste nel chiedere che siano intensificati gli sforzi per porre fine alla deprivazione abitativa

Care lettrici e cari lettori,

il 2024 sarà un anno di cambiamenti, non solo per l'Europa ma anche per il resto del mondo. Mentre ci prepariamo per il più grande esercizio democratico nel nostro continente – le elezioni del Parlamento europeo di giugno – consultazioni elettorali, sia nazionali che presidenziali, si svolgeranno in oltre 50 paesi di tutto il mondo, tra cui gli Stati Uniti, con la possibilità che gli equilibri politici si modifichino e nuove strade vengano imboccate.

Care lettrici e cari lettori,

il 2024 sarà un anno di cambiamenti, non solo per l'Europa ma anche per il resto del mondo. Mentre ci prepariamo per il più grande esercizio democratico nel nostro continente – le elezioni del Parlamento europeo di giugno – consultazioni elettorali, sia nazionali che presidenziali, si svolgeranno in oltre 50 paesi di tutto il mondo, tra cui gli Stati Uniti, con la possibilità che gli equilibri politici si modifichino e nuove strade vengano imboccate.

Per l'UE, le elezioni del Parlamento europeo saranno la vera cartina di tornasole della fiducia dei cittadini. Negli ultimi anni abbiamo dovuto far fronte a sfide senza precedenti, e saranno ora i cittadini europei a dire se l'UE ha superato la prova. Dato che la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale è la massima priorità per i cittadini dell'UE, prevedo che il cammino non sarà senza ostacoli per la nostra Unione. L'inflazione, la precarietà del lavoro e la generale mancanza di stabilità economica creano un terreno fertile per la paura, alimentando le narrazioni populiste ed estremiste.

Il compito non sarà facile, ma l'UE può fermare questa tendenza. Dobbiamo entrare in contatto con gli elettori, consentendo loro di far sentire la loro voce e denunciare ciò che non funziona. In questo contesto sono orgoglioso di annunciare la prima edizione della Settimana della società civile del CESE (4-8 marzo), in cui i cittadini di tutta Europa, giovani e anziani, avvieranno un dialogo e formuleranno messaggi per la prossima compagine di leader dell'UE in seno alla nuova Commissione europea e al nuovo Parlamento europeo.

L'UE dovrà anche affrontare nuove sfide. La recente e storica decisione del Consiglio europeo di dicembre di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina e la Moldova e di concedere alla Georgia lo status di paese candidato ha segnato una fase cruciale per l'allargamento. Adesso spetta ai paesi candidati intraprendere le riforme necessarie, ma i leader dell'UE si sono anche impegnati ad affrontare il processo delle riforme interne, le cui conclusioni sono attese per l'estate del 2024. Dal punto di vista del CESE, stiamo portando avanti questa causa integrando progressivamente nei nostri lavori i "membri di paesi candidati all'allargamento", i quali contribuiranno all'elaborazione dei nostri pareri e parteciperanno alle sessioni plenarie. Dopo aver lanciato un invito, stiamo ora selezionando questi nuovi membri e daremo il via ai loro lavori durante la sessione plenaria del CESE del prossimo mese.

Tutto questo avverrà sotto lo sguardo attento della presidenza belga dell'UE, che è chiamata a finalizzare i dossier legislativi e a preparare il terreno per le elezioni del Parlamento europeo. Coloro che non avessero potuto assistere alla presentazione delle priorità della presidenza belga, potranno prenderne conoscenza seguendo la nostra sessione plenaria di gennaio.

Guardando a ciò che ci attende in questo 2024 appena iniziato, è importante tenere presente che i cambiamenti non sono un ostacolo, ma un'opportunità di crescita. Sono l'occasione per dar forma alle nostre narrazioni e ritornare a un'Europa più forte e più unita.

Oliver Röpke

Presidente del CESE

Jacques Delors, scomparso il 27 dicembre 2023, sarà ricordato come il più grande, il più efficace e il più visionario e lungimirante presidente della Commissione europea, un "padre fondatore" dell'Europa unita, come lo erano stati molto prima di lui Jean Monnet e Robert Schuman.

Jacques Delors, scomparso il 27 dicembre 2023, sarà ricordato come il più grande, il più efficace e il più visionario e lungimirante presidente della Commissione europea, un "padre fondatore" dell'Europa unita, come lo erano stati molto prima di lui Jean Monnet e Robert Schuman.

Prima di lui, il presidente della Commissione era poco più di un burocrate europeo; fu lui a dare a questo ruolo lo status, poi riconosciuto da tutti, pari a quello di un capo di Stato e di governo. Nei dieci anni del suo mandato, dal 1985 al 1995, grazie anche al sostegno del cancelliere tedesco Helmut Kohl e del presidente francese François Mitterrand, spinse avanti con forza e determinazione il processo d'integrazione europea. Innanzitutto lo rilanciò immediatamente con l'obiettivo di trasformare entro il 1992 il mercato comune, fondato sull'unione doganale, in un vero e proprio mercato unico. Poi, quando lo stesso mercato unico era ancora in fase di realizzazione, avviò l'altro suo grande progetto, quello dell'Unione monetaria, lavorando parallelamente anche all'ampliamento delle competenze comunitarie con la fondazione dell'Unione europea, attraverso il Trattato di Maastricht.

Per la prima volta, inoltre, affrontò anche il "deficit democratico" della Comunità, proponendo e ottenendo l'attribuzione di maggiori poteri al Parlamento europeo, prima con la procedura di cooperazione (prevista dall'Atto unico), e poi (a partire dalla riforma di Maastricht) con la co-decisione, che attribuiva finalmente un vero e proprio ruolo di co-legislatore all'Assemblea di Strasburgo, nelle materie sottoposte alle decisioni a maggioranza qualificata in Consiglio.

Il percorso verso l'obiettivo strategico del mercato unico iniziò con due documenti: il rapporto sul costo della "non Europa", che dimostrava i vantaggi economici dell'eliminazione delle barriere normative interne ancora esistenti, e un primo "Libro bianco", che individuava tutte le misure legislative (circa 200) necessarie per eliminare quelle barriere.

Delors indicò fin dall'inizio nel rafforzamento dei meccanismi decisionali e delle istituzioni europee lo strumento essenziale per portare a termine il progetto. Propose perciò, con l'Atto unico europeo, una prima vera riforma dei Trattati di Roma del 1957, che avevano istituito le Comunità europee (Mercato comune ed Euratom), e convinse gli Stati membri ad approvarla (1987).

Jacques Delors svolse poi un ruolo essenziale nella ridefinizione del quadro finanziario comunitario, con un aumento significativo delle risorse in bilancio, portate all'1,20 % del PIL complessivo degli Stati membri con il "Pacchetto Delors I" (1988-92) e all'1,27 % con il "Pacchetto Delors II" (1993-99), e con un forte incremento dei fondi per la "coesione economica e sociale" (politiche regionali e strutturali ), vista come una contropartita necessaria dell'unificazione del mercato interno. Ma ancora più importante fu il cambiamento sistemico del quadro di bilancio comunitario, che da annuale diventò di medio termine (settennale), proprio a partire dai due "pacchetti" Delors.

Questo ha evitato che si ripetesse ogni anno l'estenuante negoziato finanziario tra gli Stati membri, che rallentava per mesi l'attività delle istituzioni europee. Un altro elemento fondamentale introdotto da Delors nelle politiche europee fu l'attenzione alla dimensione sociale (fu lui, tra l'altro, ad avviare il "dialogo sociale" tra imprese, sindacati e istituzioni europee). Tuttavia, il suo programma sociale, che prevedeva anche un'armonizzazione degli strumenti di protezione dei lavoratori in caso di crisi e per contrastare le spinte a delocalizzare le attività produttive, è stata una delle sue opere incompiute.

La sua sconfitta più dura, comunque, fu quella subita riguardo al suo secondo "Libro bianco", quello su "crescita, occupazione e competitività", lanciato in grande stile nel 1993, come ultimo grande progetto del suo mandato. Era una proposta di rilancio e di stimolo dell'economia (da finanziare con 20 miliardi di euro per 20 anni), basata tra l'altro su una emissione di debito comune (8 miliardi di euro all'anno) oltre che da contributi del bilancio comunitario e prestiti della Banca europea per gli investimenti, per sostenere la costruzione di infrastrutture di trasporto e di telecomunicazioni e una serie di altre iniziative economiche e sociali (una prefigurazione, sostanzialmente, di quello che sarebbe stato oltre 20 anni dopo il "NextGenerationEU", in risposta alla crisi pandemica).

Il piano, inizialmente accolto con favore dal Consiglio europeo, fu poi criticato e abbandonato dai ministri delle Finanze dell'UE. Il decennio di Jacques Delors si chiudeva con la sua parabola in discesa, un'onda di riflusso in cui lo si accusava di ambizioni eccessive, di giacobinismo accentratore, di regolamentazione esagerata. Salvo riprendere più tardi alcune delle sue idee, come le "reti transeuropee", o il programma "SURE" per sostenere i sistemi di cassa integrazione dei lavoratori durante la crisi della COVID-19.

Un dibattito organizzato dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha evidenziato che, nonostante le recenti iniziative, gli uomini continuano a essere la maggioranza nei settori delle scienze, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica. L'UE deve adottare nuove misure specifiche per promuovere la partecipazione delle donne e garantire così una transizione verde e digitale giusta.

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La battaglia globale delle offerte - dall'iniziativa cinese "Nuova via della seta" alla strategia "Global Gateway" dell'UE

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