European Economic
and Social Committee
Approfondire il duplice approccio civile/militare nel settore dei trasporti
In un dibattito organizzato a Bruxelles dal Comitato economico e sociale europeo (CESE), diversi oratori di spicco hanno sottolineato l'importanza strategica di utilizzare i trasporti in maniera globale per rafforzare la capacità dell'Unione europea di rispondere alle crisi presenti e future.
Se l'UE vuole raggiungere un livello adeguato di preparazione, deve guardare oltre il solo equipaggiamento militare e adottare un approccio più ampio riguardo alla sua difesa. Questa visione per il futuro deve includere una maggiore cooperazione tra il settore civile e quello militare e una pianificazione lungimirante del duplice uso delle infrastrutture fisiche, nonché una regolamentazione amministrativa in materia.
Queste sono state le principali conclusioni del dibattito sul tema Duplice uso della rete transeuropea dei trasporti: siamo preparati alle situazioni di crisi?, organizzato il 14 gennaio 2025 dalla sezione Trasporti, energia, infrastrutture e società dell'informazione (TEN) del CESE, cui hanno preso parte diversi oratori di spicco.
Baiba Miltoviča, presidente della sezione TEN, ha sottolineato che "l'UE deve adottare un approccio più globale riguardo alla sua preparazione civile e militare. La difesa e la resilienza dell'Europa non devono essere basate esclusivamente sulle nozioni tradizionali di forza militare, come le armi e le tecnologie avanzate. Dobbiamo invece riconoscere che le basi della preparazione sono molteplici e richiedono infrastrutture solide, una pianificazione innovativa e una cooperazione fluida tra il settore civile e quello militare".
Nella stessa ottica, Kaspars Briškens, ministro lettone dei Trasporti, ha richiamato l'attenzione sul fatto che il rafforzamento delle infrastrutture di trasporto europee è essenziale sia per la sicurezza dell'Europa che per la sua crescita economica: "Progetti come quello di Rail Baltica dimostrano come l'integrazione tra mobilità civile e mobilità militare possa creare una rete resiliente e connessa, in grado di promuovere lo sviluppo regionale e di rafforzare la nostra sicurezza collettiva. I piani sono chiari e i lavori sono ormai iniziati, pertanto tutti gli sforzi dovrebbero essere indirizzati a mobilitare i finanziamenti necessari per completare i progetti europei a duplice uso già individuati".
Approfondire il duplice approccio civile/militare nel settore dei trasporti
Negli ultimi decenni le infrastrutture europee sono state progettate principalmente per scopi civili, il che rende l'Europa vulnerabile in periodo di crisi. Per rimediare a queste carenze, l'UE deve ora ripensare il suo approccio relativo allo sviluppo delle sue infrastrutture e dei suoi processi.
Il rapido spostamento di mezzi militari attraverso le frontiere durante una crisi potrebbe risultare problematico se mancano le infrastrutture necessarie, quali strade o ferrovie, ma anche se le nostre procedure amministrative, i controlli doganali e i poli logistici non sono adeguatamente snelli e flessibili. Le infrastrutture e le capacità obsolete e con equipaggiamenti insufficienti devono essere modernizzate e potenziate per garantire che non si trasformino in colli di bottiglia quando più sarebbero necessarie.
Un esempio importante in questo contesto è costituito dalla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), che riveste un ruolo fondamentale nel garantire che, quando occorre, le forze militari europee possano muoversi con rapidità ed efficacia. I progressi sono già in corso e il regolamento TEN-T aggiornato impone ora agli Stati membri di tenere conto delle esigenze di mobilità militare nella costruzione o nell'ammodernamento delle infrastrutture della rete.
Inoltre, anche il settore civile può svolgere un ruolo cruciale nel sostenere gli sforzi nei momenti di grave crisi e non solo quando è in gioco la sicurezza. La realizzazione di partenariati solidi tra il settore civile e quello militare non è più una scelta facoltativa, bensì una misura essenziale per affrontare sfide condivise quali i cambiamenti climatici e la sicurezza energetica. Queste crisi moderne creano nuove vulnerabilità e amplificano quelle esistenti, come gli eventi meteorologici estremi, la scarsità di risorse e le interruzioni dell'approvvigionamento energetico, che possono compromettere tanto la vita della popolazione civile quanto le operazioni militari.
Onde pervenire a una maggiore cooperazione e migliorare la mobilità sia civile che militare, l'UE ha bisogno di nuovi finanziamenti. Finora il meccanismo per collegare l'Europa ha stanziato 1,7 miliardi di EUR per le infrastrutture di trasporto a duplice uso e ha cofinanziato 95 progetti di mobilità militare in 21 paesi. Per poter beneficiare del cofinanziamento dell'UE, i progetti di infrastrutture di trasporto devono dimostrare di servire a scopi sia civili che militari e di essere in linea con il quadro della rete TEN-T. Tale approccio non solo massimizza il valore degli investimenti pubblici, ma garantisce anche che le infrastrutture europee siano resilienti e versatili.
La parola agli esperti
Nel corso del dibattito Philippe Chantraine, della DG MOVE della Commissione europea, ha affermato che tutti gli Stati membri dell'UE devono migliorare le loro infrastrutture nazionali per essere realmente preparati alle crisi future. Chantraine ha menzionato il crescente coinvolgimento dell'UE nella mobilità militare e ha fatto riferimento al piano d'azione europeo sulla mobilità militare 2022-2026, incentrato sugli investimenti nelle infrastrutture di trasporto a duplice uso lungo la rete TEN-T, con l'obiettivo di accelerare, digitalizzare e snellire le procedure e i processi a livello nazionale.
Per parte sua, il rappresentante della NATO Hasit Thankey ha sottolineato che il contesto della sicurezza in Europa è cambiato e che l'UE deve essere meglio preparata alle crisi per scongiurare i conflitti. Il meccanismo per collegare l'Europa ha svolto un ruolo importante, ma gli Stati membri devono ora cooperare attivamente per migliorare la preparazione alle crisi in Europa, facendo in modo che gli investimenti siano commisurati al fabbisogno di capacità militari, altrimenti potrebbe essere troppo tardi per prepararsi.
Jakub Siwiński, in rappresentanza del ministero polacco delle Infrastrutture, ha affermato che, data la situazione geopolitica, gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto dovrebbero includere parametri di duplice uso, poiché questo tipo di investimenti potrebbe migliorare in modo significativo la mobilità militare e le capacità di risposta alle crisi. Ha poi aggiunto che il settore dei trasporti necessita di finanziamenti stabili nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo successivo al 2027.
Concentrandosi sull'industria della logistica e della catena di approvvigionamento, Nicolette Van der Jagt, dell'Associazione europea delle aziende di spedizione, trasporto, logistica e servizi doganali (CLECAT), ha sostenuto che i trasporti non sono soltanto un settore, ma un fattore abilitante per il mercato europeo, la sua competitività e la sua sicurezza. Van der Jagt ha sottolineato che, per accrescere la preparazione dell'UE, è importante rafforzare la cooperazione tra tutti gli attori, l'innovazione e la sostenibilità.
Infine, Inga Birzgale, in rappresentanza del Consiglio nazionale lettone della gioventù, ha esposto il punto di vista dei giovani, affermando che è giunto il momento di investire le risorse necessarie in progetti di trasporto adeguati alle esigenze future e rispettosi di valori quali l'inclusione sociale e la sostenibilità. Tale approccio è essenziale per contribuire a creare fiducia e costruire una società più solidale.