Lo spazio sociale autogestito romano "Casetta Rossa" è tra i 23 progetti e organizzazioni dell'UE e del Regno Unito che sono stati premiati per il loro eccezionale contributo alla lotta contro la COVID-19 e le sue disastrose conseguenze.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha proclamato i vincitori del Premio CESE per la solidarietà civile, indetto nel 2020 come riconoscimento di carattere eccezionale sul tema "La società civile contro la COVID-19".

Tra questi, l'associazione romana vince nella categoria italia, grazie a "Radio Anticorpi": durante il lockdown il servizio di distribuzione di pasti "sospesi" di Casetta Rossa si è trasformato in una stazione radio, elargendo consigli pratici, notizie, interviste, e soprattutto nutrendo il senso di comunità tra persone che si sentivano abbandonate.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha proclamato i vincitori del Premio CESE per la solidarietà civile, indetto nel 2020 come riconoscimento di carattere eccezionale sul tema "La società civile contro la COVID-19".

Con una cerimonia virtuale di premiazione svoltasi il 15 febbraio, il CESE ha insignito 23 organizzazioni della società civile, singoli cittadini e imprese private, i cui progetti si sono distinti quali esempi di straordinaria solidarietà durante la pandemia di COVID-19. A ogni vincitore è andato un premio del valore di 10 000 EUR.

Nell'assegnare i premi, il vicepresidente del CESE responsabile della comunicazione, Cillian Lohan, ha dichiarato:

Il CESE ha più volte sottolineato che la solidarietà e un'azione mirata e condivisa sono fondamentali per sopravvivere a una pandemia di questa portata. L'unica risposta efficace a una crisi come questa è quella di agire rapidamente, con decisione e tutti insieme. Da questa crisi possiamo trarre insegnamenti utili per affrontare altre crisi, siano esse sociali, economiche o ambientali.

La società civile è stata in prima linea in tutte le iniziative di solidarietà e, senza il suo aiuto sul campo, il prezzo pagato per questa pandemia sarebbe molto più elevato. Tutti i progetti per i quali abbiamo ricevuto la candidatura sono una prova dell'impegno altruistico profuso dai cittadini e sul territorio, e dimostrano che il contributo della società civile in questa lotta è enorme. Con questo premio rendiamo omaggio alle persone e alle organizzazioni che fanno la differenza in questi tempi senza precedenti. È un onore poter celebrare insieme.

I premi sono stati assegnati ai progetti vincitori di 21 paesi dell'Unione europea. Un premio è stato conferito a un progetto con dimensione transfrontaliera e uno a un'organizzazione del Regno Unito, per dimostrare che il CESE ha voluto mantenere stretti legami con la società civile britannica nonostante il fatto che il paese abbia lasciato l'UE.

Sebbene il CESE auspicasse di trovare un vincitore in ognuno degli Stati membri dell'UE e nel Regno Unito, da sei paesi non sono pervenute candidature di progetti ammissibili.

L'elenco completo dei vincitori è disponibile qui di seguito e sulla nostra pagina web.

I vincitori sono stati selezionati tra un totale di 250 candidature presentate da organizzazioni della società civile, singoli cittadini e imprese private. Tutti i progetti ruotavano attorno alla solidarietà e presentavano modi creativi ed efficaci di affrontare le sfide, spesso molto ardue, poste dalla crisi.

La maggior parte di essi si rivolgeva alle categorie vulnerabili o alle persone più colpite dalla crisi, come gli anziani o i giovani, i bambini, le donne, le minoranze, i migranti, i senzatetto, il personale medico o i lavoratori e i datori di lavoro.

Per quanto riguarda i contenuti, i progetti erano concentrati attorno a cinque temi principali: distribuzione di alimenti e assistenza a gruppi vulnerabili, attrezzature mediche, servizi di consulenza, servizi didattici e informazioni sulla pandemia, e cultura.

IL VINCITORE ITALIANO

Quando è scoppiata la pandemia Casetta Rossa era in prima linea per fornire aiuto e sostegno alle persone bisognose, portando avanti il servizio dei "pasti sospesi", ovvero donati dai cittadini. All'inizio i volontari rispondevano alle chiamate e distribuivano alimenti, ma quando il blocco delle attività economiche ha colpito la comunità, si sono resi conto che non bastava. Molte persone avevano perso il lavoro, gli anziani non ricevevano più assistenza, i nuovi malati COVID erano disorientati, altri si trovavano senza reddito e sostegno economico. Aumentava il senso d'isolamento delle persone.

Per riempire questo vuoto, "Radio Anticorpi" ha fornito ogni giorno via Facebook notizie, racconti, interviste in diretta dalle "zone rosse" del nord Italia. Ma anche programmi di storia, arte e musica, e consigli creativi per tenere i bambini attivi e curiosi. Ha puntato su un modo innovativo e creativo di affrontare l'emergenza, coniugando elementi sociali e culturali al servizio delle persone svantaggiate, per suggerire un punto di partenza della società post-pandemica.

Durante un intervento alla Casetta Rossa, lo scrittore messicano Paco Ignacio Taibo II ha detto: 'Abbiamo il diritto di essere stanchi, ma non abbiamo quello di arrenderci'. È esattamente così che ci sentiamo: stanchi perché lottiamo ogni giorno contro la povertà, la giustizia sociale e la difesa dei diritti civili, ma consapevoli che sia la strada giusta verso un mondo più equo, racconta Maya Vetri, portavoce e iniziatrice del progetto. Fornire cibo e beni di prima necessità serve per la sopravvivenza, ma vogliamo di più: persone che possano vivere una vita dignitosa fondata sui valori della cultura, della socialità e della libertà di espressione.

Per informazioni dettagliate su tutti i vincitori e gli altri candidati si rimanda al nostro opuscolo, disponibile su richiesta.

Il CESE si augura che il Premio per la solidarietà civile accresca la visibilità e la consapevolezza non solo dei progetti vincitori, ma anche di molte altre iniziative creative intraprese dai cittadini nell'UE.

Oggi non stiamo applaudendo solo i nostri 23 vincitori. Ci complimentiamo con tutta la società civile europea e tante organizzazioni, imprese e singoli cittadini che hanno dimostrato e continuano a dimostrare solidarietà, coraggio e responsabilità civica senza precedenti in questi tempi difficili e travagliati, ha aggiunto Lohan.

Il CESE ha sottolineato che i progetti e le iniziative portati avanti dai cittadini e dalla società civile hanno integrato in molti modi gli sforzi intrapresi dagli Stati membri per attenuare i contraccolpi della crisi e talvolta li hanno addirittura anticipati, come nel caso della produzione di mascherine a livello locale e regionale.

Rispetto agli anni precedenti, il CESE ha riscontrato un aumento del numero di candidature al premio provenienti da organizzazioni informali o meno consolidate, il che è una chiara dimostrazione dello spirito che anima coloro che operano sul campo.

I CRITERI DI ASSEGNAZIONE

Il CESE ha indetto il premio nel luglio 2020 con il tema "La società civile contro la COVID-19", precisando che si sarebbe trattato di un riconoscimento di carattere eccezionale, inteso a sostituire solo quest'anno il consueto Premio del CESE per la società civile. L'obiettivo era quello di rendere omaggio alla società civile europea che si è impegnata attivamente e altruisticamente in iniziative di solidarietà fin dai primissimi giorni della pandemia.

Il concorso era aperto a singole persone, organizzazioni della società civile e imprese i cui progetti dovevano essere rigorosamente privi di scopo di lucro e non beneficiare di eventuali finanziamenti pubblici superiori al 50 % del loro bilancio. Le iniziative dovevano essere direttamente collegate alla COVID-19 e specificamente finalizzate a combattere il virus o ad affrontarne le conseguenze.

Ogni anno il Premio per la società civile, del CESE, rende omaggio alle organizzazioni della società civile e/o a singoli cittadini i cui progetti celebrano l'identità europea e i valori comuni in un particolare settore di attività. Il premio viene assegnato dal 2006.