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Guardando alle elezioni europee del giugno 2024, che porranno le basi per il futuro dell'Europa, il CESE, in quanto partner istituzionale della società civile, sta organizzando la sua prima Settimana della società civile, che sarà intitolata Mobilitiamoci per la democrazia!

Vuoi partecipare?

Guardando alle elezioni europee del giugno 2024, che porranno le basi per il futuro dell'Europa, il CESE, in quanto partner istituzionale della società civile, sta organizzando la sua prima Settimana della società civile, che sarà intitolata Mobilitiamoci per la democrazia!

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Coinvolgeremo persone di varie età e provenienti da contesti diversi, tra cui giovani, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni dell'UE, per intavolare un vivace dibattito su questioni che incidono sulla nostra vita quotidiana e sul futuro dell'Europa. Discuteremo delle varie minacce e sfide ai valori democratici, nonché di ciò che la società civile si aspetta dai futuri leader europei. Le proposte che emergeranno saranno poi integrate nella risoluzione che il CESE adotterà in vista delle elezioni europee e nelle sue raccomandazioni politiche specifiche.

 La #CivSocWeek riunirà cinque importanti iniziative del CESE:

  • le Giornate della società civile – un evento faro annuale che mette in evidenza l'ampia gamma di contributi provenienti dalla società civile organizzata alla costruzione di un'UE maggiormente in linea con le aspettative dei cittadini su questioni cruciali per le nostre società democratiche. L'obiettivo è quello di incoraggiare un maggiore coinvolgimento della società civile nel progetto europeo a tutti i livelli;
  • la Giornata dell'iniziativa dei cittadini europei – un convegno annuale ad alto livello che offre un forum e una piattaforma in cui gli organizzatori di ICE già registrate o future e le parti interessate possono scambiare informazioni, condividere esperienze e presentare al pubblico le loro attività relative a determinate ICE;
  • La vostra Europa, la vostra opinione! (Your Europe, Your Say!) (YEYS) – l'evento dedicato ai giovani che avvicina i giovani - degli Stati membri, ma anche dei paesi candidati e del Regno Unito - all'Unione europea, stimolandoli a esercitare il loro diritto democratico di voto. Articolata in sessioni di consultazione dinamiche, offre ai suoi giovani partecipanti la possibilità di prendere parte a dibattiti, ne stimola la collaborazione e li incoraggia a raggiungere un consenso;
  • il Premio per la società civile - il riconoscimento annuale che premia iniziative efficaci, innovative e creative di singoli o di organizzazioni della società civile, e che quest'anno è dedicato ai progetti a sostegno del benessere mentale - individuale o collettivo - in Europa;
  • il seminario per i giornalisti – un evento che offre a giornalisti degli Stati membri l'opportunità di partecipare alle discussioni sullo stato della democrazia nell'Unione e sulle prossime elezioni europee e di osservare da vicino il lavoro del Comitato.

Partecipa anche tu e lasciati ispirare dai nostri workshop e dai nostri dibattiti di orientamento ad alto livello condotti da esperti! Fai sentire la tua voce su questioni chiave per la nuova legislatura europea ed entra in contatto con associazioni della società civile e con agenti di cambiamento di ogni parte d'Europa!

Consulta la pagina web #CivSocWeek e passa la parola!

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sta elaborando una visione per la politica agricola comune (PAC) dopo il 2027 al fine di garantire la resilienza e la sostenibilità dell'agricoltura europea. Su incarico della presidenza belga del Consiglio dell'UE, il CESE ha formulato un parere, adottato in gennaio, in cui sottolinea la necessità di un quadro politico stabile e a lungo termine che promuova la produzione alimentare sostenibile, l'autonomia strategica aperta e lo sviluppo rurale.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sta elaborando una visione per la politica agricola comune (PAC) dopo il 2027 al fine di garantire la resilienza e la sostenibilità dell'agricoltura europea. Su incarico della presidenza belga del Consiglio dell'UE, il CESE ha formulato un parere, adottato in gennaio, in cui sottolinea la necessità di un quadro politico stabile e a lungo termine che promuova la produzione alimentare sostenibile, l'autonomia strategica aperta e lo sviluppo rurale.

Il settore agricolo dell'UE, composto per il 94,8 % da aziende a conduzione familiare, si trova ad affrontare tutta una serie di sfide, tra cui un calo dei redditi, la diminuzione del numero di aziende agricole, difficoltà di ricambio generazionale e un notevole esodo di lavoratori. Nonostante la riduzione degli stanziamenti di bilancio per la PAC (meno del 25 % nel 2021), il CESE chiede che i finanziamenti destinati a tale politica siano commisurati ai suoi obiettivi di sostenibilità. Si raccomanda di passare dal sostegno di base al reddito ad incentivi finanziari per i servizi ambientali e sociali, garantendo una certa flessibilità alle piccole aziende agricole a conduzione familiare durante un periodo di transizione.

Le preoccupazioni relative a un tenore di vita equo per gli agricoltori dell'UE, esacerbate dall'inflazione, dalla volatilità del mercato dell'energia e dai cambiamenti climatici, evidenziano la necessità di riformare la PAC. Il CESE auspica che tali sfide siano affrontate nella PAC post-2027, che dovrebbe concentrarsi sulla garanzia di condizioni di lavoro dignitose, promuovere un'alimentazione più sana, ridurre gli sprechi alimentari e regolamentare i mercati alimentari. Si propone di includere componenti anticicliche e un sostegno alla produzione di energia rinnovabile per attenuare l'impatto degli aumenti dei prezzi dell'energia e delle interruzioni dell'approvvigionamento. Tra le misure suggerite per contrastare le condizioni climatiche estreme e consentire agli agricoltori di far fronte alle sfide, vi è il rafforzamento dei regimi assicurativi di partenariato pubblico/privato e il sostegno agli investimenti nell'innovazione e nelle tecnologie digitali.

In preparazione delle elezioni del Parlamento europeo del 2024, il CESE sottolinea la necessità di orientare la PAC in modo da rispondere all'evoluzione delle esigenze della società e dell'agricoltura.  Evidenzia l'importanza di coinvolgere le parti interessate, di concedere una maggiore flessibilità agli Stati membri e di semplificare i processi amministrativi per la definizione e l'adeguamento dei piani strategici. In ultima analisi, il CESE prefigura una PAC che trovi un equilibrio tra la garanzia della sicurezza alimentare, la protezione dell'ambiente e la promozione del benessere degli agricoltori europei di fronte alle sfide globali. (ks)

Strategia per la competitività a lungo termine

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AS

A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE

Lo scorso 24 gennaio la società civile europea ha inviato una lettera aperta alle Presidenti della Commissione europea e del Parlamento europeo, nonché alla presidenza belga del Consiglio dell'Unione europea. I firmatari della lettera hanno esortato le tre principali istituzioni dell'Unione europea (UE) coinvolte nel processo decisionale dell'UE ad adottare misure concrete per attuare un dialogo franco, trasparente e costante con le organizzazioni della società civile, come previsto dall'articolo 11 del Trattato sull'Unione europea.

A cura del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE

 

Lo scorso 24 gennaio la società civile europea ha inviato una lettera aperta alle Presidenti della Commissione europea e del Parlamento europeo, nonché alla presidenza belga del Consiglio dell'Unione europea. I firmatari della lettera hanno esortato le tre principali istituzioni dell'Unione europea (UE) coinvolte nel processo decisionale dell'UE ad adottare misure concrete per attuare un dialogo franco, trasparente e costante con le organizzazioni della società civile, come previsto dall'articolo 11 del Trattato sull'Unione europea, in tutti i settori d'intervento.

La lettera aperta è stata redatta su iniziativa del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE e di Civil Society Europe, e contiene proposte specifiche per l'attuazione. La lettera ha ottenuto il sostegno di un totale di 156 firmatari, provenienti da 26 Stati membri, tra cui figurano 39 reti europee, 85 organizzazioni nazionali e 60 membri del gruppo Organizzazioni della società civile del CESE.

Nonostante le disposizioni giuridiche, il dialogo civile rimane frammentario e non strutturato tra le istituzioni dell'UE. Per questo motivo i firmatari della lettera aperta #EUCivilDialogueNow invitano le istituzioni dell'UE a:

  • dare vita a un accordo interistituzionale sul dialogo civile;
  • istituire, all'interno di ciascuna istituzione, posti di dirigenti responsabili dei rapporti con la società civile;
  • stimolare e promuovere una maggiore cooperazione tra gli attori civici e sociali.

Questi sforzi devono dare seguito alle raccomandazioni della Conferenza sul futuro dell'Europa. Come primo passo, i firmatari hanno proposto una comunicazione della Commissione europea sul rafforzamento del dialogo civile al livello dell'UE.

La lettera aperta è disponibile in 24 lingue all'indirizzo: https://www.eesc.europa.eu/it/agenda/our-events/events/eu-civil-dialogue-now/open-letter.

Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa che annuncia l'invio della lettera aperta, disponibile in 24 lingue all'indirizzo: https://www.eesc.europa.eu/it/agenda/our-events/events/eu-civil-dialogue-now.

L'appello del Comitato economico e sociale europeo a favore di un Blue Deal dell'UE sta raccogliendo sempre maggiore sostegno presso i responsabili politici e la società civile, grazie al crescente riconoscimento dell'urgenza di affrontare la carenza idrica e al potenziale del Blue Deal di fornire una soluzione globale.

L'appello del Comitato economico e sociale europeo a favore di un Blue Deal dell'UE sta raccogliendo sempre maggiore sostegno presso i responsabili politici e la società civile, grazie al crescente riconoscimento dell'urgenza di affrontare la carenza idrica e al potenziale del Blue Deal di fornire una soluzione globale.

In un recente evento svoltosi al Comitato economico e sociale europeo (CESE), le principali parti interessate si sono incontrate per discutere del Blue Deal e del suo potenziale di trasformazione delle pratiche di gestione delle risorse idriche in tutto il continente, con particolare attenzione ai bacini idrografici.

"Ci troviamo di fronte a una crisi idrica di proporzioni mai viste", ha dichiarato il Presidente del CESE Oliver Röpke. Facendo riferimento alle prossime elezioni europee di giugno, ha poi osservato che l'acqua è un tema che riguarda ogni singolo cittadino. "In che modo i responsabili decisionali dell'UE affronteranno la questione dell'acqua e le sfide che ci attendono? È giunto il momento di porre queste domande".

La deputata al Parlamento europeo Pernille Weiss, facendo eco alle richieste di una soluzione globale, si è espressa a favore di un fondo dedicato alla transizione idrica, inteso a sostenere le imprese e le comunità nel passaggio a pratiche idriche sostenibili. Il relatore speciale delle Nazioni Unite Pedro Arrojo-Agudo ha sottolineato che la carenza idrica e i cambiamenti climatici non conoscono frontiere e ha invitato l'UE ad assumere un ruolo guida nello sviluppo di una soluzione globale alla crisi idrica.

L'invito del CESE a lanciare un Blue Deal europeo ha ottenuto un riscontro da parte di un'ampia gamma di parti interessate, tra cui la Compagnie Nationale du Rhône (CNR), una società francese di interesse pubblico che gestisce il fiume Rodano. Eric Divet, direttore delle risorse idriche di tale società, ha illustrato i risultati positivi da essa ottenuti nella gestione sostenibile delle risorse idriche, compresi gli sforzi per ripristinare le zone umide, migliorare la biodiversità dei fiumi e adattarsi ai cambiamenti climatici.

Nei prossimi mesi la Commissione europea dovrebbe presentare la sua iniziativa per la resilienza idrica. Il CESE è pronto a collaborare con le istituzioni dell'UE e le parti interessate per garantire che le sue proposte per un Blue Deal europeo figurino tra le priorità della prossima Commissione europea. (gb)

Le candidature per gli eventi associati alla Settimana verde saranno aperte tra il 4 e il 17 marzo, e gli eventi si svolgeranno tra il 29 maggio e il 1º settembre.

Le candidature per gli eventi associati alla Settimana verde saranno aperte tra il 4 e il 17 marzo, e gli eventi si svolgeranno tra il 29 maggio e il 1º settembre.

Ogni anno la Settimana verde dell'UE è accompagnata da centinaia di eventi associati in tutta Europa e oltre, organizzati da varie istituzioni, ONG, rappresentanti delle imprese, università, scuole, amministrazioni locali, regionali e nazionali ed altri partner.  

Il tema di questi eventi nel 2024 sarà la resilienza idrica. L'obiettivo è stimolare una discussione a livello europeo sul presente e sul futuro dell'acqua nell'UE, ponendo l'accento sulla sensibilizzazione e sulla promozione di soluzioni positive e collaborative.  

Sono ben accetti tutti i tipi di eventi, dai seminari ai dibattiti pubblici, dalle mostre alle iniziative di sensibilizzazione per le famiglie. Le attività possono svolgersi a livello locale, regionale, nazionale o europeo. Maggiori informazioni, compreso il calendario della procedura di presentazione ed esame delle candidature, sono disponibiliqui

Dato che il Blue Deal dell'UE è una delle iniziative faro del CESE, la scelta di questo tema per gli eventi associati rappresenta una buona occasione per far conoscere le proposte presentate nell'ottobre scorso dal CESE nella sua dichiarazione per un Blue Deal dell'UE, in cui invoca una nuova e ambiziosa strategia idrica per l'Europa, che sia alla pari con il Green Deal europeo.  (gb)

Risoluzione alternativa delle controversie

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AS

L'Europa è in ritardo in termini di competitività e deve affrontare le carenze del suo mercato unico con urgenza, ma facendo in modo di apportare benefici sia alle imprese che ai cittadini.

L'Europa è in ritardo in termini di competitività e deve affrontare le carenze del suo mercato unico con urgenza, ma facendo in modo di apportare benefici sia alle imprese che ai cittadini.

Alla sessione plenaria del CESE di gennaio si è svolto un dibattito sulla competitività europea e il futuro del mercato interno. Il parere del CESE al centro di tale dibattito è stato richiesto dalla presidenza belga del Consiglio dell'UE, che si è impegnata a utilizzare i sei mesi del suo mandato per concentrarsi sulla competitività e sul mercato unico. Il parere contribuirà inoltre alla relazione ad alto livello di Enrico Letta sul futuro del mercato unico, che sarà presentata al Consiglio europeo di marzo.

Il CESE sottolinea che il mercato interno deve affrontare le sfide di un mondo molto diverso da quello per il quale è stato creato negli anni '90 del secolo scorso. L'UE è pertanto soggetta a molteplici pressioni: mantenere condizioni di parità mentre sovvenziona le sue industrie per contribuire a finanziare la transizione verde; trattenere i posti di lavoro in Europa sia pure garantendo la competitività delle imprese; assicurarsi le materie prime applicando al tempo stesso le norme in materia di lavoro e di ambiente.

La relatrice Sandra Parthie ha dichiarato: "Il mercato unico ha contribuito a fare dell'UE uno dei principali blocchi commerciali del mondo, ma questa importante posizione non è destinata a durare. Ciò che proponiamo nel nostro parere è concentrarsi sullo sviluppo di una politica industriale europea che non sia la somma di 27 politiche industriali nazionali, ma piuttosto una visione realmente europea del nostro potenziale industriale".

Intervenendo nel corso del dibattito, il direttore generale di Business Europe Markus Beyrer ha affermato: "Abbiamo un problema di competitività. Stiamo restando indietro rispetto ai nostri concorrenti globali, e il mercato unico è uno degli strumenti a nostra disposizione per rimediare a questa situazione. L'obiettivo è produrre il margine necessario per alimentare il modello europeo come lo conosciamo, compresi gli aspetti sociali".

Ludovic Voet, segretario confederale della Confederazione europea dei sindacati (CES), ha sottolineato che il contratto sociale europeo è la base del mercato unico e deve essere rafforzato, e ha aggiunto che "nel nostro sistema competitivo, le imprese devono pagare salari equi, offrire buoni posti di lavoro ed evitare di danneggiare l'ambiente. L'Europa deve mantenere lo slancio necessario per una transizione verde che sia anche giusta".

Nel parere del CESE figura la proposta di nominare un commissario per i servizi di interesse economico generale (SIEG) nella prossima Commissione, con un piano quinquennale per lo sviluppo di SIEG sicuri, di buona qualità e sostenibili. Tali servizi rappresentano il 25 % del PIL dell'UE e il 20 % dell'occupazione totale e comprendono settori chiave quali i trasporti, l'energia, le comunicazioni, l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari. Sono inoltre molto importanti anche nel settore dell'assistenza sanitaria e dei servizi sociali. (dm)

a cura del gruppo Lavoratori del CESE

Le preoccupazioni e il benessere dei cittadini e dei lavoratori devono sempre essere al centro del processo decisionale politico.

a cura del gruppo Lavoratori del CESE

Le preoccupazioni e il benessere dei cittadini e dei lavoratori devono sempre essere al centro del processo decisionale politico. Si tratta di fattori umani importanti di cui occorre tenere conto, poiché è l'unico modo per garantire condizioni di vita dignitose. L'adozione di politiche che garantiscano tali condizioni a tutti consente di accrescere la fiducia e rafforzare l'accettazione generalizzata delle misure politiche attuali e future, oltre a evitare la disillusione popolare che crea un terreno fertile per il populismo e l'estremismo di destra.

Queste preoccupazioni sono state alla base della definizione delle priorità del gruppo Lavoratori per il periodo 2023-2025, che invitano chiaramente i futuri leader dell'UE ad adottare un'agenda progressista imperniata su una dimensione più sociale e umana. Dopo decenni di crisi, i cui costi sono stati sostenuti in modo inequivocabile dai cittadini e dai lavoratori europei, ci auguriamo che il dibattito europeo possa tornare a orientarsi verso ciò che conta veramente: il progresso sociale.

Le nostre priorità definiscono la visione del gruppo Lavoratori di un'Europa che non è solo sociale e sostenibile, ma che difende anche lo Stato di diritto, i diritti umani, la parità di genere, la solidarietà e la diversità. Abbiamo bisogno di un'Europa che dia priorità alla lotta contro la disuguaglianza, la povertà e l'emergenza climatica, assicuri una duplice transizione verde e digitale giusta e garantisca un lavoro dignitoso per tutti. Si tratta del modo migliore per dare forza alla nostra democrazia e alla nostra società, e a tutti gli individui che ne fanno parte. Auspichiamo che si tenga conto di questa nostra visione.

Revisione della direttiva 92/106/CEE sul trasporto intermodale

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