Reti 5G: sicure per il 39 % degli europei, dannose per il 21 %

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Uno studio di Deloitte evidenzia che gli europei esprimono pareri contrastanti riguardo alla nuova tecnologia 5G. Servono quindi ulteriori ricerche su questo tema, e il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha dedicato un dibattito alle preoccupazioni delle organizzazioni della società civile.

La tecnologia 5G è pericolosa per la nostra salute e l'ambiente oppure è sicura? Uno studio realizzato da Deloitte nel 2020 in 12 paesi europei fornisce i seguenti dati: il 39 % degli intervistati reputa che il 5G sia sicuro per la salute, mentre il 21 % ritiene che sia nocivo e il 40 % non ha un'opinione precisa. Nel dibattito ospitato il 20 luglio scorso dalla sezione Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione (TEN) sono stati esaminati i vantaggi e gli svantaggi della tecnologia 5G, in particolare in termini di impatto sulla società e sull'ambiente, tenendo conto delle preoccupazioni dei cittadini europei.

Negli ultimi anni le organizzazioni della società civile, sia dell'UE che di paesi terzi, hanno messo in guardia contro gli effetti negativi e le crisi che potrebbero derivare da un rapporto non equilibrato tra i diritti e gli interessi delle persone, da un lato, e quelli delle imprese e delle istituzioni pubbliche, dall'altro, ha dichiarato Baiba Miltoviča, presidente della sezione TEN.

Le reti 5G sono già operative

Dall'inizio del 2019 il numero delle reti 5G è aumentato in maniera considerevole, sia in Europa che in altri continenti. Alla fine di settembre 2020, i servizi commerciali 5G erano già stati introdotti in 18 paesi (considerando l'UE-27 più il Regno Unito): Austria, Belgio, Bulgaria, Cechia, Danimarca, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito e Ungheria.

La Commissione europea ha già affrontato la questione della cibersicurezza della rete 5G, ma ha dedicato una minore attenzione a quella dell'impatto di tale tecnologia sulla società e sull'ambiente. Malgrado la divergenza di opinioni nella comunità scientifica, vi è un generale consenso riguardo al fatto che la tecnologia 5G debba formare oggetto di studi e ricerche più approfonditi: non vi è dubbio, infatti, che le nuove frequenze produrranno nuovi effetti e nuove forme di interazione con il corpo umano.

Con le tecnologie emergenti che facilita, il 5G comporta, sul piano scientifico, una serie di incertezze e di rischi, nonché di effetti che non sono ancora visibili e che pertanto non sono ancora stati adeguatamente valutati. Abbiamo bisogno di una governance previsionale all'altezza, che applichi il principio di precauzione alla pertinente legislazione europea. È giunto il momento che, come gli altri settori economici, anche quello delle comunicazioni elettroniche sia sostenibile e responsabile, ha dichiarato Dumitru Fornea, relatore del parere del CESE – attualmente in corso di elaborazione – sul tema L'impatto sociale ed ecologico dell'ecosistema 5G.

Sulla stessa lunghezza d'onda, Aurel Laurențiu Plosceanu, presidente del gruppo di studio su tale parere, ha posto l'accento sul fatto che, con il rapido sviluppo di queste nuove tecnologie, il grande pubblico e la società civile organizzata dei paesi sviluppati sottolineano la necessità di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture di Internet. Tuttavia, non vi è ancora un consenso generale sul modo in cui questi sistemi tecnologici incideranno sull'ambiente, sugli organismi viventi o sui diritti civili delle persone.

Il rapporto tra possibili rischi e benefici

Tutto ciò spiega perché si è reso necessario un dibattito a tutto campo, con un'ampia gamma di parti interessate, volto a individuare proposte che migliorassero il quadro legislativo e a valutare la necessità di elaborare nuovi standard di sicurezza basati sull'esposizione cumulativa.

Secondo Eric van Rongen, della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP), gli unici effetti potenzialmente nocivi ad oggi dimostrati sono quelli derivanti dall'innalzamento della temperatura al di sopra delle soglie e dalla stimolazione nervosa, ma non vi sono prove che le radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza provochino malattie come il cancro.

L'opinione contraria è stata espressa da Mădălina Apostol, in rappresentanza della Coalizione rumena "STOP 5G", e Maurizio Martucci, a nome dell'Alleanza europea "STOP 5G".

Apostol ha chiesto di porre fine con urgenza alla diffusione del 5G, sottolineando che essa aumenterebbe enormemente l'esposizione alle radiazioni a radiofrequenza, dimostratesi dannose per la salute umana e per l'ambiente. Le persone sono i legittimi proprietari delle risorse utilizzate dal 5G, quali frequenze, edifici e dati, e dovrebbero essere loro a decidere in merito all'attuazione di tale tecnologia, sulla base di un consenso libero e pienamente informato e sotto forma di "licenze sociali" a livello comunitario, previa divulgazione al pubblico dei dati sulle radiazioni emesse e dei rischi connessi.

In un videomessaggio, Martucci ha fatto notare che uno dei problemi più gravi è la compartimentazione, vale a dire il fatto che il dibattito si concentri soltanto su alcuni dei pericoli del 5G, perdendo così di vista il quadro d'insieme dei cambiamenti epocali già in corso nei progetti Città intelligenti e Società dei Gigabit, e ha chiesto che l'Europa adotti immediatamente una moratoria internazionale sull'introduzione del 5G al fine di evitare che i cittadini europei diventino cavie di questa tecnologia.

Lise Fuhr, dell'Associazione degli operatori di reti di telecomunicazioni europei (ETNO), ha difeso il sostegno politico agli investimenti privati nelle reti e all'innovazione nei servizi di telecomunicazione, in quanto principali fattori abilitanti dell'intera strategia digitale: dalle relazioni emerge che reti 5G e fibre ottiche sicure contribuiranno notevolmente sia a un migliore sviluppo sociale e a una maggiore crescita economica che ai progressi in materia di sostenibilità.

Infine, Peter Stuckmann, della DG CNCT della Commissione europea, ha sottolineato che viviamo nel decennio digitale e che durante la pandemia le tecnologie digitali hanno consentito alle imprese e a noi cittadini di continuare le nostre attività. Il settore digitale, quindi, è stato fondamentale per la ripresa economica, e in futuro plasmerà un'economia climaticamente neutra, circolare e resiliente.

Tutti i contributi raccolti nel corso del dibattito confluiranno ora nel parere del CESE, che dovrebbe essere adottato nella sessione plenaria di ottobre.

Qualche informazione di base

Il 5G non è una vera e propria "nuova" tecnologia, bensì un'estensione delle tecnologie esistenti (dall'1G al 4G) basate sulle reti di accesso radio (RAN) e coesisterà con esse. Vi sarà pertanto una rete mista, una "rete di reti": un maggior numero e una maggior varietà di bande di frequenza radio, una gamma di dispositivi che scambieranno dati e un'enorme quantità di interazioni con gli utenti.

La tecnologia 5G dovrebbe consentire l'iperconnettività senza fili, rendendo possibile collegare un numero enorme di dispositivi a una velocità di trasferimento molto più elevata. Queste nuove capacità sono necessarie per le automobili senza conducente, la realtà virtuale, la realtà aumentata e l'"Internet tattile". Inoltre, il 5G accelererà l'evoluzione verso l'industria 4.0 e faciliterà lo sviluppo di applicazioni basate sull'intelligenza artificiale.

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